Tour de France 2026, Tadej Pogačar sui controlli antidoping: “Quest’anno sono stati molto strani. Se è necessario per dimostrare che corriamo puliti, lo accetto pienamente”

Negli ultimi giorni il tema al centro del dibattito al Tour de France 2026 è stato quello dei controlli antidoping. Polemiche e commenti si sono susseguiti dopo Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar sono stati controllati in piena notte, rispettivamente alle due e alle cinque, tra le due tappe di montagna dello scorso fine settimana di Le Markstein e Plateau de Solaison. I controlli notturni hanno interessato anche diverse altre squadre nei giorni successivi e l’UCI ha ribadito che tali manovre si sono rese necessarie come procedure eccezionali per garantire la lotta al doping durante l’evento più importante dell’anno. Non sembrerebbe però un episodio isolato, ma piuttosto un approccio nuovo di come le agenzie antidoping scelgano di effettuare i controlli.

A spiegare come durante quest’anno i controlli siano cambiati è stato lo stesso Pogačar, che durante la conferenza stampa dopo la quindicesima tappa, ha sottolineato: “Quest’anno i controlli sono stati molto strani in generale – le sue parole riportate da Feltet – Credo che stiano effettuando test leggermente diversi dal solito. Stanno provando a fare cose diverse”.

Il campione del mondo ha poi raccontato che durante la primavera ha ricevuto una serie di controlli in orari strani, al di fuori della fascia oraria comunicata e per questo ha anche cambiato le sue abitudini quotidiane, limitando le uscite per evitare di non farsi trovare a casa per i controlli. Altro fatto particolare riferito riguarda i controlli dopo la Strade Bianche, avvenuto circa un’ora e mezzo dopo l’arrivo, mentre la prassi darebbe almeno due ore di riposo prima del controllo.

Nonostante queste modalità possano dare fastidio, Pogačar ci tiene a sottolineare come siano misure necessarie per dimostrare a tutti di essere un corridore pulito. Infatti lo sloveno commenta così il controllo notturno al Tour: “Il medico è stato molto gentile e si è scusato, perché non è colpa loro se arrivano alle cinque del mattino. Se è necessario per dimostrare che corriamo puliti, lo accetto pienamente, ma è un po’ una seccatura quando si dormono solo quattro ore al giorno in un Grande Giro”.

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