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Nibali: “Nel 2019 non escludo possa fare Giro e Tour. In futuro potrei concentrarmi sulle classiche. Contratto? Spero di restare dove sono”

Vincenzo Nibali ancora incerto su futuro prossimo e remoto. Il siciliano sa quanto importante sia il 2019 per lui, con la decisione sul calendario ma anche sul proprio futuro, e ancora ha bisogno di tempo per valutare scelte che avranno conseguenze non solo per i mesi che verranno. Il tema principale comunque resta il GT sul quale puntare: Giro d’Italia o Tour de France? Attorno a questo snodo sostanzialmente si delineerà il programma complessivo, che comunque avrà nelle Liegi – Bastogne – Liegi uno dei punti fermi, assieme al Giro delle Fiandre.

“Mi piacciono molto entrambi – ammette alla Gazzetta dello SportProgrammare il 2019 non sarà facile. Non è escluso
che finisca col farli tutti e due“. A 35 anni da compiere l’anno che verrà, lo Squalo dello Stretto sa di non avere ancora molto tempo davanti a sé, ma ha ancora tanta fame ed è pronto a mordere ancora bocconi più che saporiti, come è stata quest’anno la Milano – Sanremo, che gli è valsa il premio come Legends ai Gazzetta Sports Awards pochi giorni fa. “Non mi accontento – aggiunge – Voglio vincere altre corse importanti”.

Già vincitore due volte de Il Lombardia, in passato secondo alla Doyenne, il siciliano ha dunque più volte mostrato che le corse di un giorno possono essere per lui un terreno di caccia privilegiato. Una consapevolezza accresciuta probabilmente quest’anno con quel trionfo tutto sommato inatteso, una impresa tra le più belle dell’anno che gli ha dato una dimensione ancor più grande. Anche in vista di un inevitabile trasformazione fisica, potrebbe essere anche questa una soluzione per guardare avanti (forse anche più dei già annunciati Giochi Olimpici di Tokyo 2020).

“L’orizzonte che mi do è di altri due anni dopo il 2019 – conferma, pur lasciando la porta aperta – Ma non voglio essere categorico, magari poi continuo fino a 40 anni, magari mi stufo prima. Oppure tra due anni potrei concentrarmi solo sulle classiche […] Ma non da subito. Mi sento ancora un corridore da gare a tappe. Certo le classiche danno emozioni incredibili, perché tutto è concentrato in poche ore, in pochi km”.

Per quanto riguarda il dopo, ancora fa fatica ad immaginarlo, anche se non si vede in ammiraglia: “Non riesco a non vedermi corridore. Però vorrei rimanere nel ciclismo. Ma non come direttore sportivo. Io in macchina che parlo alla radio… per carità, mai”. Meglio invece “diventare un riferimento per le aziende”, in cui far fruttare la sua esperienza, oltre “alla sensibilità e l’attenzione per i dettagli”, potendo “dare consigli su come sviluppare i prodotti”.

Ma ancora non siamo a questo, la sua carriera è ancora nel vivo e c’è da pensare al nuovo contratto. “A giorni incontrerò i vertici del team nel ritiro di Hvar, in Croazia – spiega – Mi piacerebbe trovare un accordo con loro per altri due anni. Il mio procuratore Johnny Carera sta vagliando altre offerte. Ma ripeto: spero di restare dove sono“.

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