Le 10 Scommesse del 2026… un anno dopo: Stuyven e Groenewegen fanno felici le rispettive squadre, tanta sfortuna per Uijtdebroeks e Küng, Ayuso rimandato
All’inizio dell’anno vi avevamo proposto quelle che, secondo noi, sarebbero state le 10 Scommesse del 2026. Guardando ai movimenti dello scorso CicloMercato, avevamo cioè individuato quei trasferimenti che avrebbero potuto rappresentare una scommessa o una sfida, vuoi per il corridore, che si trovava magari a lasciare ambienti ben conosciuti per entrare in nuovi dove trovare magari maggior spazio o nuovi stimoli, o vuoi per le squadre, che decidevano di puntare su un atleta da rilanciare o tutto da scoprire sui palcoscenici più importanti. Conclusa la stagione, andiamo quindi a vedere se le decisioni, degli uni e delle altre, si sono rivelate azzeccate, presentandovi i dieci nomi che avevamo scelto nello stesso ordine in cui ve li avevamo proposti.
1. Juan Ayuso (Lidl-Trek): Lo spagnolo era inevitabilmente uno dei nomi più attesi del 2026, dato l’investimento fatto dalla Lidl-Trek e vista la possibilità per lui di assumere finalmente quel ruolo da capitano al Tour de France che, causa concorrenza, alla UAE gli era precluso. Di conseguenza, anche le aspettative erano piuttosto alte, ma visti i risultati possiamo dire che, almeno al momento, la scommessa non ha ripagato. E dire che la nuova avventura era iniziata bene, con il successo finale alla Volta ao Algarve davanti a corridori del calibro di Seixas, Almeida, Onley e Vauquelin, poi però, complici alcuni problemi fisici, il 24enne è tornato competitivo solo in vista della Grande Boucle, ottenendo il terzo posto al Tour Auvergne – Rhône-Alpes. Al GT transalpino, suo grande obiettivo, le prime due settimane lo hanno visto pienamente in lotta per il podio, mentre nell’ultima è andato un po’ in crisi e ha finito per chiudere settimo alle spalle anche del compagno di squadra Skjelmose, non riuscendo poi a ricoprire un ruolo da protagonista neppure nel finale di stagione. Rimandato.
2. Cian Uijtdebroeks (Movistar): Il belga si era unito alla formazione spagnola, divorziando anticipatamente dalla Visma | Lease a Bike, per cercare maggior spazio e provare a far finalmente decollare una carriera che, finora, ha stentato a prendere quota, ma le cose per lui non sono state facili quest’anno. Ko già alla prima corsa a causa di una caduta, il 23enne è comunque riuscito a ottenere qualche discreto piazzamento nella prima parte di stagione e si è così presentato al via del Tour de France con l’obiettivo di entrare nella top-10. Alla Grande Boucle, però, le cose sono andate male sin a subito, con problemi di salute che lo hanno visto perdere parecchio terreno già nelle prime tappe e ritirarsi poi nella sesta; a quel punto, il focus si è spostato sulla Vuelta a España, ma una caduta nella seconda frazione lo ha costretto a un nuovo ritiro e a chiudere presto l’annata. Sfortunato.
3. Oscar Onley (Netcompany Ineos): Al pari dei due corridori sopracitati, anche lo scozzese aveva rotto in anticipo il proprio contratto per cambiare squadra, passando dalla Picnic PostNL alla compagine britannica (che ha anche sborsato una bella cifra per averlo), e come loro anche lui ha vissuto un’annata con più bassi che alti. La prima parte di stagione, in particolare, lo ha visto colpito da problemi di salute che non gli hanno permesso di rendere al meglio, poi una spaventosa caduta al Tour Auvergne – Rhône-Alpes, che solo per un caso fortuito non ha avuto conseguenze peggiori, lo ha costretto a saltare il Tour de France. A quel punto, il 24enne si è focalizzato sulla Vuelta a España, centrando anche una vittoria di tappa nella gara di avvicinamento, la Vuelta a Burgos, e complice anche un paio di cadute al GT iberico è arrivato un sesto posto finale che probabilmente non soddisfa a pieno né lui, né la sua squadra. Un po’ più positive, invece, le ultime corse dell’anno, con la speranza che il prossimo sia un po’ più fortunato per lui.
4. Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step): Una scommessa decisamente vinta quella fatta dal Wolfpack, ma anche dal belga, che in certe gare ha avuto sicuramente più spazio per le proprie ambizioni rispetto alla Lidl-Trek. Nelle classiche di primavera il 34enne è stato sicuramente l’uomo migliore della squadra, con il settimo posto conquistato alla Milano-Sanremo, il decimo alla In Flanders Fields, il sesto al Giro delle Fiandre e, soprattutto, il terzo alla Parigi-Roubaix. Fondamentale, poi, il lavoro svolto per Paul Magnier in qualità di ultimo uomo al Giro d’Italia, dove ha anche sfiorato il successo nella tappa di Napoli ed è stato terzo in quella di Verbania, ruolo che in seguito ha assolto bene anche al Tour de France per Tim Merlier. Alla sua annata è mancata solo la vittoria, cui è andato vicino anche nel finale di stagione alla Parigi-Tours, a dimostrazione del fatto che è andato forte da inizio a fine anno.
5. Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets): Possiamo dire che quello tra lo sprinter neerlandese e la formazione Professional è stato un matrimonio riuscito. Anche grazie al suo innesto, oltre che a una crescita generale del team, la compagine di licenza francese è infatti riuscita ad assicurarsi parecchi inviti in gare WorldTour e, soprattutto, la WildCard per il Giro d’Italia, raccogliendo inoltre molti punti UCI proprio per via dei risultati ottenuti dal 33enne, che a sua volta si è rilanciato dopo un paio di annate sottotono alla Jayco AlUla. Affiancato da un treno con il quale ha subito trovato un buon feeling e da un grande ex come Marcel Kittel, il nativo di Amsterdam ha colto quattro vittorie (compresa una corsa WorldTour con la Ronde van Brugge) e numerosi altri piazzamenti, toppando giusto “solo” il Giro, nel quale però non era forse al meglio per via di un paio di cadute.
6. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM): L’azzardo di lasciare una squadra come la Visma | Lease a Bike per poter avere finalmente la possibilità di partecipare al Tour de France ha ripagato, anche se la strada per arrivare a correre la Grande Boucle non è stata semplice. Un virus particolarmente aggressivo lo ha infatti costretto a saltare i primi mesi di gare e il debutto stagionale (e con il nuovo team) è arrivato solo a fine maggio, ma nonostante questo il 25enne è riuscito subito a cogliere tre successi e, malgrado la contemporanea esplosione di Paul Seixas, a guadagnarsi il posto per il GT transalpino, dove si è fatto trovare pronto conquistando la prima volata più due secondi e due terzi posti. Altre vittorie sono arrivate poi nel finale di stagione, dove probabilmente ha anche avuto la possibilità di migliorare il feeling con il treno.
7. Alberto Dainese (Soudal Quick-Step): La compagine belga è una squadra che è spesso riuscita a lanciare e rilanciare i velocisti, ma almeno per il momento questo non è stato il caso dello sprinter veneto, che per il secondo anno di fila ha chiuso l’annata senza successi. Nonostante le tante giornate di gara, in alcune delle quali ha comunque dovuto mettersi a disposizione dei compagni di squadra, il 28enne ha sfiorato la vittoria solo nella prima tappa del Tour de l’Ain, mentre per il resto è arrivato solo qualche piazzamento, comprese due top-10 alla Vuelta a España (ma senza essere mai realmente in lizza per il successo). La speranza è che nel 2027 possa uscire dalla spirale negativa nella quale sembra essere entrato e possa tornare a mostrare le sue qualità, che in passato gli hanno permesso di conquistare due tappe al Giro d’Italia e una alla Vuelta.
8. Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA): Un anno fa, il velocista sudamericano decideva di fare un passo indietro e lasciare il WorldTour per provare a rilanciarsi in una realtà più piccola, ma molto ambiziosa, che poteva dargli molte possibilità di emergere. Non si può dire che l’operazione sia pienamente riuscita, dato che il 32enne non è riuscito a tornare alla vittoria (che manca ormai da più di due anni), pur piazzandosi più volte tra i primi dieci degli ordini di arrivo e portando così un buon bottino di punti alla formazione spagnola, mentre è stato sfortunato nel primo storico Tour de France del team, che ha dovuto abbandonare per una frattura della clavicola il giorno dopo aver ottenuto il suo miglior risultato. La scommessa non è comunque finita, dato che il colombiano ha rinnovato per un ulteriore anno e avrà quindi un’altra possibilità per provare a migliorare il suo rendimento e tornare magari ad alzare le braccia al cielo.
9. Mattia Gaffuri (Team Picnic PostNL): L’impatto con il WorldTour a 26 anni compiuti, oltre al disputare la prima stagione piena tra i professionisti, non deve essere stato semplice da assorbire per il nativo di Erba, che comunque è riuscito a mettersi in evidenza in più giornate grazie soprattutto alle fughe, una delle quali lo ha portato a cogliere un terzo posto di tappa al Tour of the Alps. Buona anche la top-15 finale al Giro di Svizzera, ma purtroppo la sua annata è stata costellata anche da diverse cadute, compresa quella he lo ha costretto a ritirarsi dal suo primo Grande Giro, la Vuelta a España. Nel complesso, comunque, i segnali lanciati sono stati positivi e la speranza è che, con meno sfortuna e più continuità, possa fare altri passi in avanti nel 2027 e dimostrare di poter competere nel ciclismo che conta.
10. Stefan Küng (Tudor Pro Cycling Team): Annata quasi ingiudicabile quella dell’elvetico, che a causa di una caduta alla Omloop Nieuwsblad è dovuto restare ai box per quattro mesi, saltando così in toto il blocco delle classiche di primavera, tra i suoi più importanti obiettivi dell’anno. Di conseguenza, il 32enne ha dovuto anche rinunciare al Tour de France, ma nella seconda parte di stagione è riuscito a trovare una buona condizione e a centrare due vittorie, nella cronometro del Giro di Polonia e in quella della Vuelta a España, mettendosi inoltre in evidenza nella prova in linea del Mondiale con la maglia della nazionale. Inevitabilmente, quindi, il giudizio su questa scommessa deve essere rimandato al 2027.
| Crea la tua Fantasquadra per la stagione di Ciclocross: montepremi fino a 2.000€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |






