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Vuelta a España 2018, Geniez: “Come una partita di poker”

Alexandre Geniez si aggiudica la 12esima tappa della Vuelta a España 2018, confermando il suo buon feeling con la corsa iberica. Il corridore transalpino è stato bravo ad inserirsi nel tentativo giusto ad inizio tappa, e poi a non farsi sorprendere quando sono cominciati gli scatti in testa alla corsa. Pur avendo caratteristiche da scalatore, il corridore dell’Ag2r La Mondiale ha dato prova di poter difendersi ottimamente anche in una volata ristretta. Per lui si tratta del terzo successo sulle strade della Vuelta, dopo i successi parziali ottenuti nel 2013 e 2016.

Geniez ha così raccontato l’andamento della tappa: “Non era una giornata destinata ai fuggitivi. Non eravamo sicuri, abbiamo aspettato di capire come andava. Poi quando abbiamo visto attaccare un corridore della Bora e uno della Quickstep mi sono mosso, anche se non credevo ancora fosse il tentativo buono. Davanti c’era buona intesa, fino al GPM dove tutti hanno cominciato a guardarsi un po’, anche considerando che c’era Nibali. Poi abbiamo iniziato ad attaccarci a turno, era una sorta di partita a poker. Con le pendenze non durissime non era facile gestire la corsa, non bisognava spendere troppe energie prima del momento giusto. Poi il gruppo si è spezzato e davanti c’era buona intesa. A quel punto è stata tutta una questione di gestione e sorveglianza”.

Per l’ex FDJ si tratta della quarta vittoria stagionale, con l’ultima che però risaliva a febbraio: “Non sapevo cosa aspettarmi, era una volata molto particolare, in cui non vedevi l’arrivo e dovevi stare attento ai cartelli. Non era facile per niente… – ha spiegato ancora – Sono felice, dopo un bell’inizio di stagione erano sei mesi che non vincevo. Un bel riconoscimento del lavoro che ho fatto questa estate”.

Undicesimo all’ultimo Giro d’Italia, Geniez ha spiegato perché sia più facile imporsi alla Vuelta rispetto ad agli GT: “Qui si corre in maniera un po’ diversa, siamo nel finale di stagione. Alcuni corridori sono stanchi, altri meno motivati, è molto particolare. Spesso le fughe si giocano la vittoria, cosa che non succede a Tour e Giro”.

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