I 10 Neopro’ più attesi del 2026… un anno dopo: Widar, Omrzel e Söderqvist vincono e convincono, Agostinacchio fermato dalla sfortuna

Conclusa la stagione, siamo al momento dei bilanci relativi ai corridori che erano tra i più attesi dodici mesi fa. Dopo avervi proposto il resosconto sulle Scommesse relative allo scorso CicloMercato, ora ci concentriamo su come sono andati i 10 neoprofessionisti più attesi del 2026, secondo la nostra redazione. Tra i giovani talenti che si sono affacciati per la prima volta nel gruppo, in questa annata, diversi hanno saputo lasciare subito il segno, andando a conquistare risultati importanti tra i big. Altri invece hanno fornito buone prestazioni, pur non trovando l’acuto, lasciando buone segnali in vista della prossima annata. Qualcuno invece ha fatto un po’ più fatica ad ambientarsi e servirà quindi più tempo per valutare l’impatto. Andiamo quindi a vedere come sono andati i dieci giovani che avevamo scelto, nello stesso ordine in cui ve li avevamo proposti.

1. Jarno Widar (Lotto Intermarché): Un inizio di stagione difficile per il talento belga fermato da problemi di salute e da un infortunio, poi la svolta nel finale di annata. Non abbiamo quindi potuto vederlo all’opera nella Classiche delle Ardenne, suo terreno preferito, ma nelle ultime corse ha riproposto quelle qualità che aveva fatto mostrato nel dominio assoluto tra gli Under 23. Infatti il suo talento in salita e la capacità di lottare fino alla fine sono risaltate prima alla Vuelta a España, in cui all’esordio in un Grande Giro ha colto diversi buoni piazzamenti, pur non trovando la continuità per far risultato in classifica, e poi nelle ultime gare. La prima vittoria da professionista arrivata alla  Tre Valli Varesine battendo in modo netto Tom Pidcock ha confermato il suo potenziale per le classiche, mentre il successo di tappa e generale al Tour of Guangxi,  sempre davanti al britannico, ha ribadito come in futuro potrà dire la sua anche come uomo di classifica. Il prossimo anno potrebbe quindi già fare il salto di qualità nelle grandi corse.

2. Jakob Omrzel (Bahrain Victorious): Il vincitore del Giro d’Italia Next Gen 2025 si è tolto la grande soddisfazione di conquistare la prima vittoria da professionista alla Vuelta a España. Una vittoria memorabile sull’arrivo in salita a Calar Alto, arrivata staccando uno ad uno gli altri componenti della maxi fuga di giornata. Un successo che gli ha permesso anche di battere un record del connazionale Tadej Pogačar, diventando  il corridore sloveno più giovane di sempre a vincere una tappa in un Grande Giro. Il GT spagnolo si è concluso poi con un ottimo settimo posto in classifica generale e un secondo nella graduatoria di miglior giovane. Una stagione che ha confermato subito le qualità nelle corse a tappe, visto che in precedenza erano arrivati anche i piazzamenti a Giro di Slovenia, terzo, Giro di Ungheria, ottavo, e Tour of the Alps, sesto. Un corridore che potrà quindi diventare un grande riferimento per la classifica del team.

3. Jakob Söderqvist (Lidl-Trek): Le grandi qualità a cronometro sono state confermate subito anche tra i grandi, con tanti piazzamenti raccolti nel corso della stagione e i due successi arrivati nel finale all’Eneco Tour, a cui si aggiunge la conferma del titolo ai Campionati Nazionali in Svezia e una medaglia sfumata ai Mondiali per una caduta. Oltre alle prove contro il tempo, lo svedese ha dimostrato di essere anche un valido passista e di potersela giocare anche in terreni più duri, visto il successo di tappa e della classifica generale al Giro di Ungheria, per un bottino complessivo di cinque successi che lo ha reso il neoprofessionista più vincente della stagione 2026. Il prossimo anno ci aspettiamo quindi di vederlo lottare per altri successi nelle cronometro ma anche provarci magari nelle classiche del Nord.

4. Senna Remijn (Alpecin-Premier Tech): Stagione che possiamo definire di ambientamento per l’interessante talento neerlandese, che da Under-23 aveva fatto vedere belle cose soprattutto nelle classiche. Diverse le esperienze importanti maturate e anche qualche buona prestazione offerta, in particolare in gare dai percorsi nervosi, come dimostrano le top-10 ottenute nella tappa finale della Volta a Catalunya, alla NXT Classic e nella terza frazione del Giro di Germania e quella sfiorata alla Freccia del Brabante. Di tempo per crescere, comunque, ce ne sarà, avendo anche a fianco l’importante guida di un fenomeno come Van der Poel.

5. Maxime Decomble (Groupama-FDJ United): Reduce da un’annata di grandi soddisfazioni tra gli Under-23, il francese ha saputo ritagliarsi il proprio spazio anche tra i professionisti. Una stagione iniziata bene all’Etoile de Bessèges con la maglia di miglior giovane, poi una parte centrale priva di colpi, ma nel finale è riuscito a conquistare la prima vittoria tra i grandi, dominando la cronometro del Tour Poitou-Charentes e andandosi poi a prendere anche la classifica generale. Un risultato che gli ha dato grande fiducia, infatti poi è stato protagonista con il terzo posto finale al Giro di Slovacchia e infine è riuscito a ottenere la medaglia di bronzo nella cronometro del Europei. La sensazione è che debba ancora esprimere il suo vero potenziale e questo finale in crescendo potrà lanciarlo per una buona annata successiva.

6. Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe): Abbastanza positivo l’impatto tra i grandi dello scalatore australiano, messosi in luce in due brevi gare a tappe WorldTour come il Giro di Romandia e il Tour Auvergne – Rhône-Alpes. Nella prima il 22enne ha colto un solido sesto posto finale, mentre nella seconda ha sfiorato il colpaccio cedendo solo a Del Toro dopo aver indossato la maglia di leader nelle ultime due giornate. Nel resto della stagione non sono arrivati particolari risultati e anche l’esordio in un Grande Giro, la Vuelta a España, non è stato memorabile (anche se sono da considerare il lavoro svolto per Roglič e le conseguenze di una caduta), tuttavia le basi da cui partire per cercare di crescere nel 2027 sembrano buone.

7. Noah Hobbs (EF Education-EasyPost): Per un velocista non è mai facile fare il salto di categoria e lui ha saputo subito farsi valere. Infatti dopo aver vinto tanto tra gli Under-23, ha centrato due successi alla prima stagione tra i professionisti, al Heistse Pijl e poi nella prima tappa del Tour de l’Ain. In generale sono arrivati poi tanti piazzamenti di rilievo negli sprint di corse importanti, sopratutto nel finale di stagione, con due top3 al Giro di Polonia, poi un settimo posto alla Classica di Amburgo, un nono al Kampioenschap van Vlaanderen e un undicesimo al Sparkassen Münsterland Giro. Risultati che hanno confermato come il britannico sia un velocista resistente, in grado di fare bene anche nelle corse di un giorno e in futuro potrà diventare sempre di più un riferimento per il proprio team.

8. Mattia Agostinacchio (EF Education-EasyPost): C’è purtroppo poco da dire sull’annata dell’ex campione del mondo juniores di ciclocross, che ha dovuto far fronte a un vero e proprio calvario fatto di diversi problemi di salute che gli hanno permesso di mettere insieme solo 16 giorni di gara, buona parte dei quali conclusisi con il ritiro. Giusto nel finale di stagione è riuscito a trovare un po’ di continuità, ma è chiaro che non si può dare un giudizio sul suo 2026, che doveva rappresentare un anno di ambientamento alla categoria (dopo aver saltato in toto quella Under-23). Visto il grande talento, la speranza è che il 2027 possa essere più fortunato per lui.

9. Callum Thornley (Red Bull-Bora-hansgrohe): Tra gli Under-23 si era messo in evidenza soprattutto nelle cronometro, e proprio nelle prove contro il tempo il britannico ha colto i suoi migliori risultati in questa sua prima annata tra i pro’. Notevoli, in particolare, il terzo posto nella crono finale del Giro di Polonia e il secondo in quella della Vuelta a España, dove ha chiuso a soli tre secondi da uno specialista come Stefan Küng, cui si aggiungono le top-10 a Mondiali ed Europei. Per il resto, tanto lavoro per i compagni ed esperienze in corse importanti, in particolare nelle classiche del Nord, dove in futuro potremmo vederlo tra i protagonisti.

10. Adrià Pericas (UAE Team Emirates XRG): Non è semplice, per un giovane di neppure 20 anni, trovare spazio in una squadra ricca di campioni come la UAE, ma lo spagnolo è comunque riuscito a mettersi in evidenza, sebbene soprattutto in corse di secondo piano. Confermando un’attitudine per le gare a tappe, il classe 2006 ha colto la top-10 finale a Giro di Sardegna, Vuelta Asturias, Giro di Ungheria, Sibiu Tour e Giro del Portogallo, dove ha anche trovato la sua prima vittoria tra i pro’ conquistando la settima tappa. Qualche esperienza, comunque, anche in corse WorldTour (dove si segnala il decimo posto al GP Francoforte), nelle quali sarà probabilmente ancor più presente nel 2027 con l’obiettivo di fare ulteriori progressi.

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