Presentazione Percorso e Favoriti UAE Tour 2026
La stagione World Tour prosegue con l’UAE Tour 2026. La corsa emiratina, erede di Dubai Tour e Abu Dhabi Tour, giunge alla sua ottava edizione, in programma da lunedì 16 a domenica 22 febbraio. Anche quest’anno, la competizione prevede una cronometro individuale e due arrivi in salita, tra cui l’inedita, terribile asperità di Jebel Mobrah, oltre a una serie di appuntamenti che ingolosiranno i velocisti. In assenza di Tadej Pogačar, recordman di vittorie con tre edizioni nella sua bacheca, i pronostici per il vincitore sono abbastanza aperti e la corsa può riservare diverse sorprese, magari incoronando qualche nome nuovo come avvenne per Lennert Van Eetvelt nel 2024.
HASHTAG UFFICIALE: #UAETour
Albo d’Oro UAE Tour
2025 POGAČAR Tadej
2024 VAN EETVELT Lennert
2023 EVENEPOEL Remco
2022 POGAČAR Tadej
2021 POGAČAR Tadej
2020 YATES Adam
2019 ROGLIC Primoz
Percorso UAE Tour 2026
Si comincia con i 144,7 chilometri tracciati da Madinat Zayed Majis al Liwa Palace. Gli organizzatori la annunciano come la “tappa del deserto”, visto lo scenario in cui si correrà. I primi 45 chilometri saranno su un lungo stradone, dritto e pianeggiante. Si entrerà poi nella zona delle dune, dove si affronterà per due volte il breve anello di Moreeb, lungo 18,1 chilometri e caratterizzato dalla presenza di diversi brevi strappi, oltre che di discese altrettanto brevi e ripide. Usciti dal circuito delle dune, si farà rotta verso l’arrivo, di nuovo su asfalto decisamente pianeggiante e veloce.
La seconda frazione avrà subito un peso per la classifica generale, dato che sull’Isola di Al Hudayriyat andrà in scena una cronometro individuale, lunga 12,2 chilometri. Di fatto, è una prova completamente pianeggiante, quasi tutta da svolgersi con vista mare, in cui lo sforzo massimale sarà interrotto solo una decina di curve, alcune di queste con angoli molto pronunciati. La terza tappa sarà altrettanto “pesante” per l’economia della gara: si parte da Umm Al Quwain e si arriva sull’inedita cima di Jebel Mobrah, dopo 183 chilometri. Dopo una lunga marcia di avvicinamento senza difficoltà, le cose si fanno complicate entrando negli ultimi 20 chilometri; un primo “rimbalzo” verso l’alto sarà seguito da una breve discesa, che porterà poi ai piedi della salita finale, che si annuncia durissima. Si tratta di 15 chilometri di ascesa, con la prima parte contraddistinta da una pendenza media del 7 per cento e la seconda metà, 6 chilometri circa, che prevede un gradiente medio del 12 per cento; nel finale ci sono inoltre punti che arrivano al 17 per cento di pendenza.
La quarta giornata di gara richiamerà al lavoro i velocisti. Partenza e arrivo a Fujairah, 182,7 chilometri da affrontare e poche difficoltà altimetriche da assorbire. Ci si muoverà principalmente su strade larghe e pianeggianti, con pochi cambi di direzione. Un fattore, in base a quelle che potranno essere le condizioni meteo, potrà essere il vento, dato che il gruppo si troverà ad affrontare spesso punti esposti, in particolare nella parte centrale di gara. Ci si potrà poi attendere fondamentalmente lo stesso copione il giorno successivo, quando ci si muoverà interamente sulle strade dell’Emirato di Dubai: partenza dal Parco Al Manzar, arrivo all’Università Hamdan Bin Mohammad e in mezzo 166 chilometri senza particolari difficoltà da affrontare.
La sesta tappa, lunga 168 chilometri, sarà quella che emetterà con ogni probabilità i definitivi verdetti per la classifica generale: si parte dal Museo Al Ain e si arriva a Jebel Hafeet, ascesa che, diversamente da quella dove si concluderà la terza frazione, è ormai ben nota ai corridori e agli appassionati. La tappa sarà “unipuerto”, cioè tutta pianeggiate fino all’imbocco della salita conclusiva, che si snoda per 10 chilometri su una sede stradale molto larga. La pendenza si aggira fra l’8 e il 9 per cento, con punte che toccano l’11; l’ultimo chilometro prevedere poi un brevissimo tratto di respiro prima dell’impennata conclusiva. La settima e ultima frazione sarà di nuovo trippa per velocisti, che, dopo la partenza dal Museo Nazionale Zayed, guarderanno all’arrivo frontemare di Abu Dhabi Breakwater con la ferma intenzione di lasciare il loro segno: i 149 chilometri previsti sono a dir poco lisci e la volata pare una conclusione inevitabile.
Tappe UAE Tour 2026
Tappa 1 (16/02): Madinat Zayed Majis – Liwa Palace (144 km)
Tappa 2 (17/02): Al Hudayriyat Island – Al Hudayriyat Island (12,2 km)
Tappa 3 (18/02): Umm Al Quwain – Jebel Mobrah (183 km)
Tappa 4 (19/02): Fujairah – Fujairah (182 km)
Tappa 5 (20/02): Dubai Al Mamzar Park – Hamdan Bin Mohammed Smart University (166 km)
Tappa 6 (21/02): Al Ain Museum – Jebel Hafeet (168 km)
Tappa 7 (22/02): Zayed National Museum – Abu Dhabi Breakwater (149 km)
Favoriti UAE Tour 2026
La narrazione intorno ai favoriti dell’UAE Tour 2026, almeno al via, sembra giocare sulla sfida tra Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – Hansgrohe) e Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), i due nomi più importanti alla partenza. Il belga ha debuttato nella nuova squadra con una serie di successi in Spagna, dove ha vinto tre prove della Challenge Mallorca e dominato la Volta Comunitat Valenciana. Il suo obiettivo negli Emirati Arabi è chiaro: tornare a vincere la corsa tre anni dopo il suo primo sigillo. La cronometro nella seconda tappa dovrebbe permettergli di arrivare alle salite con un margine da gestire, qualora dovesse giocare in difesa sulle asperità più impegnative. Il messicano, dal canto suo, è al suo primo impegno stagionale dopo una chiusura di 2025 stellare, che lo ha visto ottenere 11 successi da agosto in poi e 18 in totale. Se a cronometro si difende (molto) bene, il suo terreno di caccia sarà costituito dagli arrivi in salita di Jebel Mobrah e Jebel Hafeet.
Difficile che qualcuno degli altri partecipanti possa inserirsi tra i due big, che oltretutto avranno due squadre a loro completa disposizione, ma non mancano i corridori che possono puntare a un risultato importante e, quantomeno, lottare per il terzo gradino del podio. Il norvegese Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), sesto classificato all’ultimo Tour de France, potrebbe pagare qualcosina nella crono totalmente pianeggiante, ma sarà sicuramente da tenere d’occhio in salita, sebbene sia all’esordio stagionale. Debutto, addirittura doppio, per Derek Gee-West, alla prima gara con la Lidl-Trek, con il canadese che al contrario troverà nella prova contro il tempo del secondo giorno una giornata a lui favorevole, così come lo sarà per Antonio Tiberi (Bahrain Victorious). Mentre però sul nordamericano c’è qualche dubbio sulla condizione, dato che non corre addirittura dalla fine di giugno e per gran parte dell’inverno si è allenato senza preparatore, l’italiano ha invece mostrato di essere piuttosto pimpante nei primi appuntamenti stagionali e dunque ce lo aspettiamo tra i protagonisti.
Guardando agli scalatori più puri, Adam Yates (UAE Team Emirates XRG) sarà soprattutto al servizio di Del Toro, ma potrebbe comunque rappresentare un’ottima alternativa al messicano, avendo anche già vinto questa corsa nel 2020. A proposito di ex vincitori della corsa al via, non si può sottovalutare il ruolo di Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), campione nel 2024 e piazzato in un paio di tappe della scorsa edizione. Nel nutrito novero di outsider trova posto anche Felix Gall (Decathlon CMA CGM), che l’anno scorso aveva fatto bene a Jebel Jais prima di rimbalzare sempre più indietro in classifica. L’austriaco, quinto al Tour e ottavo alla Vuelta nel 2025, sembra pronto per un altro salto di qualità.
Merita di essere seguito con interesse anche il debutto stagionale di Michael Storer (Tudor Pro Cycling), che ha chiuso il 2025 con un bel podio al Lombardia dopo aver vinto il Memorial Pantani. L’australiano ha già dimostrato di saper andare forte nelle corse da una settimana, come al Tour of the Alps vinto l’anno scorso, e vuole cercare di fare un passo in più anche negli Emirati Arabi. È già stato brillante nella penisola arabica Sergio Higuita (XDS Astana Team), che all’AlUla Tour ha fatto vedere qualche sprazzo della sua miglior versione, chiudendo secondo in classifica generale. Qui all’UAE Tour può sognare di lottare per un podio o almeno per una top 5, con le giuste condizioni di corsa.
Arriva in buona forma anche Nairo Quintana (Movistar Team), in grado di farsi rivedere ad alto livello al Tour of Oman, dove è stato con i migliori sui due arrivi in salita. Il colombiano pagherà certamente nella cronometro ma trova anche due arrivi molto adatti alle sue caratteristiche. A proposito di esperti in grado di fare ancora risultato, Damiano Caruso (Bahrain Victorious) non parte certo con l’insegna del gregario di Tiberi: sarà poi la strada a decidere se il siciliano si sacrificherà per il connazionale o potrà fare gara per sé. C’è curiosità invece per il debutto stagionale di David Gaudu (Groupama-FDJ United), che dopo un 2025 deludente (eccezion fatta per tappa e maglia a inizio Vuelta) ha cambiato allenatore per provare a rilanciarsi. Negli Emirati Arabi avrà il suo primo test per capire meglio a che punto si trova. Vogliono lasciarsi alle spalle un 2025 dimenticabile anche George Bennett (NSN Cycling Team), fresco campione neozelandese dopo un inizio 2026 anonimo in Australia, Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), ammirato solo nell’exploit sul Col de la Loze al Tour de France, ed Eddie Dunbar (Pinarello-Q36,5 Pro Cycling), affiancato da altri due outsider come Damien Howson e Chris Harper.
Se non mancano i corridori esperti in grado di lottare per un buon risultato, l’UAE Tour non difetta nemmeno di giovani interessanti. È il caso di Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step), che vuole ben figurare davanti all’ex capitano della sua squadra, e del classe 2001 Ben Tulett (Visma | Lease a Bike). Per entrambi il 2026 è una stagione fondamentale ora che avranno più spazio nei rispettivi team e partire con il piede giusto è il modo migliore per reclamarne ancora. Parlando di “giovani seconde linee”, attenzione anche a Junior Lecerf (Soudal Quick-Step), seconda punta della squadra belga dopo qualche bel risultato nel 2025, e Afonso Eulalio (Bahrain Victorious), ancora poco costante di rendimento e forse limitato dai tanti capitani presenti nel suo team. In casa Visma | Lease a Bike invece vanno monitorati i baby talenti Thijmen Graat e Jorgen Nordhagen, che potrebbero essere nella stagione di lancio.
Borsino dei Favoriti UAE Tour 2026
***** Remco Evenepoel
**** Isaac Del Toro, Tobias Halland Johannessen
*** Derek Gee-West, Antonio Tiberi, Adam Yates
** Felix Gall, Sergio Higuita, Michael Storer, Lennert Van Eetvelt
* Damiano Caruso, David Gaudu, Nairo Quintana, Ben Tulett, Ilan Van Wilder
Cacciatori di tappe UAE Tour 2026
Come per la classifica generale, anche per le vittorie di tappa il comparto dei pretendenti è abbastanza nutrito. Per le volate, il faro della corsa sarà sicuramente Jonathan Milan (Lidl-Trek), che sulla carta può anche provare a vincere tutte le tappe in linea che non terminano in salita. Il friulano ha già un buon feeling con questa corsa e rispetto ad altre edizioni dovrebbe trovare una concorrenza meno nutrita. Negli sprint infatti potrebbe essere Matteo Malucelli (XDS Astana Team) il suo rivale più credibile, a maggior ragione dopo che quest’ultimo è riuscito a cogliere un successo all’AlUla Tour in uno dei tre “scontri diretti”. Con loro, anche Sam Welsford (INEOS Grenadiers) ed Ethan Vernon (NSN Cycling Team) sembrano in ottimo stato di forma e in grado di lottare almeno per un piazzamento, se non per un colpaccio come quello ottenuto da entrambi al Tour Down Under. Il britannico è particolarmente adatto al primo arrivo, in leggera salita nel finale.
Vogliono giocarsi le loro carte anche qui dopo aver trionfato in Oman sia Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates XRG) sia Erlend Blikra (Uno-X Mobility), velocisti in grado di leggere la situazione del vento e prendere le dovute contromisure. Sempre allo sprint, il treno Soudal Quick-Step lavorerà per il nuovo arrivato Alberto Dainese, mentre bisogna vedere come agirà la coppia del Team Picnic PostNL composta da Casper Van Uden e Fabio Jakobsen, outsider con licenza di sorprendere. Come altri protagonisti in volata citiamo almeno Luka Mezgec (Jayco AlUla), Gerben Thijssen (Alpecin – Premier Tech), Cees Bol (Decathlon CMA CGM), e i giovani Daniel Skerl (Bahrain Victorious), Matteo Milan (Groupama-FDJ United) e Steffen De Schuyteneer (Lotto Intermarché).
Per le due tappe dure, e in particolare per Jebel Hafeet, può essere fatto il nome di qualche corridore che non abbiamo inserito tra i favoriti della classifica ma va forte in salita. Un esempio può essere Georg Steinhauser (EF Education – EasyPost), alla ricerca della sua miglior versione dopo un 2025 opaco e forse non ancora pronto a tenere per un’intera settimana. Discorso simile per il giovane rampante Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling), molto forte in Spagna in avvio di stagione e decisamente in grado di digerire salite secche tra i professionisti. Il francese potrebbe scegliere di non fare classifica per andare “all in” a Jebel Hafeet, magari dalla fuga di giornata. Discorso simile per Luke Plapp (Jayco AlUla), che è andato fortissimo in Oman ma forse potrebbe faticare parecchio a Jebel Mobrah, salita con pendenze durissime. Se così fosse, sarebbe più facile vederlo protagonista nella sesta tappa. Da italiani, siamo curiosi di vedere il debutto di Mattia Gaffuri (Team Picnic PostNL) con una World Tour, così come le possibilità del giovane Pavel Novak (Movistar Team) con la sua nuova squadra. Occhio infine a un corridore come Finn Fisher-Black (Red Bull – BORA – Hansgrohe), soprattutto se avesse un giorno libero da obblighi tattici, ma anche a Stefan De Bod (Modern Advenrure), nome sottovalutato ma in ottima forma dopo il quarto posto ad AlUla.
Infine, per quanto riguarda la cronometro lo specialista per eccellenza è Joshua Tarling (INEOS Grenadiers), forse l’unico che può davvero pensare di impensierire il campione del mondo Remco Evenepoel, soprattutto su un percorso di 12 km. Oltre a lui, anche Ethan Hayter (Soudal Quick-Step), Stefan Bissegger (Decathlon CMA CGM) e Daan Hoole (Decathlon CMA CGM) possono nutrire qualche speranza di lottare per un risultato importante, soprattutto se dovessero trovarsi in una giornata di grazia. Tra i giovani, ci limitiamo a segnalare Mathias Schwarzbacher (EF Education – EasyPost), che al Giro NextGen 2025 aveva vinto a sorpresa la cronometro di apertura di Rho su un percorso appena più corto. È vero, qui l’asticella è (decisamente) più alta, ma il talento per provare a piazzarsi bene non manca.
Punti UCI UAE Tour 2026
| POSIZIONE CLASSIFICA FINALE | PUNTI UCI | POSIZIONE TAPPA SINGOLA | PUNTI UCI |
| 1 | 500 | 1 | 60 |
| 2 | 400 | 2 | 40 |
| 3 | 325 | 3 | 30 |
| 4 | 275 | 4 | 25 |
| 5 | 225 | 5 | 20 |
| 6 | 175 | 6 | 15 |
| 7 | 150 | 7 | 10 |
| 8 | 125 | 8 | 8 |
| 9 | 100 | 9 | 5 |
| 10 | 85 | 10 | 2 |
| 11 | 70 | ||
| 12 | 60 | ||
| 13 | 50 | ||
| 14 | 40 | ||
| 15 | 35 | ||
| 16-20 | 30 | ||
| 21-30 | 20 | ||
| 31-50 | 10 | ||
| 51-55 | 5 | ||
| 56-60 | 3 |
Altimetrie e Planimetrie UAE Tour 2026
Tappa 1 (16/02): Madinat Zayed Majis – Liwa Palace (144 km)
Tappa 2 (17/02): Al Hudayriyat Island – Al Hudayriyat Island (12,2 km)
Tappa 3 (18/02): Umm Al Quwain – Jebel Mobrah (183 km)
Tappa 4 (19/02): Fujairah – Fujairah (182 km)
Tappa 5 (20/02): Dubai Al Mamzar Park – Hamdan Bin Mohammed Smart University (166 km)
Tappa 6 (21/02): Al Ain Museum – Jebel Hafeet (168 km)
Tappa 7 (22/02): Zayed National Museum – Abu Dhabi Breakwater (149 km)
| Crea la tua squadra per il FantaOlimpiadi 2026: montepremi minimo di 10.000€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |









