Tour de France 2026, Vingegaard e Pogačar svegliati dall’antidoping in piena notte per un controllo a sorpresa: scoppia la polemica

Polemiche al Tour de France 2026 dopo che Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar sono stati svegliati in piena notte per un controllo antidoping. In molti parlano di “una totale mancanza di rispetto nei confronti dei corridori” visto che gli uomini della AFLD (Agenzia Francese Lotta al Doping) sono arrivati a bussare alle porte dei corridori rispettivamente alle due e le cinque, nel mezzo di un fine settimana decisivo della Grande Boucle, tra due impegnative tappe di montagna. Il regolamento chiaramente lo permette, ma sono in molti ad essersi stupiti di questa decisione, peraltro su due corridori che sono continuamente monitorati giorno dopo giorno (lo sloveno in particolare visto che, essendo maglia gialla, viene controllato ogni giorno, oltre che ovviamente nel giorno in cui ha appena vinto).

Entrambi sono apparsi abbastanza sereni, anche se Vingegaard non ha nascosto un po’ di amarezza: “Pensavo non fosse consentito, ma a quanto pare lo è secondo il regolamento – ha precisato a HLN – È positivo che ci controllino, ma non se questo influisce sulle prestazioni. Un controllo alle 2 del mattino, penso sia è un po’ oltre il limite“. Decisamente più duro il suo compagno Matteo Jorgenson: “Mi è stato chiesto di tenere per me la mia opinione al riguardo. Ma questa è una totale mancanza di rispetto nei confronti dei corridori. Ci stiamo concentrando moltissimo sul recupero. È estremamente importante, soprattutto tra due delle tappe di montagna più dure di questo Tour. E poi ti svegliano alle 2 del mattino. Questo mi fa davvero infuriare”.

Anche lo sloveno l’ha presa con filosofia, parlando a Eurosport, ma non manca la frecciata alle istituzioni: “Ho dormito solo quattro ore perché vado a letto tardi. Ma ho avuto comunque una mattinata tranquilla, anche se non mi sono riaddormentato. Ho ascoltato qualche vecchio pezzo di Eminem per rilassarmi, ho preso un bel po’ di caffè e ora sono pronto a partire. Non è stato bellissimo essere svegliato nel mezzo della mia notte […] Sono controllato ogni giorno, visto che sono maglia gialla. Dopo tutte le cerimonie protocollari, poi a volte vengono a volte anche la mattina nel corso del Tour. Oggi è successo nella notte, ma mi dispiace anche per loro, visto che devono arrivare a quell’ora e posso immaginare che alcuni corridori se la possono prendere anche con loro, ma non è certo colpa loro, che fanno il loro lavoro. La colpa è dei loro capi“.

A commentare l’episodio anche il suo gregario Florian Veermersch: “Tadej l’ha gestita bene, ma lo trovo quasi disumano e folle. Per quanto ne so, è anche la prima volta che viene svegliato così presto per questo. La gente dirà che ci stiamo lamentando e piagnucolando. Ma è ridicolo. Penso che Tadej abbia dormito solo 5 ore. È più carico del solito? Chi lo sa. Forse gli dà energia”.

Una volta venuto a sapere quanto successo, anche Remco Evenepoel ha voluto dire la sua: “Io continuerei semplicemente a dormire. È scandaloso, perché le 2 del mattino sono davvero troppo. Così è esagerato“. Mantiene invece la calma Mauro Gianetti, il boss della UAE Team Emirates XRG, che sottolinea come queste “sono le regole” per cui “non possiamo dire nulla al riguardo”. Sulla stessa linea Richard Plugge, suo omologo alla Visma | Lease a Bike, che commenta l’episodio per a WielerFlits: “Che questo genere di controlli avvenga è corretto, anche se pensando alla prestazione non è stato certo il momento ideale […] I controlli antidoping possono arrivare 24/24 dal primo minuto del Tour fino a Parigi, queste sono le regole. Che succeda, e che succeda a più squadre, è comunque un segnale positivo.

Ma cosa dice esattamente il regolamento, i controlli si possono fare in qualsiasi momento? Secondo il regolamento dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), non proprio. È infatti vietato effettuare un controllo tra le 23:00 e le 06:00, a meno che non sia stato il corridore stesso a comunicare in anticipo all’UCI una finestra temporale di 60 minuti durante la quale il controllo notturno può e deve avvenire (e non è di certo questo il caso).

Ma c’è anche un’altra possibilità, che in realtà apre dunque a qualsiasi opzione, ovvero che l’UCI abbia un motivo valido per effettuare un controllo notturno (leggasi, quando si sospetta un comportamento scorretto). Bisogna inoltre aggiungere che l’Agenzia francese antidoping (AFLD) applica invece le proprie regole (con controlli consentiti in qualsiasi momento, anche di notte), che quindi prevalgono su quelle dell’UCI sul territorio francese, e dunque al Tour de France.

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