Soudal-QuickStep, Ilan van Wilder: “Ho ambizioni personali, sono troppo giovane per fare solo il gregario”

Ilan van Wilder era uno dei, tanti, giovani talenti su cui in Belgio si puntava per le corse a tappe. Il 23enne lo è ancora, a tutti gli effetti, ma in questo scorcio di carriera è stato prevalentemente utilizzato dalla sua squadra, la Soudal-QuickStep, come corridore da spendere il supporto di Remco Evenepoel. Van Wilder ha infatti preso parte sia alla, vittoriosa, campagna della Vuelta a España 2022, che a quella, molto meno fortunata, del Giro d’Italia 2023.

Lui, però, non sembra essere per nulla convinto di voler essere un gregario per tutta la carriera: “Sono troppo giovane per pensare già di dovermi specializzare come gregario – le parole di Van Wilder raccolte da Het Nieuwsblad – Quando ho rinnovato il contratto (fino al 2025 – ndr) con la squadra, ritenevo che avere delle libertà fosse un punto importante. Altrimenti non avrei firmato. Quando sei giovane, hai sempre la voglia di tentare la sorte da solo. Se poi scoprirò che sarò più bravo nei compiti di squadra, allora rinuncerò alle mie ambizioni. Ma a 23 anni non è ancora così”.

Van Wilder non sarà alla Vuelta, che inizia sabato 26 agosto: “In tanti mi dicono che mi stavano aspettando lì, ma non ho ancora la maturità per fare due Grandi giri in una stagione. Vedremo più avanti, ma ora devo andare avanti passo dopo passo. Per la prossima stagione, l’idea è quella di fare il Tour de France 2024: se sarò sano e in forma, il piano per il futuro è così”.

Van Wilder parla anche dell’ambiente di casa Soudal-QuickStep: “Mi piace e sono molto felice qui. Non avrei rinnovato se non fosse così. C’era molto interesse nei miei confronti da parte di altre squadre, ma avevo già un accordo verbale con Patrick Lefevere, che risaliva già alla Liegi-Bastogne-Liegi. Bisognava solo trovare il momento per firmare”.

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