Mondiali Montréal 2026, Paul Seixas non si nasconde: “L’obiettivo è la vittoria – Con la mia forma attuale e la voglia della Francia ogni altro risultato sarebbe una delusione”
Ai Mondiali di Montréal 2026 non c’è Tadej Pogačar, infortunato, e questo allarga di molto il ventaglio dei possibili scenari per una prova in linea iridata che si annuncia aperta come non accadeva da tempo. Fra questi scenari ce n’è uno che prevede un ragazzo che compie proprio oggi, giovedì 24 settembre, 20 anni e che potrebbe diventare un giovanissimo campione del mondo, magari staccando tutti lungo il circuito canadese. Il ragazzo in questione è Paul Seixas, che a dispetto della giovane età ha già alle spalle una lista di risultati a dir poco eccellenti, compreso il recentissimo terzo posto nella cronometro iridata di Montréal 2026.
“La cronometro? Ormai è passata, già da domenica sera ho iniziato a pensare alla gara in linea – le parole del corridore francese raccolte da L’Équipe – La prova contro il tempo era importante, ma il mio obiettivo principale è la gara di domenica. Aver preso la medaglia di bronzo nella crono non cambia molto le cose, anche perché sono due specialità molto diverse. Però, quel risultato dimostra che sono in buona forma. È una cosa che mi dà fiducia”.
Non poca, stando alle sue dichiarazioni: “L’obiettivo per domenica è la vittoria – il pensiero cristallino di Seixas – Con la mia condizione attuale e con la spinta della squadra, ogni altro risultato rispetto al titolo iridato sarebbe una delusione. Ovviamente, sono conscio del fatto che tutto possa accadere in una gara del genere, ma io parto con l’ambizione di vincere. Se ci penso, peraltro, è una cosa pazzesca, ma mi dà ancora più motivazione. È tutto quello che ho sempre sognato”.
Tattiche di gara? “Sarà diversa rispetto al Gp de Montréal (dove Seixas è stato secondo, alle spalle di Isaac Del Toro – ndr), anche per via di quel lungo tratto in linea che precederà l’ingresso nel circuito. Bisognerà vedere come si sviluppa la corsa, ma in ogni caso penso che vincerà un corridore esplosivo. Potrà essere uno più adatto alle salite o uno che sa anche fare bene le volate, ma di certo servirà esplosività. Perché le cose vadano meglio per me, noi della Francia dovremo fare corsa più dura possibile. Come? Vedremo, non abbiamo ancora fatto la riunione pre-gara. Thomas Voeckler (il Commissario tecnico dei bleus – ndr) ha sempre qualche idea, sto aspettando che ce le dica…”.
E se fosse attacco solitario, come tanto piace fare all’illustre assente, Tadej Pogačar? “Non mi serve necessariamente staccare tutti – l’analisi di Seixas – Ovviamente, ogni corridore direbbe che sarebbe preferibile arrivare da soli, ma un’eventuale volata ristretta potrebbe anche andarmi bene. Non sono fermo negli sprint e ci lavoro sopra, almeno una volta a settimana, da tempo. Poi, dopo 270 chilometri di gara, una volata è sempre particolare. Inoltre, l’arrivo è dura e bisognerà tenere in conto anche il vento“.
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