Tour de France 2026, Paul Seixas 3° di giornata: “Immagino che non tutti i terzi posti al Tour abbiano lo stesso sapore, ma questo è sicuramente speciale”
Paul Seixas ha chiuso per la prima volta sul podio in una tappa del Tour de France 2026. Il giovane talento francese ha infatti concluso al terzo posto sul traguardo di Le Lioran, dove 34 secondi prima di lui Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) era andato a cogliere l’ennesimo successo, al termine di un assolo di una quindicina di chilometri. Come gli altri uomini di classifica, anche il 19enne della Decathlon CMA CGM non era riuscito a seguire la Maglia Gialla nel momento in cui aveva attaccato, ma è rimasto assieme al resto dei big all’inseguimento dello sloveno ed è poi stato superato solo da Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe) nella volata per la seconda posizione.
“Immagino che non tutti i terzi posti al Tour abbiano lo stesso sapore, ma questo è sicuramente speciale – le parole di Seixas all’arivo, riportate da L’Équipe – La tappa del Tourmalet era davvero per gli scalatori. Oggi è stata una tappa per i corridori più potenti. Sforzi più brevi, più irregolari. Riuscire a essere all’altezza su questi due tipi di terreno è un risultato davvero notevole“.
Con questo risultato, il classe 2006 sale al quinto posto in classifica generale: “Il Tour è ancora lungo, bisogna stare attenti a non fare sciocchezze. Ovviamente, tutti hanno dato il massimo. Non mi sono chiesto se fosse il caso di conquistare la Maglia Bianca o meno. Volevo solo arrivare al traguardo, cercare di guadagnare più tempo possibile e andare il più veloce possibile fino alla linea d’arrivo“.
Non solo le tante salite, ma tra le insidie di giornata c’erano anche le discese, soprattutto quelle nel finale: “La discesa era estremamente pericolosa. L’asfalto, secondo me, si stava sciogliendo. Ho sentito la ruota posteriore slittare senza nemmeno inclinare la bici. Ho perso completamente i punti di riferimento. La discesa era una pista di pattinaggio. Per fortuna in quel momento eravamo in testa. Non abbiamo cercato di fare gli spericolati”.
Il giovane talento francese ha cercato soprattutto di gestirsi in salita, in particolare sull’ultima: “Molti corridori non hanno riflettuto su come gestire la salita. Sono partiti a tutta velocità fin dai piedi dell’ascesa. Poi abbiamo lasciato che fosse Jonas (Vingegaard, ndr) a guidare il gruppo, perché era lui ad avere più da perdere. Ci ha trascinati fino alla fine”.
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