Volta a Catalunya 2026, Evenepoel fa e disfa: attacca negli ultimi 30 km con Vingegaard, ma cade a 500 metri dall’arrivo – Vittoria in volata di Dorian Godon
Finale pazzesco nella terza tappa della Volta a Catalunya 2026. Dopo un attacco nel vento della Red Bull-Bora-hansgrohe che rompe il gruppo in due tronconi, Remco Evenepoel allunga a 28 chilometri dal traguardo e l’unico che riesce a seguirlo è Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), che tuttavia non sempre collabora con il belga, in particolare nel finale. Nonostante questo, i due riescono a prendere un buon margine e, con il ricompattato plotone che fatica a chiudere, arrivano quasi a giocarsi il successo di giornata, ma prima dell’ultima rotonda, a 500 metri dall’arrivo, Evenepoel scivola e Vingegaard rallenta per non approfittarne, venendo ripreso ai -200 metri da un gruppo ormai lanciato in volata.
Ad avere la meglio allo sprint è nuovamente Dorian Godon (Ineos Grenadiers), già vincitore della frazione inaugurale, che si mette alle spalle Ethan Vernon (NSN Cycling Team) e il giovane Noah Hobbs (EF Education-EasyPost). In un finale abbastanza confuso si segnala anche il sesto posto di Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling) e l’ottavo per il primo degli italiani, Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike). Godon mantiene la maglia di leader con 11″ di vantaggio su Evenepoel, che ha guadagnato 3″ di abbuono all’ultimo sprint intermedio (due, invece, i secondi ottenuti da Vingegaard), e 16″ su Pidcock.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Anche stavolta la fuga parte subito e anche oggi c’è Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché), stavolta accompagnato dal compagno di squadra Reuben Thompson. Con lui nuovamente anche Diego Uriarte (Equipo Kern Pharma) e Josh Burnett (Burgos Burpellet BH), mentre a completare il quintetto è Mark Stewart (Modern Adventure Pro Cycling), ma su di loro si porta rapidamente anche Yago Aguirre (Euskaltel-Euskadi), ultimo ad uscire da un gruppo che lascia fare per poco. Il gap supera infatti i due minuti dopo dieci chilometri di gara, ma da quel momento, grazie al lavoro di NSN Cycling Team e Ineos Grenadiers, dietro cominciano ad organizzarsi. Dopo aver concesso un massimo di 3’10” nei primi venti chilometri, il gruppo inizia una prima rimonta già in approccio alla prima salita di giornata, che viene affrontata con un gap di 2’40”.
In cima il distacco è ridotto a 1’50”, restando poi stabile nella breve discesa successiva che porta direttamente ai piedi del secondo GPM di giornata, dove il gruppo non ha intenzione di concedere spazio, tenendo stabile il distacco durante l’ascesa. Con anche il contributo della Uno-X Mobility, la successiva discesa vede invece il plotone avvicinarsi a soli 40″ e, visto il distacco contenuto, quando la strada torna a salire alcuni corridori provano ad allungare per riportarsi sui battistrada, ma vengono subito riassorbiti. L’accelerazione porta però il distacco a dimezzarsi, tuttavia in seguito il gruppo rallenta, anche per via di una caduta che coinvolge anche Jay Vine (UAE Team Emirates XRG), costretto al ritiro. Spezzatosi in due tronconi, ma poi velocemente ricompattatosi, il plotone torna quindi a concedere fino a 1’20” agli attaccanti, entrati negli ultimi 60 chilometri di gara.
L’avvicinamento all’ultimo GPM di giornata vede però la Red Bull-Bora-hansgrohe alzare il ritmo e dimezzare il gap, che lungo la salita resta però stabile prima di calare rapidamente nel corso della successiva discesa, affrontata a tutta dalla formazione tedesca per approcciare in testa gli ultimi 32 chilometri pianeggianti e battuti dal forte vento laterale. Il team di Remco Evenepoel prosegue infatti l’azione una volta giunti in pianura, va a riassorbire gli attaccanti e provoca una frattura in gruppo: davanti restano una quarantina di corridori, compreso ovviamente il belga e Jonas Vingegaad (Visma | Lease a Bike), mentre è attardato nel secondo troncone João Almeida (UAE Team Emirates XRG), con i suoi compagni di squadra che devono dunque impegnarsi per andare a chiudere il buco creatosi.
Per Evenepoel, però, non è ancora abbastanza: il belga si porta in prima posizione e accelera ulteriormente, con il compagno di squadra Mattia Cattaneo a fargli il buco. Ad andare a chiuderlo, non senza sforzo, è proprio Vingegaard, ma a quel punto il campione olimpico decide di insistere, iniziando a guadagnare terreno sulla prima parte del plotone nonostante l’iniziale mancanza di collaborazione del danese. Con il gap salito a 15″, anche Vingegaard inizia a dare qualche cambio e in breve il vantaggio arriva a toccare i 25″, anche perché alle loro spalle, dopo che la UAE è riuscita a ricucire la frattura in gruppo, si fatica a trovare l’accordo per iniziare a imbastire l’inseguimento. Alla fine, è ancora la UAE a prendersi la responsabilità, soprattutto con Brandon McNulty, che infatti si prende il secondo di abbuono residuo al traguardo volante di Reus, dove Evenepoel era transitato davanti a Vingegaard.
In seguito, anche Ineos Grenadiers, NSN Cycling Team, Lidl-Trek ed EF Education-EasyPost mettono i loro uomini a tirare il gruppo, ma a dieci chilometri dal traguardo la coppia di testa ha ancora 18″ di margine. Vingegaard, però, smette nuovamente di collaborare ed Evenepoel, poco contento di questo, sembra quindi rialzarsi, ma subito dopo riaccelera e prova a sorprendere il danese, che tuttavia non si fa cogliere impreparato. Senza più chiedere cambi, il belga decide di tenere alta l’andatura per tentare di resistere al ritorno del plotone, che fatica a guadagnare terreno nei chilometri finali e si presenta alla flamme rouge con ancora 10″ di ritardo. Sembra ormai fatta per la coppia di testa, tuttavia a 500 metri dal traguardo accade l’incredibile: Evenepoel non vede una buca e cade, Vingegaard sceglie di non approfittarne e si rialza e il gruppo riesce ad andare a riassorbire il danese a 200 metri dall’arrivo, con la volata già lanciata da Dorian Godon (Ineos Grenadiers), che si conferma in ottima condizione e va a cogliere il successo.
Risultati e Classifiche Tappa 3 Volta a Catalunya 2026
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