Goolaerts, il ricordo di van Aert: “Non ho perso solo un grande compagno di squadra, ma anche un buon amico”

La tragica morte di Michael Goolaerts ha sconvolto tutto il mondo ciclistico. In casa Vérandas Willems-Crelan ovviamente tutti sono rimasti shockati per la scomparsa del loro compagno. In particolar modo Wout va Aert ha voluto ricordare il connazionale con un lungo post sul suo sito web: “I miei pensieri sono per il mio compagno di squadra Goolaerts che ha perso la vita. Non racconterò nessuna storia sulla mia corsa. Purtroppo la situazione è molto diversa: tutti i risultati ottenuti nelle classiche del nord passano in secondo piano dopo la morte del nostro compagno di squadra, quindi finisco queste classiche con l’amaro in bocca”.

“È qualcosa di irreale – aggiunge il campione del Mondo di Ciclocross – Conoscevo Goolaerts fin da quando ha iniziato a correre, siamo entrambi del 1994 e siamo della stessa regione quindi abbiamo corso contro tante volte. Siamo compagni di squadra dall’anno scorso e ricordo Michael come un corridore sorridente, mai malizioso e sempre molto motivato. Un corridore di talento anche se aveva ancora bisogno di un po’ di tempo per crescere. La Roubaix era la crosa dei suoi sogni ed in corsa avevavo anche parlato. L’idea era che mi doveva aiutare il più a lungo possibile, ma ciò non è successo. Non sapevamo cosa stava succedendo visto che il team manager aveva preso la giusta decisione di non informarci in corsa. Tutti eravamato ancora all’oscuro della situazione di Michael”.

Van Aert ricorda poi quando ha scoperto dell’accaduto e come sono state le ore prima della tragica morte: “Solo dopo la corsa siamo stati informati della situazione e nelle successive ore abbiamo sempre sperato che arrivare qualche segnale positivo che purtroppo non è mai arrivato. In tarda serata poi Goolaerts ha perso la sua battaglia. Ho perso non solo un grande compagno di squadra, ma anche un buono amico. Io e la mia ragazza abbiamo deciso di annullare la nostra vacanza, non voglio perdere il suo funerale per nessun motivo”.

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Un commento

  1. Il mondo del ciclismo è fatto anche di noi tifosi, appassionati, sportivi che non manchiamo di dire la nostra, che non manchiamo di vestirci da commissari tecnici, da direttori sportivi e da corridori. Sappiamo come vincere una Roubaix senza averne mai corsa un metro. Si noi a volte le spariamo proprio grosse. E siamo persino divertenti. Ma siamo gli stessi che amano il ciclismo che sono innamorati di voi ciclisti, del vostro vivere la fatica senza mediazioni e senza simulazione alcuna. Noi sappiamo quanta tenacia, quanto talento, quanti infiniti e martellanti allenamenti ci sono dietro ognuno di voi. Sappiamo quanta polvere e quanto fango dovete sputare. Conosciamo quanto sole e quanta pioggia prendete; quanto caldo e quanto freddo sopportate. Sappiamo quanti desideri e quante speranze cullate. Ma a volte purtroppo vediamo anche i vostri sogni improvvisamente spezzati, i vostri desideri fermati per sempre. Perdere uno di voi, perdere te Michael fa male, molto male, anche a noi. Ma crediamo fermamente che con la morte non si rimane solo un ricordo. Michael sei molto molto più di una persona e di un corridore che c’era fino a domenica e che ora non c è più. Sei una persona e un corridore che vive ancora. No non possiamo sentirti, non possiamo ascoltare la tua voce, ma possiamo vederti, vederti dentro il sorriso di ogni giovane che ha scelto di sognare pedalando, dentro la classe del tuo amico Van Aert, dentro l’attesa che ci pervade mentre sbucate da una curva o da un tornante. Michael ora capiamo che sei vicino ai tuoi cari, sappiamo che vuoi abbracciarli e tenerli stretti stretti, che vuoi far loro sentire il tuo vivo respiro. Ma ricordati, appena puoi torna anche con noi, torna a mostrarti nel sorriso di un giovane ciclista, nell’animo del tuo amico Vout e nell’amore che ci regala il ciclismo. Ciao.

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