Tour de France 2025, battaglia a tutto spiano sul Mont Ventoux! Valentin Paret-Peintre si prende la tappa, Jonas Vingegaard attacca più volte ma non stacca mai Tadej Pogacar
Gran battaglia per aprire la terza settimana del Tour de France 2025. Al termine di una lunga serie di scatti e accelerazioni, ad imporsi in volata sul Mont Ventoux è Valentin Paret-Peintre che regola in rimonta Ben Healy, mentre fra i big Jonas Vingegaard prova a più riprese ad attaccare Tadej Pogacar, con lo sloveno che a sua volta prova due scatti decisi, ma il danese non si fa staccare e i due concludono assieme. Dopo aver inizialmente provato a gestire gli attacchi, la UAE Team Emirates XRG finisce per lasciare che ad allungare siano 35 uomini, che guadagnando abbastanza per riuscire a giocarsi la tappa, seppur con un margine ridotto. A completare il podio di giornata è così Santiago Buitrago, mentre la Maglia Gialla chiude in quinta posizione, a 43 secondi dal vincitore, anticipando di due secondi il suo rivale. Più lontani gli altri uomini di classifica, partendo da Primoz Roglic, che si gestisce bene e chiude a 1’51”, poco davanti il suo compagno Florian Lipowitz, per il quale si sacrifica aiutandolo a staccare Oscar Onley e rafforzare Maglia Bianca e podio.
Il video dell’arrivo
https://www.youtube.com/watch?v=Iz6jsd_HoGA
Il racconto della tappa
Partenza lanciata e subito numerosi attacchi. Il primo a muoversi è Wout Van Aert (Visma|Lease a Bike), a cui però non viene lasciata libertà. Dopo una dozzina di chilometri di lotta, riescono ad avvantaggiarsi Xandro Meurisse (Alpecin-Deceuninck), Marco Haller (Tudor Pro Cycling Team) e Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team). Dietro si reagisce, con Van Aert ancora attivo, oltre a Mauro Schmid (Jayco-AlUla) e Harold Tejada (XDS Astana), insieme ad altri corridori, ma iniziano a vedersi maglie della UAE Emirates XRG nelle prime posizioni, con la funzione “anti-fuga”.
Qualche secondo lo prende anche Benjamin Thomas (Cofidis), ma altri tentativi alle sue spalle fruttano solo la cancellazione del piccolo margine che il francese era riuscito a crearsi. Davanti, intanto, Haller, Hirschi e Meurisse procedono regolari e riescono a mettere un minuto fra loro e il gruppo, dove ci prova Alexandre Delettre (TotalEnergies), sul quale Nils Politt (UAE Emirates XRG) monta però una feroce marcatura.
La UAE non sembra intenzionata ad autorizzare altri movimenti in uscita, ma altre squadre non vogliono rassegnarsi: prima la Jayco-AlUla prova un attacco combinato con Mauro Schmid e Luke Plapp, sui quali Politt effettua una chiusura spaventosa, e poi tocca alla Movistar provare una serie di manovre, sempre controbattute dagli uomini della UAE. Politt fa capire anche a occhiate e gesti che non è d’accordo con i vari attacchi che si stanno verificando e, in tutta risposta, gli attacchi continuano, con, in particolare, le maglie della Movistar molto attive.
Sono gli uomini della Visma|Lease a Bike comunque a dare lo strappo giusto, prima con Van Aert e poi con Victor Campenaerts, la cui trenata porta quella che è diventata la parte anteriore del gruppo a raggiungere Hirschi, Haller e Meurisse. Si forma così un gruppo di 35 corridori: Pavel Sivakov (UAE Team Emirates XRG), Marc Soler (UAE Team Emirates XRG), Tiesj Benoot (Team Visma | Lease a Bike), Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike), Pascal Eenkhoorn (Soudal Quick-Step), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step), Ben Healy (EF Education-EasyPost), Louis Barré (Intermarché-Wanty), Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), Fred Wright (Bahrain Victorious), Thymen Arensman (INEOS Grenadiers), Toms Skujiņš (Lidl-Trek), Clément Russo (Groupama-FDJ), Xandro Meurisse (Alpecin-Deceuninck), Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team), Marco Haller (Tudor Pro Cycling Team), Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team), Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling Team), Ewen Costiou (Arkéa-B&B Hotels), Raúl García Pierna (Arkéa-B&B Hotels), Enric Mas (Movistar Team), Gregor Mühlberger (Movistar Team), Alex Aranburu (Cofidis), Clément Champoussin (XDS Astana Team), Simone Velasco (XDS Astana Team), Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies), Pavel Bittner (Team Picnic PostNL), Michael Woods (Israel – Premier Tech), Krists Neilands (Israel – Premier Tech), Jarrad Drizners (Lotto Cycling Team), Brent Van Moer (Lotto Cycling Team), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility).
A questi provano ad aggiungersi Jonas Rickaert (Alpecin-Deceuninck) e Emiel Verstrynge (Alpecin-Deceuninck), che restano a lungo ad inseguire con un distacco di trenta secondi. Vana invece l’azione di Jonathan Milan (Lidl-Trek), che parte troppo tardi assieme a Biniam Girmay (Intermarché-Wanty), con i due che puntano al traguardo volante, ma devono rialzarsi dopo qualche minuto. A tirare il gruppo intanto è il solo Nils Politt (UAE Team Emirates XRG), che lentamente perde terreno fino ad arrivare a sfiorare i sette minuti ai piedi dell’ascesa finale, dove arrivano a fare l’andatura gli uomini della Visma | Lease a Bike.
Davanti nel frattempo la fuga è esplosa, con una azione di Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling) che porta con i sé i soli Fred Wright (Bahrain Victorious), Thymen Arensman (INEOS Grenadiers), Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team), Enric Mas (Movistar Team), Simone Velasco (XDS Astana Team), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) e inizialmente anche Pascal Eenkhoorn (Soudal Quick-Step), che tuttavia si rialza per attendere i compagni. Dietro di loro gli altri faticano a trovare una intesa e vengono ripresi dalla coppia Alpecin-Deceuninck, attestandosi poi attorno ai 90 secondi di ritardo, grazie soprattutto al lavoro dei Soudal.
Già prima che inizi la salita vera e propria davanti si sfila Trentin, che esaurisce il lavoro al servizio del due volte iridato, mentre Abrahamsen prova uno scatto della disperazione prima di essere ripreso e staccato. Perde contatto anche Velasco e davanti restano i soli Alaphiippe, Arensman e Mas, con lo spagnolo che prova rapidamente ad allungare da solo, appena viene informato del forcing del gruppo.
Mentre Mas si isola al comando, con Arensman e Alaphilippe che provano in qualche modo a contenere i danni, dietro loro emerge inzialmente Paret-Peintre, ma il francese viene poi raggiunto da Healy, che porta con sé Woods e Buitrago. Ancora più dietro il gruppo esplode per il forcing di Wout Van Aert, poi per quello di Sepp Kuss. A restare con l’americano sono appena una decina di corridori, tra i quali non ci sono Felix Gall (Decathlon Ag2r La Mondiale) e Jordan Jegat (TotalEnergies).
Con il leader Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), restano dunque i soli Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike), Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), Adam Yates (UAE Team Emirates XRG), Simon Yates (Team Visma | Lease a Bike), Primož Roglič (Red Bull – BORA – hansgrohe), Florian Lipowitz (Red Bull – BORA – hansgrohe), Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels), Oscar Onley (Team Picnic PostNL), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e Carlos Rodríguez (INEOS Grenadiers), con quest’ultimo che si muove per primo, quando vede che il ritmo di Kuss cala un po’, consentendo alcuni rientri. Lo spagnolo tuttavia ha appena il tempo di guadagnare una manciata di secondi che, a otto chilometri dal traguardo, arriva il primo scatto di Jonas Vingegaard, seguito dal solo Tadej Pogacar, mentre inizialmente Primoz Roglic sembra trovare la gamba per restare a contatto, prima di sfilarsi e attendere il compagno Lipowitz, che si gioca con Onley la Maglia Bianca e il podio. Più indietro invece Vauquelin, che deve difendersi e sale regolare.
Rimasti soli i due sfidanti trovano i compagni Benoot e Soler, ma solo il belga ha le forze per aiutare il proprio capitano, che resta a ruota prima di piazzare un nuovo scatto a 7 chilometri dalla conclusione. Anche stavolta la risposta della Maglia Gialla è immediata. I due stavolta riprendono Campenaerts, a sua volta pronto a tenere alto il ritmo in favore di Vingegaard. Il belga permette al suo leader di rifiatare e con il distacco ormai ridotto a meno di tre minuti, anche la vittoria di tappa è in discussione, anche perché ormai Mas è stato ripreso e staccato da Healy e Paret-Peintre, che dopo essersi scattati in faccia finiscono per rallentare e darsi battaglia anche nervosa.
Esaurito il lavoro del compagno, Vingegaard prova una terza accelerazione, nuovamente prontamente seguita da un Tadej Pogacar che per il momento resta fisso alla ruota del rivale. Davanti invece il gioco tattico permette il rientro anche di Santiago Buitrago a 1500 metri dalla vetta, quando il gap è sceso a 1’30” e arriva il primo scatto della Maglia Gialla. Un colpo profondo, che tuttavia non gli permette di staccare Vingegaard, che risponde e subito rilancia, con i due che a quel punto arrivano ad avere meno di un minuto di ritardo a poco più di un chilometro dall’arrivo.
Malgrado un nuovo scatto di Paret-Peintre, che fa fuori Enric Mas, alla flamme rouge il distacco scende a 45 secondi e il tempo dei tatticisi è necessariamente finito. A sancire la vittoria della fuga è il rientro di Ilan Van Wilder, che si porta subito in testa a tenere alto il ritmo per il compagno Valentin Paret-Peintre,che può così scegliersi la posizione ideale in gruppo, a ruota di Ben Healy. L’irlandese finisce così nella morsa dei rivali e sbaglia i tempi della volata, partendo troppo presto. La sua accelerazione fa male a Buitrago, ma non basta per superare Paret-Peintre, che nella volata finale riesce a spuntarla proprio all’ultima curva, regalando alla Francia il primo successo in questa edizione (che sarebbe stata solamente la terza della storia senza trionfi dei padroni di casa).
Dopo essersi studiati, anche i due big provano nuovamente ad attaccarsi, ma ormai si è capito che il Mont Ventoux non andrà ad intaccare lo status quo. La loro volata finale gli permette così di riprendere Mas e chiudere rispettivamente quinto e sesto, con due secondi di differenza figli dell’esplosività dello sloveno, che non cambiano il giudizio di parità per quanto riguarda la prestazione odierna.
Risultato e Classifiche Tappa 16 Tour de France 2025
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