Giro d’Italia 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Giro d’Italia 2026.

  • Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike): Che dire, doveva venire al Giro per dominare e lo ha fatto. Senza rivali in salita, l’unica tappa di alta montagna che non vince è quella in cui dà il via libera al suo compagno di squadra. Oggi resta molto presto solo, complice la stanchezza dei suoi compagni di squadra. Ma non è un problema: fa una cronoscalata di 10 chilometri, si toglie tutti di ruota e chiude in bellezza la Corsa Rosa. Tripla corona raggiunta e ora un solo obiettivo: la rivincita al Tour de France.
  • Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team): Nel corso di queste tre settimane abbiamo imparato a darlo per scontato, oscurato dalle gesta straordinarie di Jonas Vingegaard. Tuttavia bisogna sottolineare la grande costanza dell’austriaco che non ha mai perso un colpo, al netto della cronometro ma lo aveva messo in conto. L’unico in grado di poter tentare di reagire agli scatti della Maglia Rosa, senza poi saltare, cresce stagione dopo stagione. Centra il suo primo podio in un Grande Giro, ma non è da escludere che possa ripetersi.
  • Giulio Ciccone (Lidl – Trek): Non siamo stati sempre clementi con lui nel corso di questo Giro d’Italia, ma oggi dobbiamo celebrare la vittoria dell’abruzzese nella classifica degli scalatori del Giro d’Italia. L’obiettivo alla partenza della Corsa Rosa, ma poi succedono tante cose e i piani cambiano. Non sempre perfetto tatticamente, Cicco ha messo ancora una volta in strada grinta e voglia di lottare fino all’ultimo. E chiudere al primo posto in questa classifica, quando Jonas Vingegaard ha vinto su cinque dei sei arrivi in salita del Giro. Non era affatto scontato.
  • Davide Piganzoli (Team Visma – Lease a Bike): Oggi ce lo aspettavamo arrembante per andare alla conquista della Maglia Bianca, ma gli sforzi fatti nelle tre settimane presentano il conto. Un flop sì, ma non cancella lo splendido Giro d’Italia corso dal giovane scalatore azzurro che a questo punto può pensare in grande per il futuro. È riuscito a fare una buona classifica, malgrado il lavoro per Vingegaard e questo è un segnale di un corridore vero che può tornare su queste strade per puntare a togliersi qualche soddisfazione personale.
  • Einer Rubio (Movistar Team): Dopo le polemiche di ieri, il colombiano questa volta viene beffato sulla strada quando, in cima a Piancavallo, non segue l’attacco di Igor Arrieta e Ludovico Crescioli. La ragione? Lo spagnolo era in competizione con lui per la speciale classifica del Km RedBull e con la sua azione è riuscito a raccogliere i punti necessari per superarlo. Anche Rubio ha speso tanto in questo Giro, ma si può parlare di ingenuità: nella seconda scalata di Piancavallo ha chiuso non lontano dai big, a dimostrazione del fatto che la gamba c’era.
  • Stanchezza o rassegnazione?: Sembrava chiaro che Jonas Vingegaard avesse battezzato questa tappa, tuttavia ha sorpreso vedere così poca bagarre per andare in fuga. Chiaro che gli sforzi delle tre settimane si stanno facendo sentire, ma lo stesso valeva per la Visma | Lease a Bike che, infatti, ha lasciato ben presto il danese da solo. Forse non avevano i mezzi oggi per tenere sotto controllo la corsa e magari con un po’ di coraggio in più qualche altro corridore avrebbe potuto vivere una giornata di gloria. Ma dopo tre settimane tutto diventa più difficile.

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