Giro d’Italia 2026, Presentazione Percorso e Favoriti Prima Tappa: Nessebar – Burgas (147 km)

Il Giro d’Italia 2026 si apre con una frazione adatta ai velocisti. La corsa rosa debutta con la prima delle tre tappe in Bulgaria, che porta il gruppo da Nessebar a Burgas lungo 147 chilometri sostanzialmente pianeggianti. La seconda partenza all’estero consecutiva, dopo quella in Albania dell’anno scorso, sembra adatta a incoronare uno sprinter puro per la prima maglia rosa: l’unica salita in programma, da percorrere due volte, serve più ad assegnare la prima maglia azzurra che a creare scompiglio in gruppo. Le ruote veloci dovranno però fare attenzione a non farsi sorprendere da eventuali attacchi di coraggiosi e dalla situazione del vento, che potrebbe stuzzicare la fantasia delle squadre.

ORARIO DI PARTENZA: 12:50
ORARIO DI ARRIVO (PREVISTO): 16:03-16:25
DIRETTA TV E STREAMING: 12:30-14:05 RaiSport / 14:05-16:55 Rai2 / 12:30-16:35 Eurosport 1, Discovery+
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Percorso Prima Tappa Giro d’Italia 2026

Con i suoi 147 km, la Nassebar-Burgas non spaventa certo né per la lunghezza né per le difficoltà altimetriche. Dopo il via dalla località marina bulgara, la corsa si sposta verso Burgas costeggiando il Mar Nero. Superata la località dove è anche posto il traguardo di giornata, la tappa prosegue verso Sozopol, dove è posizionato un circuito di 22,1 km da percorrere due volte. Al suo interno si trova anche l’unica salita di giornata, Cape Agalina: si tratta di un GPM di quarta categoria che misura 1200 metri, con una pendenza media del 2,2% e giusto un breve tratto al 6%. Niente che possa davvero fare selezione, almeno sulla carta.

Poco prima dell’uscita dal circuito è posto anche il KM Red Bull, che anche quest’anno assegna abbuoni ai primi tre a transitare (6″ al primo, 4″ al secondo, 2″ al terzo). In virtù di questo, è tecnicamente possibile che il vincitore della prima tappa non sia anche la prima maglia rosa: con i 6 secondi di abbuono al KM Red Bull e i 6 di abbuono al secondo classificato all’arrivo, il secondo sul traguardo potrebbe avere più abbuoni del vincitore di tappa (che ne prende 10). Anche per questo, quindi, il KM Red Bull potrebbe ingolosire i velocisti, essendo posto a 35 km dall’arrivo. Da quel momento, la corsa torna verso Burgas per un finale totalmente pianeggiante che sembra prestare il fianco a una volata di gruppo.

Salite Prima Tappa Giro d’Italia 2026

NOME CAT QUOTA KM INIZIO LUNGHEZZA DISL % MED % MAX
Cape Agalina 4 42 84,3 83,1 1,2 30 2,2% 6%
Cape Agalina 4 42 106,4 105,2 1,2 30 2,2% 6%

Favoriti Prima Tappa Giro d’Italia 2026

Anche nelle dichiarazioni dei protagonisti della corsa, il favorito designato sembra essere Jonathan Milan (Lidl-Trek). Il friulano si presenta al via del Giro d’Italia 2026 con già sei vittorie in questa stagione, dopo aver conquistato la maglia verde del Tour de France 2025. L’insieme di questi elementi lo eleggono a uomo da battere nel primo sprint, anche perché il treno a sua disposizione è probabilmente uno dei più attrezzati: dall’esperto passista Max Walscheid al giovane Tim Torn Teutenberg fino al fido Simone Consonni, i meccanismi del suo trampolino di lancio sono perfettamente rodati per portarlo nel posto giusto al momento giusto.

Ovviamente, il lotto degli avversari è particolarmente agguerrito, a cominciare dall’esperto Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets). Il neerlandese è l’uomo di punta della squadra, che con questa tappa vede il proprio debutto assoluto nella corsa rosa. Il classe ’93 può contare sulle sue indiscutibili qualità in volata, sulla sua esperienza e sulla voglia di riscatto dopo una stagione non all’altezza delle aspettative. Quest’anno ha già aggiunto quattro successi al suo invidiabile palmarès, tre dei quali in Belgio poco più di un mese fa: arriva in gran forma e con tanta fame di vittoria.

Alla sua seconda partecipazione al Giro, Paul Magnier (Soudal Quick-Step) cerca quella vittoria che lo consacrerebbe davvero tra i migliori velocisti al mondo. Il classe 2003 ha raccolto 19 vittorie nella scorsa stagione, senza però alzare le braccia al cielo nella corsa rosa. Quest’anno il successo è arrivato “solo” in due tappe della Volta ao Algarve, ma a sua discolpa non ha avuto molte altre occasioni per cercare la vittoria allo sprint, tra la sfortunata partecipazione alla Tirreno-Adriatico e la campagna belga. Anche per il francesino, insomma, la motivazione è alle stelle.

Sebbene non parta con tutti i riflettori puntati su di lui, Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM) ha diversi motivi per essere annoverato tra i favoriti. Prima di tutto, ha già battuto (quasi) tutta la concorrenza qui presente alla Tirreno-Adriatico, nella volata di Magliano de’ Marsi. Secondo, è tra quelli che arriva in maggiore rampa di lancio in questa stagione, nella quale ha decisamente alzato l’asticella per raccogliere risultati migliori. Infine, il danese potrà anche contare sulla possibilità di non partire con i favori assoluti del pronostico, che gli potrebbe permettere di organizzare la volata senza tutti gli occhi puntati contro.

Non parte nel miglior stato di forma Arnaud De Lie (Lotto – Intermarché), che in altre condizioni sarebbe stato forse il principale indiziato per contrastare Jonathan Milan. Il belga è la vittima più illustre del virus che ha colpito buona parte della sua squadra negli scorsi giorni e potrebbe iniziare la sua esperienza al Giro d’Italia ancora lontano dal 100% delle sue possibilità. La qualità non si discute, ma qualche dubbio sulla sua brillantezza pare più che lecito.

Un discorso simile può valere anche per Kaden Groves (Alpecin – Premier Tech), sulla carta uno dei più temibili ma quest’anno poco fortunato. L’australiano ha corso soltanto una settimana alla Volta ao Algarve prima del weekend a Omloop Nieuwsblad e Kuurne-Bruxelles-Kuurne, terminato con un ritiro e una serie di problemi al ginocchio che ne hanno minato l’avvicinamento alla corsa. In carriera ha già vinto due volte al Giro (nel 2023 e nel 2025) e quest’anno potrebbe ripetersi, anche se potrebbe aver bisogno di qualche giorno per trovare la gamba migliore.

Se i corridori citati finora sembrano essere i favoriti, l’elenco degli outsider è a sua volta piuttosto esaustivo. Matteo Malucelli (XDS Astana Team) arriva al suo primo Grand Tour a 32 anni e con già 18 vittorie da professionista, l’ultima delle quali arrivata all’AlUla Tour 2026 davanti a Jonathan Milan. In terra bulgara ha già vinto (il Giro di Bulgaria nel 2024, con tre successi di tappa): chissà che queste statistiche non gli portino bene anche al suo debutto nella corsa rosa. Un anno dopo la vittoria più importante della sua carriera, Casper Van Uden (Team Picnic PostNL) sembra aver lasciato alle spalle i mesi più difficili, tornando a festeggiare al Giro di Turchia. Il neerlandese, che al Giro aveva vinto a Lecce, cerca conferme importanti sul suo livello. Stanno andando forte quest’anno anche Orluis Aular (Team Movistar) ed Ethan Vernon (NSN Cycling Team), sicuramente quotati per un bel piazzamento e magari per essere tra le grandi sorprese di quest’avvio di Giro.

Sempre tra i velocisti che possono dire la loro, non bisogna sottovalutare Erlend Blikra (Uno-X Mobility), che quest’anno ha già vinto al Tour of Oman e si è ben piazzato due volte all’UAE Tour, e l’esperto Pascal Ackermann (Team Jayco AlUla), certo non nel prime della sua carriera ma sempre dotato di un ottimo spunto e di un certo talento. Tra le speranze italiane non vanno dimenticati Matteo Moschetti (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling), Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta), Davide Ballerini (XDS Astana Team) e Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling) tutti in grado di giocarsi le loro carte in un arrivo così veloce. L’ultimo citato, per la verità, potrebbe mettersi a servizio di Robin Froidevaux (Tudor Pro Cycling), altro corridore particolarmente veloce.

Tra i velocisti che potrebbero riservare sorprese, citiamo anche Paul Penhoët (Groupama-FDJ United) e Nikita Tsvetkov (Bardiani CSF 7 Saber), che quest’anno hanno già trovato qualche piazzamento qua e là. Almeno sulla carta, anche lead-out come Simone Consonni (Lidl-Trek) e Lukas Kubis (Unibet Rose Rockets) potrebbero avere qualche possibilità di fare risultato, se per qualche motivo i rispettivi capitani rimanessero tagliati fuori dalla volata finale. Difficile, ma comunque non impossibile, che un’azione da finisseur riesca a sorprendere il gruppo e a mettere nel sacco gli sprinter. In questo caso, i più indiziati potrebbero essere corridori come Alec Segaert (Bahrain Victorious), vero e proprio esperto del tema, Rémi Cavagna (Groupama-FDJ United) e magari Filippo Ganna (INEOS Grenadiers), il quale potrebbe pensare anche di gettarsi nella mischia qualora il finale si rivelasse abbastanza caotico.

Borsino dei Favoriti Prima Tappa Giro d’Italia 2026

***** Jonathan Milan
**** Dylan Groenewegen, Paul Magnier
*** Tobias Lund Andresen, Arnaud De Lie, Kaden Groves
** Matteo Malucelli, Orluis Aular, Ethan Vernon, Casper Van Uden
* Matteo Moschetti, Pascal Ackermann, Luca Mozzato, Giovanni Lonardi, Erlend Blikra

Le scelte di redazione

In questa sezione ogni redattore indica il proprio favorito tra i 15 nomi del borsino per riflettere meglio un confronto di sensibilità, intuizioni e analisi differenti che portano alla creazione del nostro tradizionale borsino. Proprio per questa molteplicità di scelte e ragionamenti abbiamo scelto di proporre anche le singole opinioni, creando un piccolo gioco interno che abbiamo deciso di condividere con voi: i lettori possono così scoprire diversi punti di vista e confrontarli con i propri nell’attesa della corsa.

Alessandro: Jonathan Milan
Davide F: Jonathan Milan
Davide T: Jonathan Milan
Francesco: Dylan Groenewegen
Luca: Tobias Lund Andresen
Leonardo: Jonathan Milan
Michela: Dylan Groenewegen
Michele: Jonathan Milan

Meteo previsto Prima Tappa Giro d’Italia 2026

Previsioni meteo a cura di 3BMeteo – Aggiornate alle 17:55 di giovedì 7 maggio

Maggiori insidie Prima Tappa Giro d’Italia 2026

La prima tappa di un Grand Tour porta con sé molto stress, a maggior ragione in una giornata in cui i velocisti hanno tutto l’interesse di rimanere nelle prime posizioni del gruppo. La lotta per il posizionamento sarà serrata e, inevitabilmente, aumenterà il rischio di cadute. A questo va aggiunto che buona parte della tappa sarà corsa nei pressi del Mar Nero, dove il vento può diventare un fattore importante nelle dinamiche della corsa: i corridori dovranno stare attenti all’eventuale formazione di ventagli.

Altimetria e Planimetria Prima Tappa Giro d’Italia 2026

Cronotabella Prima Tappa Giro d’Italia 2026

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