Visma|Lease a Bike: In blocco, perché la prestazione corale, nel vero senso della parola, è stata impeccabile. Gli uomini da pianura hanno fatto tutto quel che era nelle loro gambe, Matteo Jorgenson ha sacrificato subito buona parte delle sue ambizioni di piazzamento in classifica generale con una tirata eccezionale e poi si è rivisto il trenino da Giro d’Italia, quello con Davide Piganzoli e Jonas Vingegaard: il danese è stato brillantissimo nel tratto finale, ottimamente lanciato dal valtellinese. Quest’ultimo, peraltro, è andato talmente forte da chiudere con il settimo tempo assoluto. Il Tour è ancora lungo, ma iniziare così è una bella spinta, per tutti.
Filippo Ganna (Netcompany Ineos): I piani della squadra, che era probabilmente la favorita numero uno per la prova, finiscono nel cestino al momento della foratura di Kévin Vauquelin. L’azzurro si prende tutte le responsabilità di giornata sulla squadra e sfodera un finale di pura potenza, che lo vede andare vicinissimo al sogno Maglia Gialla. Il sogno è da rimettere nel cassetto, ma la condizione pare proprio buona.
Juan Ayuso (Lidl-Trek): Intorno a lui c’è sempre qualche dubbio, spesso alimentato anche da lui stesso, ma questa volta la risposta del corridore spagnolo è eccellente, tanto da finire la prova con soli 4″ di ritardo dall’ex compagno di squadra Tadej Pogačar. C’è ovviamente molto di buono nel lavoro della squadra, con Mathias Vacek in particolare evidenza: lui, però, il suo lo ha fatto, eccome, riuscendo anche ad ovviare alla forzata “assenza” di Mattias Skjelmose, frenato da una foratura.
Cian Uijtdebroeks (Movistar): Nell’immediato dopotappa rivela di aver sofferto di crampi, ma soffrire di crampi in una prova di poco più di 20 minuti fa capire che c’è stato qualcosa che non è andato. È la speranza di classifica della squadra, ma un inizio del genere potrebbe complicare di molto i piani, anche perché, fra una decina di giorni ci sarà un’altra cronometro, individuale, da affrontare.
Thymen Arensman (Netcompany Ineos): Probabilmente non è qui per fare classifica, perché altrimenti non si spiega un ritardo di 50 secondi dal proprio compagno di squadra capace di chiudere con il secondo tempo di giornata. La sua stagione è già stata zeppa di impegni ed è anche possibile che voglia gestire le energie rimaste per qualche prossima tappa. Intanto, però, il passivo è stato pesante.
Ef Education-EasyPost: Le strategie generali di questa squadra sono spesso di difficile lettura e quindi non è da escludere che abbiano voluto già uscire di classifica per potersi muovere più liberamente nelle prossime giornate di corsa. Certo, però, che vedere Richard Carapaz già a 1’36” di ritardo in graduatoria non è particolarmente piacevole.