UAE Emirates XRG, chiesta all’UCI la “sospensione immediata” della squadra di Tadej Pogačar: “È controllata da uno Stato che sostiene il genocidio in corso in Sudan”

Una “coalizione” di organizzazioni che sostengono il rispetto dei diritti umani ha chiesto all’Unione Ciclistica Internazionale l’immediata sospensione della UAE Emirates XRG. La richiesta è stata resa pubblica da un comunicato diffuso da FairSquare, una delle associazioni coinvolte, che è particolarmente attiva nel mondo dello sport, avendo come obiettivo, fra gli altri, quello di “fare in modo che le istituzioni sportive evitino di contribuire al dolore e alla sofferenza nel mondo”. Per quel che riguarda la UAE Emirates XRG, che è ormai da anni la squadra più forte al mondo e che ha in organico il ciclista più forte e dominante di questo periodo, Tadej Pogačar, l’iniziativa vuole richiamare l’attenzione sul sostegno che gli Emirati Arabi Uniti stanno fornendo a una delle fazioni coinvolte nella guerra civile in corso da anni in Sudan.

“Abbiamo richiesto all’UCI l’immediata sospensione della UAE Emirates XRG dalle competizioni ciclistiche a causa del supporto che il governo di quel paese sta garantendo alle forze militari che stanno commettendo un genocidio in Sudan – il testo del comunicato diffuso da FairSquare – La squadra ciclistica ha permesso agli Emirati Arabi Uniti di usare le gare più seguite al mondo come uno schermo per proiettare un’immagine positiva, nonostante i collegamenti fra gli UAE e quella che le Nazioni Unite hanno denominato come ‘peggiore crisi umanitaria e migratoria del mondo’“.

Il testo che motiva la richiesta dalle organizzazioni umanitarie coinvolte nell’iniziativa parla anche della necessità, da parte dell’UCI, di rivedere le sue politiche di affiliazione, in tema di squadre: “Uno dei marchi che hanno partecipato alla fondazione della squadra è l’agenzia di servizi militari International Golden Group, che diversi anni fa era stata individuata dalle Nazioni Unite come fornitrice di armi a gruppi armati in Libia e che, in base a un’inchiesta pubblicata nel 2025 da France 24, è stata identificata come sostenitrice, sempre attraverso la fornitura di armi, delle Rapid Support Forces”, ovvero una delle parti coinvolte nella guerra civile in corso in Sudan.

Da FairSquare precisano comunque che “International Golden Group attualmente non figura come sponsor della squadra ciclistica, ma il fatto che un’agenzia di servizi militari collegata a uno Stato autoritario sia così pesantemente coinvolta nell’allestire una realtà sportiva lascia intravedere diverse mancanze nei controlli necessari in capo all’UCI, da fare nel momento della fondazione e dell’iscrizione della squadra“.

La richiesta inviata all’UCI è firmata, oltre che da FairSquare, anche da Sudan Unlimited, dalla Solidarietà Cristiana Mondiale e dall’Istituto per i Diritti Umani e la Democrazia del Bahrain. La stessa FairSquare si era già mossa nei mesi scorsi per richiedere un’indagine, da parte del Governo del Regno Unito, in direzione della proprietà della squadra di calcio del Manchester City, legata allo sceicco Mansour bin Zayed Al-Nahyan, e ai collegamenti che questa avrebbe con le sopracitate Rapid Support Forces sudanesi.

“Il modello di gestione delle squadre ciclistiche è una preda comoda per entità autoritarie in cerca di pubbliche relazioni efficaci e tutto sommato economiche – le parole di Nick McGeehan, direttore di FairSquare – La mancanza che imputiamo all’Unione Ciclistica Internazionale è quella di non riuscire a prevedere un rischio decisamente ovvio, ovvero che le sue gare più importanti siano diventate una vetrina per uno Stato sostenitore di un genocidio. Quello che gli Emirati Arabi Uniti stanno facendo in Sudan dovrebbe far suonare l’allarme, sia all’UCI che nel mondo del ciclismo in generale”.

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