Ineos Grenadiers, Thymen Arensman: “Per battere Pogačar e Vingegaard al Tour sono collassato all’arrivo”

Il 2025 è stato un anno decisamente felice per Thymen Arensman. Il corridore della Ineos-Grenadiers ha fatto un importante passo avanti nella sua carriera, cogliendo i successi più prestigiosi: ben due tappe al Tour de France 2025, una in fuga e una attaccando dal gruppo dei favoriti e una al Tour of the Alps 2025, quest’ultima con un’azione solitaria di più di 60 km. Oltre a queste vittorie sono arrivati piazzamenti importanti nella classifica generale della corsa italiana, dove ha chiuso secondo, e alla Parigi-Nizza, dove è stato terzo. Tre anni dopo quel 2022 in cui è sbocciato, il neerlandese ha quindi trovato la sua forma migliore, dimostrando di poter portare a casa risultati prestigiosi nelle corse più importanti. Merito anche di un approccio al ciclismo e alle corse diverso, figlio della scelta di cambiare allenatore.

Lo ha confessato lo stesso classe ’99 in un’intervista a Helden Magazine, dove ha parlato del cambio di mentalità avuto in questo 2025: “Alla fine, è solo ciclismo. Per me come corridore e per le persone che amano questo sport è un importante ‘problema secondario’, ma pur sempre secondario. Negli ultimi anni, il ciclismo è stato il mio focus principale e finisci solo a combattere te stesso”.

Il modo in cui ora affronta le corse gli ha permesso di vincere due tappe al Tour: la prima, a Luchon-Superbagnères, in fuga, la seconda, a La Plagne, con un attacco nel gruppo dei favoriti, togliendosi dalla ruota Tadej Pogačar Jonas Vingegaard, che quel giorno si sono marcati. Quest’ultima azione, in particolare, è rimasta impressa nella memoria sua e degli appassionati: “Sono andato a tutta, mi sono spinto oltre il limite. Dopo l’arrivo sono collassato. Questo è quanto vai a fondo quando stai cercando di vincere una tappa in un Grand Tour con corridori come Pogacar e Vingegaard a inseguirti”.

Nonostante gli splendidi sigilli al Tour de France, Thymen Arensman indica nella Parigi-Nizza conclusa in terza posizione il momento migliore della sua stagione: “Perché io e il mio coach sappiamo tutto quello che c’è dietro quel risultato. C’era un intero processo dietro la Parigi-Nizza, un processo ancora in corso”. Un paio di mesi dopo il neerlandese è andato vicino a vincere la tappa del Giro d’Italia con arrivo a Siena, lottando con Wout Van Aert Isaac Del Toro sullo sterrato prima di essere fermato da una foratura sul più bello: “Sono piuttosto sicuro che avrei potuto rendere la vita difficile a Wout e Del Toro nel finale – dichiara il classe ’99 – Pochi giorni dopo Wout mi ha detto che ogni volta in cui ero davanti a tirare lui era al limite”. Comunque il 2025 ha portato tante altre soddisfazioni al neerlandese, che ora prepara il 2026 con una mentalità e una fiducia differenti.

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