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I Volti Nuovi del Gruppo, Giovanni Aleotti: “Fa un certo effetto correre con Sagan. Sogno il Giro dell’Emilia”

Tocca a Giovanni Aleotti presentarsi all’interno della nostra rubrica I Volti Nuovi del Gruppo. Il corridore classe ’99 ha firmato un contratto triennale con la BORA-Hansgrohe per passare nel mondo del professionismo, dopo aver ottenuto risultati importanti da Under 23. Con la maglia del Cycling Team Friuli, l’emiliano si è piazzato in seconda posizione nel Tour de l’Avenir 2019 e in quarta al Giro d’Italia under 23 2020, mostrando netti miglioramenti nelle corse a tappe. L’anno scorso ha anche ottenuto il titolo nazionale under 23 in linea, confermando la propria propensione per le classiche con percorsi mossi. La redazione di SpazioCiclismo lo ha intervistato in esclusiva per la rubrica che presenta i neoprofessionisti italiani.

Descriviti ai nostri lettori. Che tipo di corridore sei?

È una bella domanda. Anche io non mi conosco ancora al 100%. Dopo la prima stagione da Under 23 pensavo di essere adatto alle corse di un giorno, con salite brevi e impegnative. Avendo un buono spunto veloce ero convinto di essere adatto alle classiche impegnative. Poi ad agosto 2019 è arrivato il mio risultato migliore, il secondo posto al Tour de l’Avenir. È stato un risultato inaspettato, perché ero partito senza ambizioni di fare classifica. È stato qualcosa di nuovo, una scoperta per me su cui lavorare. Non so neanche io se sono un corridore da corse a tappe, questa stagione mi aiuterà a capire in che direzione andare.

Anche il 2020 è stato un anno di soddisfazioni per te, tra il Giro d’Italia under 23 e il titolo nazionale su strada di categoria. Lo vedi come l’anno che ti ha lanciato definitivamente verso il professionismo?

Dopo il Tour de l’Avenir 2019 si era già parlato di questa possibilità per me. Ho preferito fare un’altra stagione tra gli Under 23. Adesso la tendenza è passare presto, ma io ho guardato a me stesso ho pensato che per la mia preparazione di atleta fosse meglio restare un altro anno tra gli under. Anche le persone accanto a me lo hanno consigliato. Gli obiettivi erano cercare di essere di nuovo competitivo all’Avenir e al Giro d’Italia under. Iniziare una stagione con degli obiettivi e sapendo su cosa lavorare mi ha portato delle soddisfazioni. Mi dispiace che l’Avenir sia stato cancellato perché ero in condizione, ma è stato annullato con poco preavviso vista la pandemia. Ho comunque cercato di arrivare bene al Giro d’Italia under 23. Peccato non aver raggiunto il podio, ma la settimana dopo mi sono rifatto togliendomi una bella soddisfazione al campionato italiano.

Com’è stato il tuo impatto con il professionismo?

Finora avevo già avuto alcune possibilità di correre con i professionisti, sia con il Cycling Team Friuli sia con la nazionale. Sono state esperienze importanti per me. Ovviamente si tratta di un mondo nuovo, più difficile. Ero ancora Under 23 ed è da adesso che si inizia seriamente. Il primo impatto come squadra e ambiente è che tutto è più grande e molto professionale. Anche al Team Friuli si curavano molto i dettagli, ma alla Bora quest’aspetto non manca. La struttura è molto grande, questo è il mio primo impatto.

Tra i tuoi compagni di squadra, hai legato con qualcuno in particolare?

Mi sono trovato molto bene con tutti subito. In squadra c’è un clima molto sereno e un grande feeling tra i vari compagni. Questo aiuterà alla fine. Non ho ancora avuto modo di correre, ma sono certo che questo rapporto di amicizia porti solo del bene anche in gara. Mi hanno accolto veramente molto bene. Conoscevo già Fabbro, mi ha aiutato e dato qualche dritta. Però tutti mi hanno messo subito a mio agio.

Hai già avuto modo di parlare con Sagan?

Ci siamo visti ai vari ritiri. Sicuramente lui è un esempio per tutti i corridori della squadra e della mia età. Per noi è un modello e correrci insieme, anche per me, fa un certo effetto. Sono contento e spero di imparare tanto da lui.

Sai già il tuo programma per questa stagione?

In realtà non ho ancora un programma ufficiale, la situazione è in divenire. Alcune gare sono state cancellate, altre sono a rischio. Non ho ancora un programma definitivo, spero di iniziare già il mese prossimo. In questi giorni sapremo di più anche dalla squadra quali corse saranno confermate. Io sono in Gran Canaria ad allenarmi, spero di iniziare presto con le corse. Dovremo essere pronti per l’inizio della stagione.

Pensi di poter puntare già a qualche risultato personale quest’anno?

Ho avuto dei buoni feedback finora dalle gare dei professionisti, ma è presto per pensare di partire già per fare risultato. Sarebbe eccessivo. Il mio obiettivo di quest’anno è fare esperienza e imparare dai miei compagni, dalla squadra e da tutte le persone che ho intorno. Penso di essere nell’ambiente giusto per crescere molto in questa stagione.

C’è qualche possibilità di vederti a un Grande Giro già in questa stagione?

Non lo so ancora. Sono le corse più importanti, quindi vedremo. Ora l’importante sarà partire bene e fare esperienza nelle corse a tappe più brevi. Poi vedremo. Spetterà alla squadra decidere in base a cosa ritengono più opportuno per la mia crescita e il mio sviluppo.

Finora hai avuto tante soddisfazioni. Quale ricordi con maggiore piacere?

Sicuramente il successo agli italiani è stata la mia vittoria più bella. Ero all’ultimo anno tra gli Under 23, con una squadra che mi ha dato tanto. Però anche il secondo posto al Tour de l’Avenir 2019 è stato importante, sia perché correvo con la maglia della nazionale italiana sia per come è arrivato, un risultato totalmente inaspettato. La vittoria agli italiani rimarrà per sempre ed è sempre un momento speciale.

Una corsa che sogni di vincere?

Il Giro dell’Emilia. Io abito a poco da dove si svolge la corsa e poi con mio papà da piccolo sono sempre andato a vederla. Ci andavo, spesso anche in bici per fare il San Luca. Sono molto legato a questa corsa, dove ho anche debuttato tra i professionisti nel 2018 quando ero al primo anno da under. Ho un legame speciale, sarebbe un sogno vincerla. Chiaramente è difficile, ma è la corsa dei miei sogni.

Infine c’è qualche messaggio che vuoi lanciare agli appassionati di ciclismo?

Spero come tutti che la stagione ricominci e sia un bell’anno per tutti, superando la pandemia il prima possibile e risolvendo tutti i problemi che ha causato. Io spero di fare una bella stagione, vediamo un po’ cosa succederà.

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