UAE Team Emirates XRG, Juan Ayuso contro il team e parla di “dittatura”: “C’è stata una mancanza di rispetto dopo l’altra”

Juan Ayuso durissimo dopo il comunicato con cui la UAE Team Emirates XRG ha annunciato la rescissione del contratto a fine stagione. Lo spagnolo si mostra molto arrabbiato per la decisione del team di aver annunciato ora la fine del rapporto, lamentando come questa sia solo una delle tante mancanze di rispetto che ha dovuto subire. Il 23enne, che il prossimo anno sarà presumibilmente un corridore della Lidl – Trek, spiega infatti che era stato inizialmente concordato che l’ufficialità dell’accordo sarebbe dovuta essere data alla conclusione della Vuelta a España 2025, per non compromettere le prestazioni nell’ultimo GT stagionale, nel quale il rapporto tra il classe 2002, la sua dirigenza e i compagni è stato sinora molto delicato.

“Non sono d’accordo con il comunicato della squadra. Ieri il comunicato è uscito intorno alle sette di sera – spiega ai giornalisti che questa mattina lo cercano in massa alla partenza – Mi hanno avvisato alle 6 e mezza, quando alcuni giornalisti con cui ho un buon rapporto mi hanno detto che all’ora di pranzo era già stato comunicato loro che sarebbe uscito il comunicato. Avevamo concordato cosa fosse importante per noi nel comunicato e che sarebbe stato reso pubblico al termine della Vuelta, in modo da non influenzare in alcun modo l’aspetto sportivo, l’atmosfera o i compagni. Il fatto che sia stato pubblicato ieri è una domanda che credo dovreste porre a loro, e perché così all’improvviso senza preavviso… Ovviamente, mi è chiaro perché l’hanno fatto, per danneggiare la mia immagine, come in parte emerge dal comunicato, con il quale, come ho detto, non sono d’accordo. Loro parlano di valori e unione, cose con cui anch’io sono molto d’accordo. Ieri hanno anche approfittato di alcune parole infelici di cui ho parlato con Joao. Lui mi ha chiesto scusa perché è un po’ d’accordo su quello che è successo. Io voglio aiutare. Ieri non stavo bene, lui l’ha capito. Ma ovviamente quando c’è stata una mancanza dopo l’altra da parte della dirigenza della squadra, diventa difficile creare unione e voler integrarsi. Quindi, per rispetto verso i miei compagni e per il bene che ho avuto con loro in questi anni, vorrei concludere nel miglior modo possibile questa Vuelta a España e sono molto contento che almeno anche voi lo sappiate”.

A questo punto dunque cosa aspettarsi da lui per queste due settimane? “Come ho detto, il rapporto con i miei compagni, compreso Almeida di cui si parla molto, è buono. Merita tutto il sostegno e tutto il lavoro di tutti gli altri sei membri, escluso Almeida. Merita anche il mio contributo, per quanto posso dare. E cercherò di farlo. Mi sarebbe piaciuto finire bene con la squadra perché durante tutte le trattative prima della Vuelta abbiamo cercato di trovare un accordo. Ma sembra che non sia possibile. È più una dittatura e un potere unilaterale“.

Lo spagnolo non si spiega perché tutto sia stato chiuso in questo modo: “Avevamo concordato che il comunicato sarebbe uscito alla fine della Vuelta per non influenzare né me né i miei compagni, che tutto sia stato fatto ieri in mezz’ora senza preavviso… Non capisco. Poi, nella mezz’ora che ho avuto, ho detto che non ero d’accordo con quanto affermato nel comunicato e la risposta è stata che il primo comunicato che avevano scritto era molto peggiore e che avrei dovuto esserne contento. Allora, va bene così…”

È ancora presto per guardare avanti, ma l’unico momento in cui il suo sguardo cambia è proprio quando parla del suo futuro: “Il prossimo anno credo sarà un anno molto bello. Un nuovo inizio e… Sono contento“, chiosa.

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