Giro d’Italia 2023, Filippo Zana supera Thibaut Pinot! Roglic attacca, Thomas lo segue, Almeida perde 21″

Altra fuga e altra vittoria italiana al Giro d’Italia 2023. La prima delle tre tappe conclusive di montagna vede dunque il successo di Filippo Zana al termine di una lunga fuga, battendo di misura Thibaut Pinot, anche oggi molto generoso, facendo la selezione sulla penultima salita di giornata, il duro muro di Coi. Sul podio di giornata chiude invece Warren Barguil (Arkéa-Samsic), a 50 secondi dalla coppia di testa. Sesto invece Marco Frigo (Israel – Premier Tech). Tra i big stavolta è Primoz Roglic ad attaccare, ma Geraint Thomas si fa trovare nuovamente pronto, arrivando con lui al traguardo, dove Joao Almeida paga invece un ritardo di 21 secondi. La nuova generale vede così il leader della Ineos Grenadiers con un vantaggio di 29 secondi su Roglic e 39 su Almeida.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Sono i tanti i corridori e le squadre che hanno voglia di mettersi in mostra in questa frazione. Dopo tre chilometri dal via si crea un gruppetto di una quindicina di corridori che prova ad allungare rispetto al gruppo principale sotto l’impulso di Gianni Moscon (Astana Qazaqstan), ma il plotone va velocemente a chiudere. A quel punto comincia tutta una lunga fase di scatti per cercare di portare via un nuovo drappello: in questa fase tra le formazioni più attive ci sono la Astana Qazaqstan, la Movistar e il Team Jayco-AlUla, mentre Ben Healy (EF Education-EasyPost) predala attento nelle prime posizioni con la sua Maglia Azzurra.

Dopo 25 chilometri si crea un quintetto al comando comprendente Jack Haig (Bahrain-Victorious), Luis León Sánchez (Astana Qazaqstan), Healy, Davide Gabburo (Green Project-Bardiani CSF-Faizané) e Alexandre Delettre (Cofidis), ma dietro sono in tanti a volersi riportarsi su di loro. I cinque vengono, quindi, ripresi prima dell’inizio della salita verso il Passo della Crosetta. Sulle prime rampe di giornata, continuano gli scatti e il gruppo Maglia Rosa comincia ad assottigliarsi sempre di più, con anche Healy che finisce per farsi trovare in difficoltà.

A 130 chilometri si avvantaggia un gruppetto comprendente Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), Aurélien Paret-Peintre (Ag2r Citrone), Haig, Filippo Zana (Jayco-AlUla), Derek Gee, Marco Frigo (Israel-PremierTech), Alessandro Tonelli (Green Project-Bardiani CSF-Faziané) e Vadim Pronskiy (Astana Qazaqstan), con la Jumbo-Visma che si mette in testa al gruppo Maglia Rosa a tirare. Non tutti, però, sono soddisfatti di questa situazione e Lorenzo Fortunato (Eolo-Kometa) e Matthew Riccitiello (Israel-PremierTech) si riportano davanti. Poco dopo provano ad uscire dal gruppo anche Andrea Leknessund (DSM), Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) e Nicolas Prodhomme (Ag2r Citroen); il movimento del norvegese scatena la reazione del gruppo che va subito a chiudere su tutti gli attaccanti.

A questo punto rilanciano Frigo e Gee che tornano a guadagnare qualcosa sul gruppo, raggiunti presto da Pinot, Zana e Paret-Peintre, mentre Pronskiy fatica a riportarsi sotto. Dopo qualche chilometro di calma, Veljko Stojnic (Corratec-Selle Italia) prova a fuoriuscire dal gruppo, portandosi dietro Warren Barguil (Arkéa-Samsic), Haig e Fortunato. Su di loro rientra presto anche Stephen Williams (Israel-PremierTech). La calma, però, dura poco: Thymen Arensman e Laurens De Plus (Ineos Grenadiers) alzano, infatti, il ritmo a circa 2 chilometri dal GPM, mettendo il gruppo già ridotto in fila indiana e costringendo altri uomini ad alzare bandiera bianca. In breve il gruppo va a riprendere i contrattaccanti, dai quali rilancia l’azione Barguil riportandosi su Pronskiy.

Al termine della breve discesa il gruppo sembra rallentare un po’, ma i corridori ancora non sono domi: provano ad attaccare, infatti, Tonelli ed Edoardo Zambanini (Bahrain-Victorious), ma a loro si aggiunge anche Leknessun; ancora una volta, quindi, il gruppo reagisce, prima di tornare a rallentare il passo. A 105 chilometri dalla conclusione Barguil e Pronskiy riescono a riportarsi davanti. Nel frattempo il ritardo del gruppo si stabilizza attorno ad 1’45”. Al secondo GPM di giornata, conquistato come quello precedente da Pinot, il vantaggio dei fuggitivi arriva a supera di poco i due minuti e continua a crescere nei chilometri successivi, fino a raggiungere i sei minuti nel corso del falsopiano che porta a Forcella Cibiana.

A quel punto uomini Bora-hansgrohe e UAE Team Emirates si portano in testa per limitare il vantaggio di Pinot, anche se il ritmo non sale ancora in maniera così significativa. Davanti invece il francese continua ad essere molto attivo, provocando il cedimento di Pronskiy. Il gap si attesta così nuovamente intorno ai sei minuti, finché a tre chilometri dal GPM non arrivano gli uomini Ineos Grenadiers a tirare. Una accelerazione secca da parte della formazione britannica che provoca una forte selezione, riducendo a 4’28” il ritardo allo scollinamento. Nella discesa davanti è Barguil a fare l’andatura, mandando in difficolta Frigo, costretto poi a spendere energie preziose nel breve tratto in falsopiano che porta al temuto Coi, penultima salita di giornata, che presenta pendenze proibitive.

È qui che Pinot e Zana si isolano al comando, con il campione italiano bravo a seguire le sfuriate del transalpino, concedendo qualche cambio al momento giusto. Fanno invece più fatica gli altri, con Paret-Peintre e Frigo primi a staccarsi, imitati poco più tardi da Gee e Barguil, ultimo ad arrendersi. Da quel momento davanti si prosegue con questo schema fino al traguardo, malgrado un tentativo di rimonta di Barguil nella breve discesa che porta allo strappo conclusivo. Proseguono dunque assieme fino all’arrivo Pinot e Zana, con l’azzurro fisso a ruota del campione francese, soprattutto negli ultimissimi chilometri, uscendo dalla sua ruota solo al momento dello sprint decisivo, che lo vede imporsi a braccia alzate.

Nel frattempo è scoppiata anche la bagarre fra i big, grazie ad un forcing improvviso della Jumbo-Visma a 8 chilometri dalla conclusione. La sferzata di Sepp Kuss manda in frantumi il gruppo, con solamente tre corridori in grado di seguirlo: Primoz Roglic, Geraint Thomas ed Eddie Dunbar. Non riesce invece a tenere l’andatura Joao Almeida, che trova tuttavia il provvidenziale supporto di Jay Vine, capace di impostare un ottimo ritmo alle spalle dei rivali. L’australiano organizza così un inseguimento che consente di limitare i danni in cima ad appena una manciata di secondi, dopo che erano stati anche dodici. Con la coppia UAE Team Emirates resiste quasi fino in cima anche Andreas Leknessund, mentre Thyman Arensman chiede troppo al suo fisico nel voler provare a rientrare sul quartetto tirato da Kuss e viene respinto, non riuscendo poi neanche a seguire il gruppetto di Almeida, del quale solo brevemente hanno fatto parte anche Einer Rubio (Movistar) e Damiano Caruso (Bahrain-Victorious).

In vista del GPM arriva invece lo scatto di Roglic, prontamente seguito da Thomas. Dopo averli inizialmente lasciati andare, seguendo Dunbar, su di loro rientra poi uno splendido Kuss, mentre l’irlandese non riesce più a tenere l’andatura e viene ripreso dalla coppia UAE, rimasta ormai da sola. Nella discesa Almeida si avvicina, ma, complice anche un errore di traiettoria di Vine, non riesce mai a chiudere del tutto, arrivando al muro finale con un gap ancora di una manciata di secondi. Quando su di lui rientra Vine i due sembrano nuovamente avvicinarsi, ma intanto anche Thomas sta collaborando per tenere a distanza il portoghese e il ricongiungimento fallisce in maniera definitiva quando ormai anche Vine esaurisce le energie. A quel punto Almeida deve provare a tenere da solo il ritmo dei rivali, ma progressivamente perde terreno, fino a giungere al traguardo con un gap di 21 secondi.

Risultato Tappa 18 Giro d’Italia 2023

Classifiche Giro d’Italia 2023

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