Tour de France 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2026.

  • Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG): Inarrestabile, incontenibile, ormai incommentabile. Il campione del mondo sembra preoccuparsi più della condizione del compagno di squadra Isaac Del Toro, che forse vorrebbe aiutare nella lotta per il podio, che dei suoi avversari. Quando parte a un chilometro dallo scollinamento del Col du Pertus nessuno ha la gamba per seguirlo: negli ultimi 12 chilometri, da solo contro sei campioni, guadagna un’altra dozzina di secondi. Si era segnato Le Lioran come un’altra terra di conquista: è arrivato, ha visto, ha vinto. Di nuovo.
  • Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe): Supera il momento di difficoltà nella vale prima dell’ultimo GPM con la mentalità del campione. Là dove tanti sarebbero naufragati, trova le ultime energie in corpo per rimanere a una manciata di secondi dal gruppo di inseguitori e rientrare in discesa, per poi sfruttare le sue doti di scattista negli ultimi 300 metri per andare a prendersi un secondo posto di tappa francamente impronosticabile a 5 km dall’arrivo. Da giornata di crisi a posizione guadagnata in classifica generale: ora è terzo e Vingegaard non è neanche poi così lontano.
  • Richard Carapaz (EF Education – EasyPost): Ha il grande, grandissimo merito di provare a sfidare una trama sostanzialmente già scritta. Sulle prime rampe del Pas de Peyrol attacca in faccia alla UAE Team Emirates – XRG, riuscendo anche a guadagnare un minuto. Solido nel tenere un ottimo ritmo fino al Col du Pertus, si spegne solo di fronte all’ennesima sgasata di Pogačar. E chissà che, se fosse stato ripreso 200 metri dopo, non avrebbe potuto tenere un pochino di più. L’ecuadoriano si conferma corridore in grado di leggere perfettamente la corsa, anche quando non è nella forma della vita. L’appoggio di qualcun altro sarebbe stato fondamentale per avere una speranza in più.
  • Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike): È vero, non era la giornata migliore per le sue caratteristiche. Ancora una volta, però, il danese sembra correre senza il giusto spirito. Al di là del fatto che gli manca sempre l’accelerazione per rispondere agli attacchi di Pogačar, stavolta dà l’impressione di non poter staccare nemmeno gli altri uomini di classifica, in salita. Nonostante ottenga anche qualche cambio, nell’ultimo chilometro si trova completamente privo di energie e lascia per strada 18 secondi a Evenepoel e 14 a Seixas. Non tantissimo, ma di certo non è un buon segnale.
  • Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG): Il vero sconfitto della giornata è lui. Pur su un terreno adatto alle sue qualità, il messicano appare subito appannato quando il capitano gli chiede di mettersi davanti per sollecitare l’andatura, tanto che il compito ricade sulle spalle di Prudhomme prima e Piganzoli poi. Quando la miccia si accende, poi, rimane con il motore ingolfato, forse anche a causa del giorno di riposo. Il bilancio di giornata parla di un minuto perso da Evenepoel e Seixas, poco meno da Ayuso, Skjelmose, Lipowitz e Vingegaard. Da terzo a settimo, il podio sembra scivolare via in una giornata insospettabile.
  • Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility): Posto che le sue intenzioni, per quanto riguarda la classifica generale, non sono chiarissime, il norvegese è il meno convincente tra gli outsider della giornata. In una tappa tutto sommato non così lontana dalle sue caratteristiche paga un dazio pesantissimo, arrivando a quasi 5 minuti dal vincitore. Potrebbe aver mollato per risparmiare qualche energia in più, è chiaro. Intanto, però, la top 10 si allontana.

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