Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, per Paul Seixas sarà la prima cronosquadre della carriera: “Non abbiamo dubbi andrà bene anche qui”

Nuovo esame per Paul Seixas al Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026. Il corridore della Decathlon CMA CGM corre infatti oggi la sua prima cronometro a squadre da professionista, momento molto importante visto che poi al Tour de France sarà un esercizio fondamentale per lui e la sua squadra. La giornata odierna è dunque un test non da poco per la compagine transalpina, che nel suo rapido percorso di apprendistato dovrà dare una risposta concreta anche in questo campo, nel quale non lo si è visto praticamente mai anche da giovane, con pochissime apparizioni, in un mondo peraltro ben diverso.

Parziale precedente comunque è la CronoStaffetta Mista ai Mondiali in Rwanda, dove comunque ha ben figurato visto che la Francia si è presa l’argento. Si trattava tuttavia di un percorso ben diverso, ma anche di un esercizio abbastanza differente visto che si corre in tre e non sei (a seguito del ritiro di Matthew Riccitello).

“Siamo molto curiosi di vedere cosa succederà – ammette il suo direttore sportivo Luke Rowe, che da corridore è stato uno degli uomini più preziosi in questo tipo di esercizio per la Sky  / Ineos – È qualcosa che si può imparare solo in gara. Ci ​​si può allenare, fare ricognizioni e studiare quanto si vuole, anche su circuiti chiusi se necessario, ma non si può paragonare a una gara vera e propria. Semplicemente per via della velocità. Nel ciclismo moderno, bisogna spingersi al limite, al punto in cui le gambe esplodono, fin dall’inizio. Bisogna sentire costantemente che qualcosa può andare storto da un momento all’altro. Non si può replicare questa sensazione in allenamento. Lì, si può avere la sensazione che la cronometro a squadre stia andando piuttosto bene. Se si ha questa sensazione in gara, significa semplicemente che non si sta andando abbastanza veloci. Semplicemente non ci si può permettere di non fare fatica. Inoltre: se si commette un errore durante la ricognizione o in allenamento, non ci sono conseguenze. Se si commette un errore in gara, per definizione lo si paga a caro prezzo. O si cade, o si perde molto tempo. Paul deve padroneggiare quella sensazione, quella consapevolezza”.

Pur non essendo uno specialista, il portento francese ha comunque mostrato che nelle cronometro individuali può lasciare il segno. Ad aprile ha vinto al Giro dei Paesi Baschi mentre alla Volta ao Algarve è stato battuto solo da corridori già con riferimenti importanti come Filippo Ganna, Juan Ayuso e Jakob Söderqvist. “Ecco perché ce la farà – aggiunge Rowe – Fisicamente parlando, non è certo un problema. E tatticamente, abbiamo lavorato molto su questa disciplina lo scorso inverno. Anche su circuiti chiusi. Che, tra l’altro, è quello su cui ci concentreremo ancora di più prima del Tour”.

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