Soudal Quick-Step, Tim Merlier non esclude la convivenza con Paul Magnier al Tour 2027: “Ne ho già parlato con il team e non sono contrario”
La grande stagione di Paul Magnier porta una serie di possibilità in casa Soudal Quick-Step. Il giovane francese è stato grande protagonista al Giro d’Italia 2026, dove ha conquistato ben tre vittorie di tappa e la maglia ciclamino, nonostante la presenza di rivali di primissima fascia come Jonathan Milan e Dylan Groenewegen. Se per quest’anno la scelta è stata tutto sommato semplice, l’exploit del classe 2004 può rendere più complicata la gestione della convivenza con Tim Merlier, a sua volta estremamente efficace in volata al Tour de France 2026 con tre successi parziali. Insomma, il belga è ancora il punto di riferimento, ma il 22enne scalpita. E per il prossimo Tour non c’è spazio per avere due sprinter di primissima fascia. Almeno sulla carta.
In un’intervista a Het Laatste Nieuws per la verità lo stesso Tim Merlier ha commentato la possibilità di prendere il via al Tour de France 2027 insieme a Paul Magnier: “Ne ho già parlato con il team e di certo non sono contrario, penso che sarebbe possibile. È ancora giovane e ho la sensazione che guarda ancora a me come esempio. A volte mi chiede ancora dei consigli. Potrebbe imparare molto da questa esperienza. In ogni caso, le possibilità che questo succeda davvero mi sembrano davvero poche”.
Sul percorso, il belga ha dichiarato: “Sarebbe bellissimo indossare la maglia gialla nella prima tappa. Mi sono lasciato sfuggire l’occasione a Lille nel 2025, quindi sono contento di avere già una nuova opportunità. Non capita molto spesso. È una bella sfida per gli sprinter e non è impossibile che possiamo farcela a lottare per il successo nella prima giornata. Per quanto riguarda il percorso in generale, due cronometro sono due giorni di riposo per me. E anche se mi piacerebbe avere uno sprint puro senza Montmartre l’ultimo giorno, se le squadre degli sprinter lavorano bene tutte insieme abbiamo comunque le nostre possibilità. Il percorso in generale sembra molto duro. Se riuscissimo a fare quattro volate, sarebbe già buono. Quando vedi il dislivello positivo di 53.450 metri e sei un velocista, non sei molto contento… (ride, ndr)”.
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