Tour of the Alps 2026, lunga volata di forza di Tom Pidcock! 2° Tommaso Dati, poi Egan Bernal e Luca Paletti – Giulio Pellizzari resta leader

Tom Pidcock si prende la sua rivincita al Tour of the Alps 2026. Un successo netto quello del portacolori della Pinarello – Q36.5 Pro Cycling che inizia lo sprint prima dell’ultima curva, allungando irrimediabilmente il gruppo per prendersi una bella vittoria davanti a Tommaso Dati (Team Ukyo), che parte troppo dietro, dovendosi così accontentare di una seconda posizione comunque prestigiosa, davanti a Egan Bernal (Ineos Grenadiers) e Luca Paletti (Bardiani CSF 7 Saber). Il colombiano guadagna così quattro secondi di abbuono, ma al comando della generale di una corsa oggi pesantemente condizionata da una caduta in partenza è sempre Giulio Pellizzari (Red Bull – Bora – hansgrohe). Alle sue spalle resta Thyman Aarensman (Ineos Grenadiers), distanziato quattro secondi, mentre Bernal sale in terza posizione, a pari tempo con Mattia Gaffuri (Team Picnic PostNL), ovvero sei secondi.

Il video dell’arrivo

Il racconto della tappa

Partenza purtroppo agitata per la frazione, che dopo due chilometri vive una maxi-caduta nella pancia del gruppo. Tanti i corridori coinvolti, alcuni bisognosi di soccorso e così la giuria decide per l’interruzione immediata della tappa. Si ripartirà dopo 21 minuti, con 6 corridori in meno: Victor Langellotti (INEOS Grenadiers), Lorenzo Finn (Red Bull-Bora-Hansgrohe), Felix Engelhardt (Jayco Alula), Lorenzo Nespoli (MBH Bank CSB Telecom Fort), Damien Howson (Pinarello-Q36.5) e Daniel Federspiel (Austria). Più tardi, poi, lasceranno la corsa per via delle conseguenze della caduta anche Ulrik Tvedt (Team Picnic Postnl) e Manabu Ishibashi (Team UKYO).

Una volta ripartiti, però, i corridori fanno subito sul serio, con un ritmo molto elevato e una serie di attacchi. Nessuno riesce però a scavare un solco rispetto al gruppo prima del km 30, quando, lungo le prime rampe del Passo Castrin, ad avvantaggiarsi sono Florian Stork (Tudor), Peter Øxenberg (INEOS Grenadiers), Sam Oomen (Lidl-Trek), Sean Quinn (EF Education-Easypost), Finlay Pickering (Jayco Alula), Gijs Leemreize (Picnic Postnl), Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta) e Nicolò Garibbo (Team UKYO). Per loro maturano anche 30” di vantaggio, ma il gruppo non è intenzionato a lasciarli andare e, sulla spinta della Red Bull-Bora-hansgrohe, l’azione viene neutralizzata.

Si prosegue quindi con il gruppo compatto, anche se già selezionato per via del forte ritmo di gara. A ridosso del GPM ci riprova nuovamente Sam Oomen (Lidl-Trek). Tra i più attivi nel cercare la fuga, malgrado fosse rimasto coinvolto nella maxi-caduta di inizio tappa, l’ex promessa neerlandese questa volta si muove assieme all’irlandese Darren Rafferty (EF Education – Easy Post). I due restano con una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo fino allo scollinamento, ma in discesa riescono ad allungare fino a guadagnare 2’30”.

Dietro è sempre la Red Bull-Bora-hansgrohe a controllare l’andatura, imponendo un ritmo regolare, senza strappi. Salendo verso Andalo, la situazione non cambia: la coppia al comando prosegue con un buon accordo, mentre gli inseguitori sembrano avere sotto controllo la situazione. In vista del GPM, Christopher Juul-Jensen (Team Jayco – Alula) esce dal gruppo in contropiede, ma nessuno lo segue. Il danese resta a bagnomaria nel tratto in discesa e si rialza in vista del traguardo volante di Ponte Arche.

L’atmosfera complessivamente tranquilla in gruppo cambia a circa 40 chilometri dall’arrivo, quando gli uomini della Pinarello Q36.5 Cycling Team si portano in testa a dar man forte agli uomini di Pellizzari. Il ritmo aumenta, seppur in maniera contenuta a causa del vento contrario che complica la marcia dei corridori. I due battistrada riescono comunque a tenere un buon vantaggio nel corso della salita successiva. La situazione cambia tuttavia completamente nella discesa che porta ai piedi della salita verso Tenno, con i battistrada che arrivano all’imbocco con meno di un minuto di vantaggio.

Quando il gap scende a 40 secondi, grazie anche al nuovo ritmo imposto da Giovanni Aleotti (Red Bull – Bora – hansgrohe) a muoversi è Juan Felipe Rodriguez (EF Education – EasyPost), creando così immagini sorprendenti visto che a fare gran parte del lavoro in testa alla corsa è il suo compagno Rafferty. Il giovane colombiano non viene lasciato andare, venendo ripreso poco prima dello scollinamento, dove la coppia al comando conserva meno di venti secondi di margine. Nella discesa si vede davanti Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5) che prova a tenere alto il ritmo, avvicinandosi ulteriormente ai due uomini in testa, che vengono così ripresi a poco più di tre chilometri dalla conclusione.

Subito prova a muoversi Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), subito seguito da Pidcock, che non vuole rinunciare al suo ruolo di favorito. I due guadagnano qualche metro prima che sia la Ineos Grenadiers a chiudere, piuttosto rapidamente. A seguire ci prova Egan Bernal (Ineos Grenadiers), ma arriva la pronta reazione degli uomini Tudor Pro Cycling che decidono di prendere in mano la corsa, entrando in testa nell’ultimo chilometro. Gli uomini della formazione elvetica vengono tuttavia sovrastati da Pidcock, che in vista dell’ultima curva parte lunghissimo, assicurandosi una posizione privilegiata che gli consente di imporsi nettamente su Tommaso Dati (Team Ukyo), che partito troppo presto deve accontentarsi della seconda posizione, davanti a Bernal e Luca Paletti (Bardiani CSF 7 Saber).

Risultato e Classifiche Tappa 3 Tour of the Alps 2026

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