Giro del Portogallo 2026, gli organizzatori dopo la morte in gara di Finlay Tarling: “Un grande dolore – Controllare uno ‘stadio’ lungo 1300 chilometri è molto difficile”
Il Giro del Portogallo 2026, una delle corse più lunghe, sia in termini di chilometraggio che per quel riguarda la sua storia, è scossa da quanto accaduto durante la sua ottava tappa. In corrispondenza degli ultimi 60 chilometri del percorso, l’autista di un furgoncino è entrato sul percorso di gara mentre stavano ancora passando i corridori e ha iniziato a guidare il suo mezzo, in senso opposto rispetto alla marcia degli atleti. Dietro una semicurva, però, c’era Finlay Tarling, 19enne in gara con i colori della NSN, che stava facendo la sua corsa e che non ha potuto fare nulla per evitare il tremendo impatto, trovando proprio lì la morte.
“È un giorno tremendo, che avrebbe invece dovuto essere un giorno felice – le parole di Ezequiel Mosquera, direttore di corsa del Giro del Portogallo, riportate da A Bola – C’erano tantissime persone in strada ad aspettare ed a tifare i corridori, in maniera esemplare. Per me, come organizzatore, è un giorno drammatico, ma lo è anche come ex corridore e come padre di famiglia“.
Lo spagnolo, che è a capo del Giro da Portogallo per la prima volta in carriera dopo i successi ottenuti alla guida di O Gran Camiño, ha aggiunto: “Non posso esprimere altro sentimento che il dolore. Il ciclismo è uno sport rischioso e di questo siamo tutti coscienti. È molto difficile controllare uno ‘stadio’ lungo 1300 chilometri, ma abbiamo sempre avuto a disposizione le forze migliori per portare la sicurezza della nostra corsa al massimo livello, dei professionisti esemplari”.
| Crea la tua Fantasquadra per la Vuelta a España 2026: montepremi minimo di 5.000€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |











