Parigi-Nizza 2026, Jonas Vingegaard sempre più in testa alla generale: “Ogni giorno con una maglia di leader è speciale”

Jonas Vingegaard tiene salda la sua leadership a due tappe dalla conclusione della Parigi-Nizza 2026. Nella frazione odierna, conquistata a sorpresa dal colombiano Harold Tejada con un’azione decisiva sull’ultimo strappo, non ci sono stati distacchi tra i big e il corridore della Visma | Lease a Bike continua quindi a guidare la classifica generale davanti a Daniel Felipe Martínez (Red Bull-BORA-hansgrohe) e Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost) con un vantaggio superiore rispettivamente ai tre e ai cinque minuti. Il dominio nelle tappe di ieri e di mercoledì ha infatti permesso al classe 1996 di costruire un margine sempre più consistente e potenzialmente decisivo e di guardare con maggior serenità alle giornate finali.

“È bello. Ovviamente mi godo ogni giorno in maglia gialla e non solo qui: ogni giorno con una maglia di leader è speciale. Ora siamo un giorno più vicini a Nizza. Ci sono ancora due tappe e naturalmente quella di domani è ancora un po’ un punto interrogativo, ma vedremo cosa sarà possibile fare”, ha dichiarato il danese ai giornalisti presenti, tra cui anche i nostri microfoni.

Domani è attesa una tappa con arrivo in salita, ma probabilmente le condizioni meteo costringeranno a un cambio di programma. Il danese, tuttavia, non sembra preoccupato e ironizza: “Ho i miei pantaloni invernali. Non dirò che spero si arrivi al traguardo, perché non sarebbe bello neanche con i miei pantaloni invernali. Però potrebbero davvero tornarci utili domani. Il tempo ce lo dirà”. E poi tornando serio aggiunge: “Dobbiamo anche fidarci dell’ASO, l’organizzatore, hanno a cuore la sicurezza dei corridori. Credo che abbiano un piano B, un’alternativa“.

In riferimento alla tattica di oggi ha poi aggiunto: “Volevamo assicurarci che la fuga venisse ripresa, ma è un equilibrio delicato perché volevamo anche avere Axel (Zingle, ndr) ancora davanti allo scollinamento. Quindi devi andare forte, ma non puoi andare completamente a tutta. Poi gli uomini della Bahrain volevano attaccare e naturalmente io li ho seguiti”.

Per concludere, alla domanda sulla sua condizione fisica attuale dopo i problemi accusati in inverno a seguito di una caduta, Vingegaard si è mostrato fiducioso, consapevole di avere ancora tempo per mettere chilometri nelle gambe e migliorare la condizione in vista di Giro e Tour: “Penso che la mia condizione sia piuttosto buona. Non è ancora la mia forma migliore, ma spero che per il Giro e il Tour possa essere al massimo. Prima però farò le ultime due tappe qui, poi correrò in Catalogna e poi avrò un po’ di allenamento prima del Giro”.

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