Tour de France 2026, Paul Seixas sarà al via? Christian Prudhomme ci spera: “È già tra i cinque migliori al mondo”
Paul Seixas potrebbe essere al via del Tour de France 2026. Il giovane talento francese è al centro della scena mediatica sia per le grandi prestazioni che per le voci sempre più insistenti di CicloMercato. La vittoria fenomenale alla Faun-Ardèche Classic e il secondo posto alle Strade Bianche, battuto solo da Tadej Pogačar, hanno infatti già confermato il salto di qualità tra i professionisti e il corridore della Decathlon CMA CGM è ambito da diversi top team, tra cui UAE Team Emirates XRG, Visma-Lease a Bike e INEOS Grenadiers. Ad accendere ulteriormente i riflettori su di lui potrebbe esserci anche l’esordio alla Grande Boucle, che inizialmente era stato escluso, per non bruciare le tappe, ma che proprio a suon di risultati è diventata una opzione concreta.
Al momento il calendario del francese è stato dunque ufficializzato solo per la prima parte di stagione, fino alla Liegi-Bastogne-Liegi, lasciando così aperta la possibilità di vederlo esordire al Tour de France. La decisione definitiva verrà presa dopo le Classiche, ma una sua possibile partecipazione farebbe contento in particolare il direttore di corsa Christian Prudhomme. Intervistato da RMC Sport non ha nascosto la sua ammirazione per Seixas: “È un vero gioiello. Se non partecipa al Tour, non gliene faremo assolutamente una colpa, questo è ovvio, ma se partecipa, non gliene faremo una colpa neanche in quel caso. Credo che, considerando l’equilibrio che lo circonda, la sua famiglia e lui stesso sapranno meglio di me qual è la risposta giusta, ma in ogni caso, dobbiamo proteggerlo, dobbiamo lucidare questo diamante grezzo, perché senza dubbio è un talento puro“.
Nel corso dell’intervista Prudhomme ha sottolineato come la sua opinione su Seixas sia cambiato dopo aver visto l’azione con cui ha vinto alla Faun-Ardèche Classic, in cui ha fatto registrare gli stessi tempi di Pogačar nelle salite fatte agli ultimi Europei. Per questo Prudhomme ha concluso con un’ulteriore elogio al giovane francese: “La sua fuga solitaria di 42 km nell’Ardèche mi ha fatto cambiare idea, perché ora, pur avendo solo 19 anni, è già uno dei cinque migliori corridori al mondo. Quindi non gliene faremo una colpa se verrà al Tour”.
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