Giro d’Italia 2026, Jonas Vingegaard scalpita: “È una nuova sfida, ne avevo bisogno – Gli avversari? Ce ne sono almeno cinque pericolosi”
Si avvicina il debutto di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia. Il danese, già capace in carriera di vincere due Tour de France e una Vuelta a España, si presenta al via della Corsa Rosa 2026 con il dichiarato intento di conquistare la vittoria finale, risultato che gli permetterebbe di completare la Tripla Corona, all’età di 29 anni. Se così andrà, il campione della Visma|Lease a Bike affiancherà nella storia del ciclismo gli altri 7 a cui questa combinazione di vittorie è già riuscita, ovvero Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome.
Di certo, il Giro è ancora da correre, ma Vingegaard è, inevitabilmente, il favorito indiscusso: “Ma considero questa gara imprevedibile, in maniera maggiore rispetto a Tour e Vuelta – le parole del danese in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport – Bisognerà essere pronti ogni giorno, perché le sorprese possono essere ovunque. Il percorso? In Bulgaria bisognerà stare attenti al vento, poi ci saranno diversi giorni duri. In certe occasioni si potrà fare parecchio distacco”.
Vingegaard parla dei potenziali avversari sulla strada verso la Maglia Rosa: “Di pericolosi ce ne sono diversi. Penso ad Adam Yates, Giulio Pellizzari, Ben O’Connor, Egan Bernal e Felix Gall – il pensiero del danese – Servirà la mia miglior versione per vincere. A marzo la forma era già soddisfacente, ma lavoro per crescere, prima a maggio e poi a luglio”.
Luglio, perché dopo il Giro, nell’agenda del portacolori della Visma|Lease a Bike, c’è anche il Tour de France 2026, dove ritroverà Tadej Pogačar: “Completare la Tripla Corona prima di lui? A me interessa farlo e basta, perché significa scrivere un pezzo di storia. Ce la farà anche lui, è solo questione di tempo. Tadej è forse il più forte di tutti i tempi, ma io l’ho già battuto e ho fiducia di poterlo fare di nuovo“.
Tornando al suo esordio nel Grande Giro italiano, Vingegaard sottolinea che “aver accettato questa sfida, per me nuova, è quello di cui avevo bisogno. Per tanti anni il mio programma è stato molto simile da una stagione all’altra. Sentivo il bisogno di cambiare e penso che attraverso queste settimane di gara arriverò al meglio anche al Tour de France”.
La fase di preparazione stagionale del campione danese è stata turbata da un incidente avvenuto durante una sessione di allenamento, a causa di un cicloamatore un po’ troppo insistente nel volerlo seguire: “Dopo quell’episodio mi pare ci sia maggiore rispetto – il commento di Vingegaard – Secondo me, fare delle foto va bene, ma seguire per tanto tempo, da vicino, un professionista non è il massimo. Per tutti noi questo è un lavoro e io non vado in ufficio da qualcuno e mi ci siedo di fianco mentre lavora…“.
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