© Trek - Segafredo

Giro d’Italia 2019, Presentazioni Squadre: Trek-Segafredo

Il 50% del roster della Trek-Segafredo presente al Giro d’Italia 2019 è italiano. La squadra americana si presenta ai cancelli di partenza di Bologna con una squadra completa, in grado di poter dare del filo da torcere a tutti su tutti i terreni. La formazione di Luca Guercilena sarà un’osservata speciale fin dalla cronometro iniziale, il visto che il co-sponsor Segafredo è uno storico brand bolognese e di certo non vorrà sfigurare sulle strade di casa. Comparandola con le altre squadre, si può dire che non sia tra le più formazioni più attrezzate, ma vincere almeno una tappa sembra un obiettivo alla loro portata.

Un buon piazzamento in classifica generale è quello che si auspica il capitano Bauke Mollema. L’anno scorso nei Grandi Giri ha preferito concentrarsi sui successi parziali, sfiorando il successo sia al Tour che alla Vuelta, senza però riuscire ad alzare le braccia al cielo. L’ultima volta che ha provato a fare classifica era proprio al Giro, nel 2017, quando chiuse settimo nell’edizione vinta dal connazionale Dumoulin. Nel corso della sua carriera l’olandese si è sempre contraddistinto per delle ottime performance nelle prime due settimane, salvo poi ridimensionarsi nell’ultima e decisiva settimana. Quest’anno potrà riprovarci, sapendo che avrà meno attenzioni rispetto al passato. Sottovalutarlo, però, sarebbe un grosso errore da parte dei suoi avversari.

Gli uomini da salita al suo fianco non mancheranno, con gli italiani in prima linea. Gianluca Brambilla si sdoppierà nel lavoro di appoggio a Mollema e quello di attaccante, che spera gli possa fruttare una vittoria di tappa. L’anno scorso provò a testarsi in classifica generale senza successo, mentre quest’anno sarà più libero dalle pressioni. Vorrà fare bella figura coi nuovi colori Giulio Ciccone, all’esordio in un GT con una squadra WorldTour. Anche per lui dovrebbe esserci una doppia richiesta da parte del team: aiutare Mollema e infiammare la corsa nelle tappe di salita. L’anno scorso fu protagonista in maglia Bardiani, animando quasi tutte le tappe di alta montagna; quest’anno, con maggiore consapevolezza dei propri mezzi, gli si chiede anche di riuscire a concretizzare.

Per le salite c’è anche Nicola Conci, che corre il suo secondo Grande Giro consecutivo dopo la Vuelta dell’anno passato. Promettente scalatore, il trentino deve ancora dimostrare appieno le sue potenzialità tra i professionisti, e chissà che questa Corsa Rosa non possa rappresentare per lui un viatico importante. Infine, quando la strada salirà molto importante anche il lavoro di Michael Gogl, generoso corridore austriaco, ancora a caccia della sua prima vittoria da professionista.

In volata dovrà più o meno arrangiarsi Matteo Moschetti, che quantomeno potrà prendere un po’ di confidenza con le caotiche volate dei Grandi Giri, visto che per la prima volta sarà al via di una corsa di tre settimane. Il talento ce l’ha sicuramente e vetrina migliore del Giro d’Italia per dimostrarlo non c’è. L’unico che sembra potergli dare una mano nella preparazione agli sprint è l’esperto Will Clarke, che quantomeno cercherà di metterlo nelle migliori condizioni per potersi francobollare alla ruota del velocista ritenuto più pericoloso. Per l’australiano anche al possibilità di farsi notare nelle frazioni intermedie. A chiudere l’organico c’è Markel Irizar, regista in corsa, all’ultima stagione di una carriera sempre vissuta al servizio dei compagni, con questo Giro che non farà eccezione.

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