Giro delle Fiandre 2026, sarà il ventesimo capitolo di una incredibile sequenza? Delle ultime 19 Monumento, 17 le hanno vinte Pogačar, Van der Poel ed Evenepoel…

Si dice spesso che quella in corso sia un’epoca d’oro per il ciclismo su strada. La concentrazione di corridori definibili “fenomenali” è elevata e le loro memorabili prestazioni stanno scandendo tutti questi anni, tanto da riscrivere intere pagine di “statistiche storiche”. Per quel che riguarda le Classiche e le gare di un giorno, in particolare Tadej Pogačar, Mathieu van der Poel e Remco Evenepoel stanno segnando quest’epoca a suon di vittorie. Ponendo come riferimento iniziale la stagione 2022, infatti, questi tre corridori hanno letteralmente dominato la scena e, oggi, alla vigilia del Giro delle Fiandre 2026, sembra probabile che il loro dominio possa continuare…

In chiave Monumento, parlando solo del Fiandre, le ultime quattro edizioni se le sono spartite lo sloveno e il neerlandese, in perfetta alternanza. L’ultimo “non-fenomeno”, con il necessario rispetto, a vincere la Ronde è stato Kasper Asgreen, precedendo peraltro Van der Poel, nell’edizione 2021. Allargando l’esame alle altre quattro Classiche più importanti del calendario mondiale, la statistica è impressionante: delle ultime 19 andate in scena, 17 le hanno vinte Pogačar, Van der Poel ed Evenepoel. Lo sloveno ne ha portato a casa 8, il neerlandese 7 e il belga due (le Liegi-Bastogne-Liegi 2022 e 2023).

A interrompere il dominio, in questo periodo storico, sono stati solo Dylan van Baarle, alla Parigi-Roubaix 2022, e Jasper Philipsen, alla Milano-Sanremo 2024. Parlando di dominio, le cose si fanno ancora più nette se includiamo i Mondiali nel conteggio: gli ultimi 4 in linea disputati sono infatti finiti, in ordine cronologico, nelle bacheche di Evenepoel, Van der Poel e Pogačar (due volte). E contando anche le cronometro iridate, grazie alla tripletta consecutiva di Evenepoel, il conto generale diventa di 24 successi “ristretti” su 27 appuntamenti (la crono del 2022 la vinse Tobias Foss).

Viene da chiedersi, a questo punto, se e quando un nuovo nome potrà inserirsi in questa cerchia ristrettissima. Potrebbe succedere già al Fiandre di domenica 5 aprile, considerando che nella maestosa sequenza c’è un nome, quello di Wout van Aert, che spicca per la sua assenza?

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