Giro d’Italia 2018, Top/Flop del Giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Giro d’Italia 2018.

TOP

Richard Carapaz (Movistar): Il suo Giro d’Italia sinora era stato già di ottimo livello, essendosi fatto trovare pronto al primo arrivo in salita dopo essere uscito bene dalla crono e le prime insidie siciliane. In maglia bianca un po’ a sorpresa, oggi continua a mostrare di che pasta è fatto con un’azione implacabile, ottenendo così la sua prima grande vittoria in carriera, in una Corsa Rosa che a questo punto è già per lui un successo. Ma nella quale può continuare a stupire.

Davide Formolo (Bora-hansgrohe): Dopo la brutta débacle di due giorni fa, era importante reagire subito e il secondo posto ottenuto oggi, con chiaro rimpianto per non aver vinto, ci ripropone comunque un corridore combattivo, che ha la possibilità di lasciare il segno. In classifica ormai è lontano, ma potrebbe anche rientrarci con un tentativo da lontano. Resta da vedere la forma quale è, ma oggi la reazione è stata positiva.

Koen Bouwman (LottoNL-Jumbo): Il giovane scalatore neerlandese conferma il suo feeling con le fughe dimostrandosi non solo il più pimpante in salita, ma anche sapendo come gestirsi per non sprecare energie preziose mentre gli altri scattano. Alle accelerazioni costanti dei rivali, risponde infatti con un ritmo costante, studiando la situazione, per poi fare la differenza con due stilettate precise. Il tentativo non va in porto, ma è l’ultimo ad arrendersi.

 

FLOP

Thibaut Pinot: Nettamente tra i più veloci quando a confrontarsi sono i big, il francese aveva oggi una buona possibilità per conquistare una tappa, oltre che conquistare qualche abbuono più consistente, sempre utile. La sua squadra in un paio di occasioni si è anche messa davanti, ma mai con grande impatto, forse perché il capitano non era certo di quel che avrebbe potuto fare. La sfuriata finale, con la volata lunghissima che ha sfilacciato il gruppo, ha dimostrato che era un arrivo per lui e il risultato sarebbe potuta essere ben più fruttuoso.

Dimension Data: Difficile capire quanto Ben O’Connor possa durare in classifica, ma lasciarlo solo oggi dopo la caduta è stato comunque un errore. Considerando quanto poco ci ha messo Froome a rientare e quanto vicino è poi arrivato l’australiano al traguardo, Meintjes avrebbe potuto aspettare il giovane compagno per aiutarlo a rientrare. Anche se non ci fosse riuscito, quei venti secondi persi oggi non avrebbero certo cambiato la situazione del sudafricano, che al primo arrivo in salita è naufragato.

Chris Froome (Sky): Quando si cade così spesso non è solo sintomo di sfortuna. Che sia una condizione non proprio ottimale, incertezza generalizzata per una situazione a cui non si è abituati, oppure qualche eventuale problema di pressione alle ruote o di bilanciamento del mezzo, sembra comunque qualcosa che sarebbe meglio comprendere per poterlo affrontare, perché pensare solo al caso comincia ad essere sempre più difficile

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