Tour de France 2025, Thymen Arensman conquista La Plagne! Jonas Vingegaard 2° davanti a Tadej Pogacar, senza mai attaccare
L’ultima tappa di montagna del Tour de France 2025 è di Thymen Arensman. Il corridore della Ineos Grenadiers si prende il traguardo di La Plagne al termine di una tappa breve, ma non per questo semplice, complice anche il meteo che ci ha messo del suo con la pioggia che è intervenuta nella seconda metà di gara. Alle sue spalle per la prima volta Jonas Vingegaard conclude davanti a Tadej Pogacar, guadagnando così per la prima volta terreno, due beffardi ed effimeri secondi che arrivano al termine di una tappa in cui il danese non ha mai attaccato, né in prima persona né con il suo team, con la corsa sempre controllata dalla UAE Team Emirates XRG dello sloveno, che voleva la tappa ma non è riuscito a staccare il rivale.
Se lo sloveno fallisce, almeno oggi, l’appuntamento con la quinta vittoria in questa edizione, il quarto successo finale è ormai praticamente certo, al netto di incidenti. Pogacar arriva infatti alle ultime due tappe, prive di difficoltà altimetriche, con un margine di 4’24” sul danese. Alle loro spalle Florian Lipowitz (Red Bull – Bora – hansgrohe) si prende il podio, a 11’09”, e la Maglia Bianca, riuscendo nel finale di tappa a staccare Oscar Onley (Team Picnic PostNL), che chiude a 12’12”. In quinta posizione sale invece Felix Gall (Decathlon Ag2r La Mondiale), guadagnando una posizione dopo il cedimento di Primoz Roglic (Red Bull – Bora – hansgrohe), partito all’attacco sin dalla prima salita di giornata.
Il video dell’arrivo
Il racconto della tappa
Malgrado non ci sia la fuga da subito, il ritmo è alto sin dalle prime pedalate perché la Lidl – Trek vuole tenere il gruppo compatto per permettere a Jonathan Milan di prendersi i punti al traguardo volante, posto dopo appena otto chilometri di gara, subito prima che inizi la prima salita di giornata, tra le più difficili di questa edizione. Senza praticamente nessuno che provi a ostacolarla, la formazione statunitense riesce nel suo obiettivo e prende punti importanti per il suo capitano in ottica Maglia Verde, con Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) che si inserisce nelle ruote dei pochi velocisti che fanno lo sprint per allungare sul gruppo provando subito a rilanciare l’azione, sperando magari nel supporto di Quinn Simmons, che ha lanciato l’italiano. Il campione americano tuttavia non si muove e il norvegese resta da solo con una manciata di secondi su un gruppo che riprende senza fretta gli altri.
Non appena la strada sale arriva tuttavia Julian Alaphilippe che prova a lanciare Michael Storer. A loro si accoda subito Primoz Roglic (Red Bull – Bora – hansgrohe), con anche Thymen Arensman (Ineos Grenadiers), Harold Tejada (XDS Astana) e Jordan Jegat (TotalEnergies) a muoversi. Su questo gruppetto prova a rientrare Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), con anche Alex Baudin (EF Education – EasyPost) che arriva davanti e rilancia un’azione che viene subito rilanciata da Roglic, mentre dietro è la UAE Team Emirates XRG a prendere in mano la situazione con Tim Wellens.
A forza di scatti davanti si forma un gruppo composto da Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike), Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Lenny Martinez (Bahrain Victorious), Robert Stannard (Bahrain Victorious), Thymen Arensman (INEOS Grenadiers), Tobias Foss (INEOS Grenadiers), Primož Roglič (Red Bull – BORA – hansgrohe), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Ewen Costiou (Arkéa-B&B Hotels), William Barta (Movistar Team), Einer Rubio (Movistar Team), Bruno Armirail (Decathlon AG2R La Mondiale), Harold Tejada (XDS Astana Team) e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility). Ma trovare un accordo non è semplice e proseguono le azioni in testa con Roglic e Martinez che riescono ad allungare lasciandosi Rubio e Storer alle spalle, con anche Armirail che rientra inizialmente da dietro, ma nel corso dell’ascesa è poi Valentin Paret-Peintre l’unico a riuscire a chiudere sulla coppia di testa.
In gruppo intanto il forcing della squadra del leader fa razzia dei gregari avversari, tanto che con Jonas Vingegaard resta il solo Simon Yates, anche se poi recuperano Campenaerts dalla fuga. Se qualcuno si aspettava una nuova strategia offensiva del team neerlandese resta così inevitabilmente deluso, con lo scalatore danese che resta tutta la salita a ruota della Maglia Gialla, ben contornata dai suoi compagni. Il vantaggio del terzetto in cima è di 50 secondi, ma diminuisce subito perché Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) si mette subito a tirare notando che Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels) fatica in coda. La mossa dà i suoi frutti perché nella breve discesa il francese prende un buco e perde rapidamente contatto.
Pur scortato dai compagni, Vauquelin perde rapidamente una trentina di secondi, che nella salita successiva, il Cormet de Roselend, vengono raddoppiati dal ritmo per gran parte del tempo sempre imposto dal campione norvegese. I tre battistrada, pur con Lenny Martinez al gancio, passano ancora assieme in cima, con un margine sempre di 50 secondi, ma nella discesa, resa bagnata dalla pioggia che inizia a cadere, Roglic allunga e stacca di due francesi, provando a continuare da solo la sua azione.
Ripresi i due scalatori transalpini a fine discesa, il gruppo non tarda a riprendere anche Roglic, che capisce bene la necessità di rialzarsi per rifiatare nel corso della vallata che porta ai piedi della salita. Tuttavia, appena si riprende a salire, lo sloveno inizia il suo calvario con il ritmo di Tim Wellens che appare subito troppo alto per lui. Tra i primi a perdere contatto anche Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), così come Adam Yates e Tim Wellens, che si sposta. Jhonatan Narvaez resta l’unico così al fianco della Maglia Gialla, ma a tirare si porta la Decathlon Ag2r La Mondiale in favore di Felix Gall, che vuole entrare in Top5 a scapito di Roglic. Il ritmo imposto da Callum Scotson e Aurelien Paret-Peintre allontana definitivamente lo sloveno, così come Vauquelin, che ormai perde oltre due minuti.
Poco prima del cartello dei 15 al traguardo Felix Gall prende le cose in mano in prima persona, continuando così a distanziare Roglic, che ormai è alla deriva, tanto che sarà presto ripreso e staccato anche da Vauquelin. Con ormai anche Simon Yates e Narvaez che perdono contatto, non ci sono più gregari al fianco dei capitani e un rallentamento permette a Thymen Arensman di accelerare. Subito su di lui si porta Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG), immediatamente seguito da Jonas Vingegaard (Visma | LEase a Bike), mentre gli altri perdono contatto. I due riprendono e staccano Arensman, ma il danese fa ben capire di non avere alcuna intenzione di dare una mano e si crea un rallentamento che permette ad Arensman di rientrare.
Il neerlandese riparte subito e nuovamente è Pogacar a chiudere, con Vingegaard a ruota. Si ripete così lo scenario visto poco prima, con Arensman che viene ripreso e staccato, prima di rientrare e attaccare di nuovo. Ancora una volta è Pogacar ad andarlo a riprendere, seguito da Vingegaard. Arensman stavolta tuttavia non viene staccato, decidendo così di ripartire subito, senza reazioni. Il portacolori della Ineos Grenadiers guadagna così progressivamente una trentina di secondi, tanto che da dietro i primi due della generale subiscono il rientro di Felix Gall, che da solo li stava inseguendo, ma nello stesso momento arrivano anche Ben Healy (EF Education – EasyPost), Florian Lipowitz (Red Bull – Bora – hansgrohe), Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) e Oscar Onley (Team Picnic PostNL), riportati sotto dal gregario di quest’ultimo, Frank van den Broek, che si sfila appena raggiunto l’obiettivo.
A quel punto è nuovamente Gall a tirare, ma l’austriaco si sposta a nove chilometri dall’arrivo, quando ormai è chiaro che la posizione in classifica l’ha conquistata e può pensare a gestirsi. Pogacar riprende così in mano il ritmo, ma è una andatura piuttosto blanda, permettendo così ad Arensman di conservare ancora 30 secondi di margine. Un nuovo scatto della Maglia Gialla non porta grandi conseguenze, visto che Vingegaard non lo molla e anche Onley riesce a seguire, facendo così rientrare anche Lipowitz. Gli altri faticano e restano più dietro, ma Arensman conserva invariato il suo vantaggio.
A cinque chilometri dalla conclusione il gap è così stabile attorno ai 30 secondi, fissandosi attorno ai venti ai tre chilometri alla conclusione, quando dietro la situazione cambia perché Onley mostra segni di cedimento e ne approfitta Lipowitz. Mettendosi a tirare il tedesco, che vuole podio e Maglia Bianca, fa da potenziale rampa di lancio per Pogacar e Vingegaard, ma i due continuano a guardarsi. Alla flamme rouge il distacco è di otto secondi, che sarebbero colmabili con uno scatto deciso, che tuttavia non arriva. Vingegaard entra all’opera infatti solo nei 500 metri finali, riuscendo per la prima volta a tenersi alle spalle Pogacar, che a quel punto non sembra neanche troppo interessato, visto che i due non possono far altro che guardar trionfare Arensman, praticamente incredulo, davanti a loro
Risultato e Classifiche Tappa 19 Tour de France 2025
| Crea la tua Fantasquadra per il Tour de France 2026: montepremi minimo di 8.500€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










