Milano-Torino 2026, Tom Pidcock stacca tutti a Superga! 4° Giulio Pellizzari

Tom Pidcock si prende la Milano – Torino 2026. Esplosa già sulla prima scalata di Superga, la corsa si decide nell’ultimo chilometro, con un allungo micidiale del britannico al quale i rivali non possono rispondere. Ultimo a cedere è Tobias Johannessen, che prova invano a rientrare, dovendosi poi accontentare della seconda posizione, tenendosi alle spalle Primoz Roglic, primo dei big a rompere gli indugi, partendo già a 20 chilometri dall’arrivo. Quarta posizione invece per un sofferente Giulio Pellizzarri, costretto a una rincorsa costante non avendo le gambe per i cambi ritmo dei rivali. In top10 anche Lorenzo Fortunato (XDS Astana) e Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Fort), rispettivamente ottavo e nono.

Il video dell’arrivo

Il racconto della gara

Le prime fasi di corsa sono molto veloci, con una lunga serie di scatti che non riescono tuttavia a concretizzarsi. Un primo allungo arriva dopo dieci chilometri di gara, con Renato Favero (Biesse Carrera Premac), Jonas Rutsch (Lotto Intermarché), Andrea Pietrobon (Team Polti VisitMalta) e Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies) che guadagnano un massimo di dieci secondi prima di essere ripresi. Lo scatto successivo è ad opera di Matvey Boldyrev (UAE Team Emirates XRG) e Aidan Buttigieg (Team Polti VisitMalta), ma anche la loro azione ha vita brevissima. Dopo 45 chilometri di gara nasce finalmente la fuga di giornata, composta da Patrick Konrad (Lidl-Trek), Andrea Pietrobon (Team Polti VisitMalta), Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies), Adrien Maire (Unibet Rose Rockets), Alessandro Milesi (Biesse Carrera Premac) e Valentin Ferron (Cofidis), che hanno subito il benestare del gruppo.

Al primo rilevamento il vantaggio è di 40 secondi, salendo poi in poco tempo sopra il minuto, ma a quel punto la Red Bull – Bora – hansgrohe si mette subito a controllare quando il gap arriva a 90 secondi. I battistrada chiudono così la prima ora di gara alla media di 52,6 chilometri, ma non possono rilassarsi perché dietro di loro il gruppo mantiene un ritmo molto elevato. La situazione resta come cristallizzata fino a pochi chilometri dal circuito finale, con il gruppo che aumenta il ritmo in vista della lotta per le posizioni, dopo che anche Pinarello – Q36.5 e UAE Team Emirates XRG danno il loro contributo per ridurre il vantaggio già esiguo degli attaccanti.

I battistrada iniziano così la prima scalata con un vantaggio di appena 23 secondi, che chiaramente vengono colmati velocemente grazie al ritmo della Red Bull – Bora – hansgrohe, con Pietrobon ultimo ad arrendersi dopo aver staccato progressivamente tutti gli altri di ruota. Dopo il lavoro dei compagni, non tarda ad arrivare il primo attacco fra i big, con Primoz Roglic che sorprende tutti partendo a oltre 20 chilometri dalla conclusione. Su di lui si riporta subito Alexander Jefferson Cepeda (EF Education – EasyPost), mentre dietro di loro Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5) parte con un tempo di ritardo, trovandosi così ad inseguire, con Cian Uijtdebroeks (Movistar Team) alla sua ruota. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) lascia invece fare, accodandosi a Jan Christen (UAE Team Emirates XRG), che prova a chiudere.

Le prime due coppie scollinano con pochi secondi di differenza, unendosi sin dalle prime rampe della discesa. L’azione è interessante, ma la spinta viene meno e sul quartetto appena formatosi rientrano Johannesen e Christen, accompagnati da Alex Baudin (EF Education – EasyPost), Carlos Verona (Lidl-Trek), Giulio Pellizzari (Red Bull – Bora – hansgrohe), Lorenzo Fortunato (XDS Astana) e Simone Gualdi (Lotto Intermarché). In superiorità numerica, la Red Bull – Bora – hansgrohe lancia Boichis, che rapidamente guadagna venti secondi nel corso della discesa, mentre di suoi compagni fanno da stopper ai vari tentativi di contropiede alle sue spalle.

Primo a rientrare sugli inseguitori è Diego Ulissi (XDS Astana), che a sua volta prova subito a rilanciare, senza fortuna. Poco dopo arriva anche il gruppo, tirato a spron battuto dalla Uno-X Mobility. Il vantaggio di Boichis finisce così per crollare nel tratto di pianura, tanto che il giovane francese viene ripreso non appena si torna a salire, con la Movistar che prende in mano la situazione grazie a Natnael Tesfatsion e Jefferson Alveiro Cepeda, facendo nuovamente esplodere il gruppo, ridotto nuovamente a una dozzina di corridori a quattro chilometri dalla conclusione.

I nomi nuovi davanti son quelli di Sebastian Berwick (Caja Rural-Seguros RGA), Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort), e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), mentre rispetto alla tornata precedente mancano Gualdi, Boichis e Verona. Il gruppetto tuttavia dura poco perché Cian Uijtdebroeks (Movistar Team) prova l’allungo per concretizzare il lavoro dei compagni, subito seguito da Pidcock. Al primo tentativo il gruppo resta in qualche modo assieme, ma al secondo scatto del belga con lui restano i soli Pidcock, Cepeda, Johannessen e Roglic, con quest’ultimo che prende di petto la situazione imprimendo un ritmo serrato che manda in difficoltà Cepeda e Uijtdebroeks.

In vista dell’ultimo chilometro lo sloveno deve però rifiatare, permettendo agli altri due di rientrare. Uijtdebroeks decide così di riprovarci, ma Roglic lo segue immediatamente, portandosi appresso gli altri. Il belga resta così davanti fino a 500 metri dalla conclusione, quando Pidcock decide di piazzare la sua stoccata e stavolta non ce n’è per nessuno. Johannessen fiuta il pericolo e prova a seguirlo, staccandosi di ruota gli altri, ma senza riuscire a chiudere il gap. A vincere è così Pidcock, che si impone a braccia alzate anticipando di una manciata di secondi Johannessen e Roglic, mentre dietro di loro sbuca Pellizzari, che salendo a ritmo regolare rimonta gran parte dei rivali per prendersi la quarta posizione.

Risultato Milano-Torino 2026

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