Giro d’Italia 2023, la classifica big finale: Primoz Roglic conquista la Maglia Rosa! Thomas e Almeida completano il podio, 4° Damiano Caruso

Subito distacchi importanti nella classifica del Giro d’Italia 2023. La crono della Costa dei Trabocchi vede infatti Remco Evenepoel dominare letteralmente la scena, tenendo un ritmo impressionante che gli altri non possono neanche avvicinare. In una top 10 in cui si trovano gran parte dei favoriti per la vittoria finale il fenomeno belga infligge almeno trenta secondi ai suoi avversari, partendo da Joao Almeida. A 40 secondi segue Tao Geoghegan Hart, mentre ha un ritardo di 43 secondi Primoz Roglic. 55 secondi invece il gap di Geraint Thomas e Aleksandr Vlasov, mentre gran parte degli altri, sono oltre il minuto.

La seconda tappa verso San Salvo è dedicata alle ruote veloci e non tradisce le attese, ma una caduta nel finale porta a nuovi distacchi. Se Remco Evenepoel passa indenne, così come Joao Almeida, Primoz Roglic, Geraint Thomas e Aleksandr Vlasov, le prime posizioni vengono comunque modificate visto il ritardo con cui Tao Geoghegan Hart, Jay Vine e Brandon McNulty tagliano il traguardo, ritrovandosi così ora intorno al minuto di ritardo dal belga.

La terza tappa non vede grandi variazioni nelle prime posizioni, anche se Remco Evenepoel riesce ancora a guadagnare grazie agli abbuoni, prendendosi tre secondi al TV, contro i due di Primoz Roglic. Malgrado una caduta resta nel primo gruppo Joao Almeida, mentre nel secondo gruppo finisce il suo compagno Brandon McNulty, che esce così definitivamente di classifica perdendo oltre cinque minuti assieme a Warren Barguil (Arkéa-Samsic) e Rein Taaraamae (Intermarché-Circus-Wanty).

Come “promesso”, Remco Evenepoel concede spazio alla fuga nella quarta giornata, primo arrivo in salita di questa edizione in cui i big arrivano sostanzialmente tutti assieme. Poche le eccezioni e tutte seconde linee come Jefferson Cepeda (EF Education – EasyPost), Bauke Mollema (Trek-Segafredo) o nuovamente Rein Taaraamae (Intermarché-Circus-Wanty), che confermano così di essere qui soprattutto per cercare successi parziali. Quello che oggi ha centrato Aurélien Paret-Peintre (Ag2r Citroën), recuperando così molte posizioni, tanto da essere ora terzo, a 30 secondi dal nuovo leader Andreas Leknessund (Team DSM), anche lui presente nel tentativo di giornata regalandosi un bel momento di gloria e una base di partenza interessante per poter provare a fare classifica.

In attesa dei verdetti sugli acciaccati, in primis del secondo della generale, Remco Evenepoel, la tappa di Salerno, nonostante le cadute e maltempo, non vede grandi sconvolgimenti nelle parti alte della classifica, se non l’arretramento di Jay Vine (UAE Team Emirates) dalla decima alla ventunesima posizione, perdendo oltre un minuto. Stessa sorte per Rigoberto Uran (EF Education-EasyPost), che perde sette posizioni, uscendo dai primi venti al momento. Non si verifica invece nessun cambiamento nella frazione seguente, quella di Napoli, con i big che giungono tutti assieme al traguardo e lo stesso accade in pratica nel ben più impegnativo arrivo di Campo Imperatore, dove gli uomini di classifica decidono di non darsi battaglia, con solo Uran e Kuss a perdere qualche secondo nel finale e Kämna e Caruso che entrano in top-10 per l’uscita di Skujins e Albanese.

La prima bagarre arriva così nella tappa di Fossombrone, vinta da Ben Healy dopo una lunga fuga. Alle sue spalle si muovono, nell’ultima salita di giornata, anche gli uomini di classifica, con Primoz Roglic che piazza un attacco deciso mandando in leggera difficoltà Remco Evenepoel. Con lo sloveno concludono così i soli Tao Geoghegan Hart e Geraint Thomas, un terzetto che riesce a guadagnare 14 secondi sul campione del mondo e altri big tra i quali Joao Almeida e Damiano Caruso. Arriva invece più staccato Andreas Leknessund, che conserva comunque il suo primato, seppur per pochi secondi, in vista della seconda cronometro di questo Giro.

La seconda cronometro, conclusione della prima settimana di corsa, vede il successo di Remco Evenepoel, che torna così anche in Maglia Rosa. Questa volta tuttavia il suo non è un dominio, tanto che la vittoria arriva per appena un secondo su Geraint Thomas e due su Tao Geoghegan Hart. Sedici invece i secondi incassati da Primoz Roglic, con questi tre che sono ora racchiusi tra loro in appena cinque secondi, tra i 45 e i 50 secondi dal belga. Oltre il minuto invece ormai Joao Almeida, che in questa cronometro perde oltre trenta secondi. Si difende invece bene Damiano Caruso, così come Aleksandr Vlasov, mentre fanno ovviamente fatica gli scalatori puri come Domenico Pozzovivo, Thibaut Pinot e Lorenzo Fortunato, respinti da una giornata complicata per loro.

Ripartito orfano di Remco Evenepoel che ha lasciato la corsa per la nota positività al covid, in Maglia Rosa sale dunque Geraint Thomas, che conserva il primato al termine di una tappa più difficile del previsto, che vede comunque quasi tutti i big concludere assieme. Fanno eccezione Domenico Pozzovivo (Israel – Premier Tech), a sua volta fermato dal covid, Aleksandr Vlasov (Bora-hansgrohe), costretto al ritiro nelle prime fasi di corsa, e Jay Vine (UAE Team Emirates), che per una caduta perde oltre undici minuti.

Se doveva essere una giornata semplice, anche la undicesima tappa porta conseguenze sulla classifica generale. Una caduta costringe infatti Tao Geoghegan Hart a ritirarsi, ma nello stesso incidente, in cui restano coinvolti anche Geraint Thomas e Primoz Roglic, subisce un duro colpo anche Pavel Sivakov, che conclude poi la tappa con quasi 14 minuti di ritardo, uscendo di classifica. Nella Top 10 entrano così Laurens De Plus (Ineos Grenadiers) e Aurélien Paret-Peintre (Ag2r Citroën). Decisamente più tranquilla la frazione successiva, con il gruppo che lascia andare una trentina di corridori nelle prime fasi di corsa, arrivando senza patemi ad oltre otto minuti dal vincitore di giornata.

Tagliata nuovamente dopo i cambiamenti già annunciati nei giorni scorsi, la prima tappa alpina non porta grandi conseguenze in classifica. I 74,6 chilometri verso Crans Montana vedono infatti i big restare tutti tranquilli in gruppo sino praticamente al traguardo e l’unica variazione rilevante nelle prime dieci posizioni è l’ingresso di Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) in decima posizione grazie alla lunga fuga di cui è stato protagonista.

La giornata successiva, che segna il ritorno in Italia con arrivo a Cassano Magnago, vede il gruppo lasciare ampio margine alla fuga e Geraint Thomas ne approfitta per cedere l’incombenza della Maglia Rosa. Il simbolo del primato va così sulle spalle di Bruno Armirail (Groupama-FDJ) che vive la sua giornata di gloria balzando davanti a tutti e con un margine di 1’41” sul gallese. Nessuna battaglia tra i big nella tappa di Bergamo con Bruno Armirail (Groupama-FDJ) che arriva, quindi, al secondo giorno di riposo ancora in Maglia Rosa. Restano, dunque, invariate tutte le altre distanze tra gli uomini di classifica, col solo Einer Rubio (Movistar) che entra tra in top15 in quattordicesima posizione.

Dopo il giorno di riposo finalmente arriva l’attesa battaglia tra i big. A spuntarla è Joao Almeida, che in una volata a due supera il nuovo leader Geraint Thomas. Perde invece oltre venti secondi Primoz Roglic, terzo davanti ad un brillante Eddie Dunbar, unico altro a contenere i danni in una salita che vede invece tutti gli altri rivali oltre il minuto di ritardo. Tra coloro che perdono maggiormente Andreas Leknessund e Thibaut Pinot, oltre ovviamente ad un Brun Armiral che comunque resta, almeno per il momento, in Top10. Non cambia invece la situazione nella tappa di Caorle, intramezzo tra le grandi montagne.

Nuovi distacchi invece arrivano nella 18ª giornata, che vede Primoz Roglic provare ad attaccare per la prima volta in maniera convinta e convincente. Geraint Thomas tuttavia non lo molla, arrivando con lui al traguardo, ma stavolta a perdere qualcosa è Joao Almeida, che concede 21 secondi alla coppia di rivali. Fa più fatica anche Eddie Dunbar, che tuttavia guadagna comunque una posizione a scapito di un Damiano Caruso che fatica a difendersi in una salita ostica per lui. Grazie alla fuga, rientra invece in classifica Thibaut Pinot, salendo in sesta posizione, sostanzialmente scambiandosi di posto con il compagno e gregario Bruno Armirail.

La tappa regina, che si conclude sulla Cima Coppi delle Tre Cime di Lavaredo è per molti l’ultima occasione. Non sorprende così vedere ancora una fuga andare in porto, con Santiago Buitrago che si impone sull’ormai solito Derek Gee, mentre i big non riescono a rientrare in tempo per giocarsi il successo, né prendersi abbuoni potenzialmente preziosi. Distacchi infatti ancora molto ridotti con Primoz Roglic che anticipa per appena tre secondi Geraint Thomas, superandolo solo grazie alle sue qualità allo sprint dopo che il gallese lo aveva messo in difficoltà all’interno dell’ultimo chilometro. Perde invece altri 23 secondi Almeida, che taglia il traguardo assieme ad un ottimo Damiano Caruso e un pimpante Thymen Arensman. Più indietro invece Eddie Dunbar, in calando, mentre sale in sesta posizione Thibaut Pinot, sfruttando il calo ormai confermato di Lennard Kamna e Andreas Leknessund.

Sul Monte Lussari, dove è prevista la decisiva cronoscalata del penultimo giorno arriva la zampata attesa di Primoz Roglic. Lo sloveno straccia la concorrenza, infliggendo distacchi pesanti malgrado un salto di catena lo rallenti nelle fasi centrali della salita, riuscendo così anche ad impossessarsi della Maglia Rosa. Geraint Thomas conclude la prova in seconda posizione, ma perde 40 secondi, trovandosi così 14 secondi dietro in classifica generale. Appena due secondi dietro, di tappa, Joao Almeida, che chiude così il podio finale a 1’15” nella generale. Alle loro spalle, sia di giornata che nella generale, si piazzano Damiano Caruso e Thibaut Pinot, con il francese che scavalca così Eddie Dunbar, superato anche da Thymen Arensman, ma che per un secondo conserva la settima posizione a scapito di Andreas Leknessund. Chiudono una Top10 che non cambia Lennard Kamna e Laurens De Plus.

Non cambia ovviamente nulla nella passerella conclusiva di Roma, che consegna il successo finale a Primoz Roglic davanti a Geraint Thomas e Joao Almeida.

Classifica Big Giro d’Italia 2023

1  ROGLIČ Primož Jumbo-Visma 85h29’02”
2  THOMAS Geraint INEOS Grenadiers +14″
3  ALMEIDA João UAE Team Emirates +1’15”
4  CARUSO Damiano Bahrain – Victorious +4’40”
5  PINOT Thibaut Groupama – FDJ +5’43”
6  ARENSMAN Thymen INEOS Grenadiers +6’05”
7  DUNBAR Eddie Team Jayco AlUla +7’30”
8  LEKNESSUND Andreas Team DSM +7’31”
9  KÄMNA Lennard BORA – hansgrohe +7’46”
10  DE PLUS Laurens INEOS Grenadiers +9’08”
11  RUBIO Einer Augusto Movistar Team +10’43”
12  VAN WILDER Ilan Soudal – Quick Step +11’58”
13  BUITRAGO Santiago Bahrain – Victorious +12’21”
14  KUSS Sepp Jumbo-Visma +13’09”
15  PARET-PEINTRE Aurélien AG2R Citroën Team +14’13”
16  ARMIRAIL Bruno Groupama – FDJ +17’16”
17  BARGUIL Warren Team Arkéa Samsic +24’06”
18  ZANA Filippo Team Jayco AlUla +33’22”
19  HAIG Jack Bahrain – Victorious +34’46”
20  KONRAD Patrick BORA – hansgrohe +37’57”
21  FORTUNATO Lorenzo EOLO-Kometa +38’37”
29  MCNULTY Brandon UAE Team Emirates +1h07’43”
34  VINE Jay UAE Team Emirates +1h28’59”
50  MOLLEMA Bauke Trek – Segafredo +2h06’47”
53  CEPEDA Jefferson Alexander EF Education-EasyPost +2h12’16”
55  HEALY Ben EF Education-EasyPost +2h16’03”
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