Europei Pista Konya 2026, mentre arrivano i primi record mondiali, sorti diverse per i quartetti azzurri: le donne si giocano il bronzo, fuori gli uomini
Mattinata intensa agli Europei su Pista di Konya 2026. La giornata è segnata soprattutto dalle prove di velocità, con la prova individuale femminile che vede prima le qualifiche, poi sedicesimi e ottavi. Arriva qui il primo record mondiale a firma di Emma Finucane che apre la giornata con un 9″759, alla media di 73,778 che le permette di diventare la nuova primatista assoluta, oltre che grande favorita, confermando lo status poi qualificandosi agevolmente per i quarti (questo pomeriggio a partire dalle 16:30). Un traguardo che riesce anche a Miriam Vece, che agli ottavi supera Mathilde Gros, mentre si ferma ai sedicesimi l’altra azzurra Siria Trevisan. Nel chilometro da fermo invece arriva una doppia finale grazie a Matteo Bianchi e Fabio del Medico, che rispettivamente con il quarto e sesto tempo si garantiscono l’accesso all’ultima fase della corsa, che si svolgerà questa sera alle 18:13 da programma.
A seguire spazio all’Inseguimento a squadre, maschile e femminile. Le ragazze, che si presentavano con il secondo tempo assoluto, sono scese per prime in pista e si sono trovate ad affrontare l’ostacolo Gran Bretagna. Le britanniche hanno vinto la sfida e si sono qualificate per la finale facendo anche segnare il nuovo record del mondo in 4’03″634, mentre Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Linda Sanarini e Federica Venturelli hanno fatto registrare il terzo tempo (meglio ha fatto anche la Germania nella quarta batteria) e si giocheranno dunque il bronzo con la Francia. Le Rocket Girls ci arrivano da favorite per quanto emerso in questi primi due giorni, ma ovviamente bisognerà fare attenzione.
Sconfitta più pesante per il quartetto maschile, che si è trovato davanti una agguerritissima Danimarca, tanto che gli scandinavi hanno fatto registrare il nuovo record del mondo della disciplina chiudendo in 3’39″977, confermandosi i grandi favoriti. Il 3’45″680 di Renato Favero, Niccolò Galli, Etienne Grimod e Francesco Lamon non basta invece per giocarsi una medaglia, visto che Svizzera, Francia e Gran Bretagna chiudono tutte in 3’44”, racchiuse in poco più di un centesimo, con gli elvetici che accedono alla finale per l’oro dopo aver sconfitto i britannici.
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