Mondiali Kigali 2025, Tadej Pogačar schianta tutti! Lo sloveno attacca ai -104 km e vince – Evenepoel 2°, Ciccone chiude 6°

Tadej Pogačar scrive un’altra grande pagina della sua strepitosa carriera dominando i Mondiali Kigali 2025. Lo sloveno si conferma campione del mondo della prova in linea con un’altra prestazione sontuosa, attaccando sul Mont Kigali a 104 chilometri dall’arrivo per poi togliersi dalla ruota Isaac Del Toro, l’unico in grado di resistergli, a 66 chilometri dal traguardo e procedere in una lunga marcia trionfale solitaria. Si deve accontentare della medaglia l’argento un generoso Remco Evenepoel (Belgio), condizionato anche da alcuni problemi alla sella della bicicletta che lo hanno rallentato sia sul Mont Kigali sia all’interno del circuito finale. Completa il podio Ben Healy (Irlanda), che stacca Mattias Skjelmose (Danimarca) nel finale per mettersi al collo il bronzo. Giulio Ciccone è il miglior italiano, con il sesto posto finale a 6’47” dal vincitore.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Il primo attacco dopo il via ufficiale è quello di Red Walters (Grenada), che viene però rapidamente raggiunto e staccato da Menno Huising (Paesi Bassi), Ivo Oliveira (Portogallo) e Marius Mayrhofer (Germania). Su questo terzetto si riportano subito Anders Foldager (Danimarca) e Fabio Christen (Svizzera), mentre da dietro si muove anche Julien Bernard (Francia), che riesce a colmare il gap dopo il primo passaggio sulla linea d’arrivo, dove il plotone transita con un ritardo di due minuti.

In testa al gruppo per controllare questo attacco si portano un corridore ciascuno per Belgio e Slovenia, le nazionali dei due grandi favoriti, e la situazione sembra potersi stabilizzare, ma con il secondo passaggio sulla Côte de Kigali Golf si verificano un paio di accelerazioni da parte di Valentin Paret-Peintre e Paul Seixas (Francia) che arrivano anche a spezzare brevemente il plotone, oltre a mandare in difficoltà il connazionale Julian Alaphilippe, che perde contatto e, poco dopo, si ritira.

Nel frattempo, parte all’attacco Raul Garcia Pierna (Spagna), che nel corso della seconda scalata della Côte de Kimihurura viene raggiunto anche da Victor Campenaerts (Belgio), Fred Wright (Gran Bretagna), Paul Seixas (Francia), Harold Tejada (Colombia) e Isaac Del Toro (Messico), ma con il gruppo subito dietro questi ultimi desistono e si rialzano, mentre Garcia Pierna prosegue in solitaria l’inseguimento e riesce a completarlo al termine del terzo giro, dove il plotone transita con un ritardo di 2’30”.

Il gruppo, nel quale si verifica una caduta che vede coinvolti anche Marc Soler (Spagna), Ilan Van Wilder (Belgio) e Bjorn Koerdt (Gran Bretagna), tutti e tre costretti al ritiro, non concede però ulteriore spazio e stabilizza il gap su quel distacco, che si mantiene tale anche al termine del sesto giro, dopo 90 chilometri di gara. La situazione rimane abbastanza stabile per tutti i primi 9 giri all’interno del circuito di Kigali: sette uomini in testa, il gruppo a inseguire con il Belgio e la Slovenia a collaborare per tenere alto il ritmo.

Il canovaccio inizia a cambiare quando i corridori percorrono il “circuito esterno”, con anche la scalata al Mont Kigali. Davanti, Foldager, Bernard e Oliveira distanziano gli altri quattro fuggitivi, che vengono presto riassorbiti. Dietro, dopo un timido tentativo di Mauro Schmid (Svizzera), subito rintuzzato, il ritmo elevato per prendere il Mont Kigali nelle prime posizioni porta il distacco dei battistrada ad appena un minuto.

Sulle dure rampe del Mont Kigali, Bernard resta presto da solo al comando. All’interno dell’ultimo chilometro della salita si scatena la bagarre: come da pronostico, è Tadej Pogačar (Slovenia) ad accendere la miccia con una prima accelerazione (a 104 km dall’arrivo), a cui in un primo momento rispondono solo Remco Evenepoel e Cian Uijtdebroeks (Belgio), Juan Ayuso (Spagna) e Jan Christen (Svizzera). Il primo effetto è che Bernard viene ripreso e distanziato, rendendo di fatto i favoriti la testa della corsa.

Sul forcing di Pogačar, Evenepoel perde contatto, rallentato anche da un problema alla sella. Poco alla volta, anche Uijtdebroeks e Christen devono alzare bandiera bianca, mentre il solo Ayuso resta con lo sloveno. I due scollinano con qualche secondo di margine sui primi inseguitori, da cui prova invano a uscire Richard Carapaz (Ecuador).

Nel tratto in discesa, Isaac del Toro (Messico) rientra come un fulmine su Ayuso e Pogačar, formando un terzetto al comando. Sullo strappo del Mur de Kigali lo spagnolo va però in difficoltà, venendo distanziato dai due compagni di squadra alla UAE Team Emirates XRG, oggi rivali, e ripreso da un primo gruppetto inseguitori con Paul Seixas (Francia), Giulio Ciccone (Italia), Cian Uijtdebroeks (Belgio) e Mattias Skjelmose (Danimarca). Evenepoel invece è più indietro, in difficoltà con il problema meccanico alla bicicletta.

In ogni caso, nei chilometri successivi i vari gruppetti inseguitori si ricompattano, tornando a formare un folto gruppo. Quando entrano di nuovo nel circuito di Kigali, Del Toro e Pogačar possono contare su circa un minuto di margine su un gruppo inseguitori con 34 corridori: Primož Roglič (Slovenia), Remco Evenepoel, Quinten Hermans e Cian Uijtdebroeks (Belgio), Mikkel Frølich Honoré e Mattias Skjelmose (Danimarca), Andrea Bagioli, Giulio Ciccone, Marco Frigo e Gianmarco Garofoli (Italia), Thomas Pidcock (Regno Unito), Valentin Paret-Peintre, Paul Seixas e Pavel Sivakov (Francia), Thymen Arensman e Bauke Mollema (Paesi Bassi), Jai Hindley, Michael Matthews, Michael Storer e Jay Vine (Australia), Kevin Vermaerke (USA), Juan Ayuso e Carlos Canal (Spagna), Afonso Eulalio (Portogallo), Jan Christen e Marc Hirschi (Svizzera), Andreas Leknessund e Embret Svestad-Bårdseng (Norvegia), Harold Tejada (Colombia), Richard Carapaz (Ecuador), Ben Healy (Irlanda), Amanuel Ghebreigzabhier (Eritrea), Toms Skujins (Lettonia) e Artem Nych (Atleti Indipendenti).

Evenepoel approfitta del passaggio dal circuito per cambiare bicicletta, dopo i problemi che ne hanno condizionato la scalata sul Monte Kigali. Una volta rientrato in gruppo, è proprio il suo Belgio a dettare l’andatura per evitare che il vantaggio dei due battistrada diventi incolmabile. Con il passare dei chilometri, però, il campione olimpico continua a lamentare problemi alla bicicletta e rallenta a centro gruppo, salvo fermarsi a bordo strada per attendere l’ammiraglia, operazione che gli fa perdere diverso tempo. Intanto Pogačar e Del Toro iniziano il quintultimo giro con 46” di margine sul gruppo. Il messicano inizia a dare qualche segno di cedimento in salita, faticando a tenere il ritmo del compagno d’avventura anche quando questo non prova ad accelerare.

Nel frattempo, dal gruppo inseguitori attaccano Mikkel Frolich Honoré (Danimarca), Pavel Sivakov (Francia) e Ben Healy (Irlanda). Questo terzetto si porta fino a 35” dalla coppia al comando. Sullo strappo di Kigali Golf, dopo aver parlato con Del Toro, Pogacar stacca il messicano, ancora una volta senza forzare particolarmente l’andatura. Alle loro spalle intanto, risolto il problema alla bicicletta Evenepoel rientra sul gruppo inseguitori, aiutato dal compagno di squadra Quinten Hermans. Il campione olimpico si mette subito a tirare e riprende Honoré, Sivakov, Healy e anche Del Toro, con un’andatura importante.

Pogačar inizia il quartultimo giro in testa da solo. Dietro di lui, il forcing permette a Evenepoel di selezionare un quintetto: insieme a lui restano solo Mattias Skjelmose (Danimarca), Ben Healy (Irlanda), Tom Pidcock (Regno Unito) e Jai Hindley (Australia). Questi inseguitori transitano sul traguardo con un minuto di ritardo sul battistrada, seguiti a una quindicina di secondi da Juan Ayuso (Spagna) e Paul Seixas (Francia). Giulio Ciccone (Italia) non riesce a riagganciarsi a questo duo e viene ripreso da altri 8 corridori, tra cui Primoz Roglič (Slovenia), che procedono a un ritmo inferiore. Più avanti, il gruppo inseguitore riassorbirà Ayuso e Seixas per procedere sostanzialmente compatto a un distacco netto nei confronti di chi davanti si sta giocando le medaglie.

Evenepoel riceve pochi cambi dal quintetto e prova un inseguimento di fatto quasi solitario per almeno un paio di giri. Nella terzultima tornata, con Pogačar ancora un minuto davanti, il forcing del belga costa caro a Hindley e Pidcock, che perdono la sua ruota. A quel punto Skjelmose e Healy iniziano a collaborare. Come effetto, tanto l’australiano quanto il britannico naufragano ben lontano dalla lotta per le medaglie. Nonostante questo, però, il vantaggio di Pogačar non cambia.

Nel corso del penultimo giro, Evenepoel attacca con decisione sullo strappo di Kigali Golf, riuscendo finalmente a togliersi dalla ruota Healy e Skjelmose. Il belga inizia quindi un inseguimento solitario, con 1’10” da recuperare in 20 km. La speranza di vedere riaperta la lotta per l’oro, però, svanisce presto: Remco non guadagna terreno su Pogačar, che anzi incrementa. L’ultimo giro quindi è solo una passerella per lo sloveno, che taglia il traguardo con 1’30” su Evenepoel. Alle loro spalle, Healy stacca Skjelmose per mettersi al collo la medaglia di bronzo. Molto più indietro, Toms Skujiņš‏ (Lettonia) è quinto, mentre Giulio Ciccone (Italia) trova le energie per vincere lo sprint per la sesta piazza davanti a Isaac Del Toro (Messico) e Juan Ayuso (Spagna), a ben 6’47” dal vincitore.

Risultato Prova in Linea Uomini Élite Mondiali Kigali 2025

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio