Presentazione Percorso e Favoriti Tour of Oman 2026
Dopo l’antipasto della Muscat Classic si rimane a gareggiare in Medio Oriente con il Tour of Oman 2026, che va in scena da sabato 7 a mercoledì 11 febbraio. Il campo partenti risulta molto qualificato, vista la presenza di 11 formazioni WorldTour, oltre che di 6 Professional e di una Selezione nazionale locale. Le cinque tappe in programma offrono un programma molto vario, anche se la classifica generale si deciderà probabilmente sull’ultima salita, appuntamento ormai classico per questa gara. La corsa rientra nel calendario delle UCI 2.Pro e mette quindi in palio parecchi punti UCI che potranno rivelarsi importanti, sia a media che a lunga scadenza. In palio il posto nell’Albo d’Oro successivo a quello occupato, da due anni a questa parte, da Adam Yates.
Albo d’Oro recente Tour of Oman
2025 YATES Adam
2024 YATES Adam
2023 JORGENSON Matteo
2022 HIRT Jan
2021 Non disputata a causa della pandemia da Covid-19
2020 Non disputata a causa del lutto nazionale per la morte del sultano Qaboos bin Said al Said
2019 LUTSENKO Alexey
2018 LUTSENKO Alexey
2017 HERMANS Ben
2016 NIBALI Vincenzo
Percorso Tour of Oman 2026
Il percorso del Tour of Oman 2026 segue la falsa riga della precedente edizione. La corsa si apre con la frazione da Muscat (Ministry of Tourism) a Bimmah Sink Hole, 170,9 km dedicati ai velocisti. L’unica vera difficoltà altimetrica infatti è la salita di Jamal Road poco dopo la partenza, 3,5 km al 9,2%). Un’asperità da non sottovalutare, che può sicuramente favorire la formazione della fuga di giornata, ma poiché termina al km 10 non dovrebbe avere ulteriore impatto sulla corsa. Dopo i passaggi dagli abitati di Al Amerat, Al Amrat, Wadi Daiqa e Wadi Jab, lungo un percorso pianeggiante che attraversa anche un tratto di deserto, i corridori arriveranno verso la sede d’arrivo, dove è facile pronosticare uno sprint.
La situazione potrebbe movimentarsi un po’ di più nella Al Rustaq Fort – Yitti Hills, che con i suoi 191,4 km è (di poco) la tappa più lunga in programma. I primi 150 km, in realtà, sono sostanzialmente in pianura, eccezion fatta per lo strappo di Fanja (1 km al 9%), posizionato al km 90. Superato Al Kabal, dove è posizionato il secondo traguardo volante, si affronta di nuovo la salita di Jamal Road, stavolta dall’altro versante. La difficoltà è piuttosto simile (3,3 km al 9,2%), ma lo scollinamento a 48 km dall’arrivo apre più scenari per il finale. Dopo la discesa e un tratto di pianura, la corsa arriva sullo strappo di Halamriyah (900 metri al 9,4%), a 14 km dal traguardo. Un tratto di falsopiano discendente conduce ai piedi dello strappo finale su Yitti Hills, 1600 metri con una pendenza media del 6,8%. Su questo percorso, l’anno scorso vinse a sorpresa Louis Vervaeke, ultimo superstite della fuga: le squadre dei possibili favoriti di giornata sono avvisate.
La classifica generale dovrebbe iniziare a muoversi in occasione della terza tappa, da Samail alla Eastern Mountain. Per gran parte dei 191,3 km in programma, l’insidia principale sarà il vento, dato che non sono previste particolari asperità. Il primo tratto in falsopiano ascendente porta il gruppo fino ai 700 metri sul livello del mare di Al Bashair Road, sede della prima zona di rifornimento fisso. Superati Al Saih, Al Alya, Birkat Al Mouz e Tanuf, la corsa si dirige ai piedi della salita finale, appunto la Eastern Mountain: con i suoi 3,4 km all’8%, è il terreno ideale per gli scalatori, meglio se dotati di una certa esplosività.
La Al Sawadi Beach – Sohar si candida per essere la tappa migliore per i velocisti al via. Lungo i suoi 146,8 km, la frazione non arriva mai oltre i 13 metri sul livello del mare: basta questo per spiegare come i passisti saranno i veri protagonisti della giornata, sia per la formazione di eventuali ventagli sia per preparare lo sprint finale, oltre alla protezione dei capitani della classifica generale. L’incognita principale sarà ancora il vento: il percorso costeggia il mare dell’Oman, dove è facile ci siano raffiche anche importanti. Se dovesse essere laterale, qualche squadra potrebbe cercare l’offensiva. In caso contrario, è facile pronosticare tre ore di attesa alla volata.
Ancora una volta, il verdetto finale della corsa sarà scritto nella Nizwa – Jabal al Akhdar, con l’arrivo sulla Green Mountain. Si parte da Nizwa per passare da Birkat Al Mouz e, svoltando a destra prima di Izki, si intraprende un lungo anello con strade in mezzo al deserto che toccano gli abitati di Al Hilayw, Al Khadra, Al Washal e Al Quraytayn, prima di arrivare a Izki e di nuovo a Birkat Al Mouz. Da qui, dov’è posto l’ultimo traguardo volante della corsa, si svolta a destra per Al Jabal, che conduce ai piedi della salita finale. La Green Mountain, con i suoi terribili 5,7 km al 10,4% di pendenza media, è disegnata apposta per riscrivere completamente le gerarchie dei più forti ed eleggere il vincitore finale della competizione omanita. Uno sforzo brutale, che vede anche i migliori scalatori arrivare stremati sul traguardo.
Tappe Tour of Oman 2026
Tappa 1 (07/02): Ministry of Tourism – Bimmah Sink Hole (170,9 km)
Tappa 2 (09/02): Al Rustaq Fort – Yitti Hills (191,4 km)
Tappa 3 (09/02): Samail – Eastern Mountain (191,3 km)
Tappa 4 (10/02): Al Sawadi Beach – Sohar (146,8 km)
Tappa 5 (11/02): Nizwa – Jabal al Akhdar (Green Mountain) (155,9 km)
Favoriti Tour of Oman 2026
Quando il vincitore delle due edizioni è alla partenza e appare in buona condizione, è facile attribuirgli il ruolo di favorito. È il caso di Adam Yates (UAE Team Emirates XRG), che dopo aver trionfato lo scorso anno si presenta di nuovo al via per cercare quella tripletta consecutiva che non è riuscita neanche ai suoi due predecessori (Froome nel 2013 e 2014, Lutsenko nel 2018 e 2019). Il britannico ha mostrato di stare bene con un bel secondo posto alla Muscat Classic, dove la vittoria è sfuggita soltanto in volata contro un corridore più esplosivo. Nella corsa a tappe, però, il terreno per fare la differenza non manca e uno con le sue qualità saprà sfruttarlo al meglio.
Subito alle sue spalle, il secondo classificato della scorsa edizione Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) può davvero fare quell’ultimo passo che gli manca per lottare stabilmente con i migliori. Vincitore l’anno scorso sulla Green Mountain, prima del via è sulla carta il più forte nella durissima salita su cui si deciderà l’ultima tappa: dovrà essere bravo a non perdere terreno sulla più breve Eastern Mountain, dove uno scalatore come lui potrebbe pagare dazio, e nei vari ventagli, di certo non il suo pane quotidiano. Il francese comunque cresce di anno in anno e già ora potrebbe essere molto pericoloso.
Sembrano un gradino più sotto ai primi due, invece, corridori come Harold Martin Lopez (XDS Astana), Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike) ed Einer Rubio (Movistar), tutti ottimi scalatori a cui potrebbe mancare il guizzo giusto per fare la differenza nella terza tappa. Certo, ognuno di loro trova terreno adatto alle proprie qualità sulla Green Mountain, ma attenzione a non sottovalutare il fattore meteo: la salita omanita non è esattamente come quelle alpine per temperatura, e qualcuno di loro potrebbe pagare. Unica eccezione, magari, lo statunitense vincitore di una Vuelta, sul quale, nonostante quel grande successo, permane qualche dubbio quando si presenta al via come leader unico della squadra.
Meritano considerazione anche corridori un pochino più esplosivi come Paul Double (Team Jayco AlUla) e Junior Lecerf (Soudal Quick-Step). Il britannico ha già in bacheca una corsa a tappe WorldTour come il Tour of Guangxi, dove ha dimostrato di poter avere la meglio su arrivi in salita e non solo su percorsi collinari. La Green Mountain potrebbe non essere facile da scalare per lui, ma se dovesse trovarsi tra i primi dopo la Eastern Mountain sarebbe sicuramente difficile scalzarlo dalle prime posizioni. Il belga, dal canto suo, ha vinto il Czech Tour 2025 e ben figurato all’ultima edizione della Vuelta, dimostrando di saper digerire bene le salite di breve e media lunghezza con pendenze impegnative. Non sarà il capitano, ma un’opzione valida da giocare.
Il lotto degli scalatori un po’ più puri conta anche Alex Baudin (EF Education-EasyPost) e Lorenzo Fortunato (XDS Astana), entrambi con una ragionevole ambizione di lottare per un posto in top-5, o quantomeno di entrare nei 10. Per tutti e due, comunque, non è da escludere del tutto un momento di gloria, soprattutto in situazioni tattiche particolari. La Pinarello-Q36,5 può puntare sul duo Chris Harper e Damien Howson, rispettivamente sesto e quarto nella scorsa edizione. In un team che conta anche Matteo Badilatti e Harm Vanhoucke, le carte da giocare non mancano: saranno probabilmente protagonisti della corsa.
In casa XDS Astana possono puntare a un risultato importante anche Cristián Rodríguez e Diego Ulissi, entrambi già capaci di chiudere questa corsa nella top-10 per due volte, oltre a Christian Scaroni, che in questo inizio di stagione ha palesato un’ottima condizione. Discorso simile per Luke Plapp (Team Jayco AlUla), reduce dal terzo posto alla Muscat Classic, e per Diego Pescador (Movistar), che la scorsa settimana ha raccolto bei piazzamenti alla Challenge Mallorca. Saranno poi da tenere d’occhio i giovani Pablo Torres (UAE Team Emirates XRG), Jan Castellon (Caja Rural-Seguros RGA), Martin Tjøtta (Uno-X Mobility) e Brieuc Rolland (Groupama-FDJ United), tutti piuttosto bravi in salita, sebbene non ancora a livello dei migliori, così come Bart Lemmen (Visma | Lease a Bike), Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step) e Jefferson Alexander Cepeda (EF Education-EasyPost), che potrebbero dire la loro in caso i rispettivi capitani dovessero incappare in una giornata no.
Borsino dei Favoriti Tour of Oman 2026
***** Adam Yates
**** Harold Martín López, Valentin Paret-Peintre
*** Paul Double, Sepp Kuss, Einer Rubio
** Lorenzo Fortunato, Chris Harper, Junior Lecerf, Christian Scaroni
* Alex Baudin, Diego Pescador, Luke Plapp, Cristián Rodríguez, Pablo Torres
Cacciatori di tappe Tour of Oman 2026
La prima e la quarta tappa avranno ottime possibilità di concludersi allo sprint e, anche se i velocisti più forti del gruppo sono assenti, non mancheranno quelli che proveranno a conquistare queste due frazioni. Punti di riferimento dovrebbero essere Bryan Coquard (Cofidis), già vincitore in stagione al GP La Marseillaise, e Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates XRG), oltre a quel Emilien Jeannière (TotalEnergies) che nell’ultimo anno si è piazzato spessissimo tra i primi, ma senza riuscire ad alzare le braccia al cielo. Proveranno a dire la loro anche Erlend Blikra (Uno-X Mobility), Steffen De Schuyteneer (Lotto-Intermarché), Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA), Stanislaw Aniolkowski (Cofidis), Thibaud Gruel (Groupama-FDJ United), Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling Team), Gerben Thijssen e Jensen Plowright (Alpecin-Premier Tech), Madis Mihkels (EF Education-EasyPost) e, in caso di sprint un po’ più ristretti, Henok Mulubrhan (XDS Astana), Iván García Cortina (Movistar), Vincenzo Albanese (EF Education-EasyPost) e Anders Foldager (Team Jayco AlUla).
La seconda frazione si concluderà invece sull’impegnativo strappo di Yitti Hills e, oltre agli uomini di classifica sopracitati, che dovranno fare attenzione a non prendere buchi che potrebbero far perdere loro secondi preziosi, chiamerà allo scoperto i corridori particolarmente esplosivi e, visto l’epilogo dello scorso anno, anche gli attaccanti. Saranno dunque da tenere d’occhio corridori come Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), Roger Adrià e Natnael Tesfatsion (Movistar),Alberto Bettiol (XDS Astana), Simone Gualdi (Lotto-Intermarché), Stefano Oldani (Caja Rural-Seguros RGA), Rasmus Tiller e Alexander Kamp (Uno-X Mobility).
Punti UCI Tour of Oman 2026
| POSIZIONE CLASSIFICA FINALE | PUNTI UCI | POSIZIONE TAPPA SINGOLA | PUNTI UCI |
| 1 | 250 | 1 | 25 |
| 2 | 170 | 2 | 15 |
| 3 | 140 | 3 | 10 |
| 4 | 120 | 4 | 5 |
| 5 | 100 | 5 | 3 |
| 6 | 80 | ||
| 7 | 70 | ||
| 8 | 60 | ||
| 9 | 50 | ||
| 10 | 40 | ||
| 11 | 30 | ||
| 12 | 20 | ||
| 13 | 10 | ||
| 14 | 10 | ||
| 15 | 10 | ||
| 16-25 | 6 | ||
| 26-40 | 3 |
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