Giro del Portogallo 2026, il presidente della Federazione locale: “La morte di Tarling è il momento più duro della mia vita, ma chiedo ai corridori di proseguire la gara”

Sono le ore immediatamente successive a una tragedia, quella della morte in gara di Finlay Tarling, ma la macchina organizzativa del Giro del Portogallo 2026 prova ad andare avanti. La corsa a tappe lusitana è una delle più lunghe di tutto il calendario internazionale, seconda solo ai tre Grandi Giri, e proprio quest’anno, peraltro, aveva conosciuto un rilancio, in termini di proposta a squadre e pubblico, con l’intento di darle un’immagine rinnovata. Inevitabilmente, quanto disgraziatamente accaduto durante la tappa numero otto, getta il tutto sotto una luce diversa.

Candido Barbosa, presidente della Federazione Ciclistica Portoghese, rimarca come si tratti di “un momento molto difficile per tutto il ciclismo. Voglio fare le mie più profonde condoglianze alla famiglia di Finlay, ai suoi colleghi ed a tutta la comunità del ciclismo. Per me, dopo più di mezzo milione di chilometri fatti in bicicletta, è il momento più duro di tutta la mia vita. Noi abbiamo lavorato tantissimo sulla sicurezza dei corridori e questa tragedia, che nessuno si aspettava, ci colpisce tremendamente”.

Il massimo dirigente del ciclismo portoghese aggiunge: “Purtroppo, è successo. Io non ho molto altro da dire se non che la corsa deve andare avanti – le parole di Barbosa riportate da O JogoChiedo forza agli atleti per le due tappe che mancano e la chiedo anche alle loro famiglie, perché mi rendo conto che non sia facile avere i propri cari in gara qui, dopo quello che è successo. Ci tengo anche a ringraziare il pubblico per il sostegno che ci ha dimostrato”.

Oggi – sabato 15 agosto – il Giro del Portogallo 2026 ha in programma la sua nona e penultima tappa, da Paredes a Mondim de Basto, con un percorso totale di 142,3 chilometri.

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