Giro d’Italia 2026, record negativo per gli italiani in classifica: per la prima volta nessuno tra i primi sette

Il Giro d’Italia 2026 segna un record negativo per i corridori italiani in classifica. Infatti per la prima volta nella storia della Corsa Rosa non ci sarà un italiano nelle prime sette posizioni della generale. Il migliore si piazza all’ottavo posto, ovvero Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike), con un ritardo di 10’52” dalla Maglia Rosa Jonas Vingegaard, suo compagno di squadra, mentre in nona posizione troviamo Damiano Caruso (Bahrain – Victorious) a 11’24”. Il siciliano era riuscito invece a salvare sempre la spedizione azzurra nelle ultime edizioni.

Questa 109ma edizione rappresenta quindi il peggior risultato di un italiano nella generale, visto che il punto più basso in precedenza era stato toccato nel 2020, quando il migliore fu Vincenzo Nibali al settimo posto. Dopo quella delusione, gli italiani erano però riusciti sempre a chiudere nella top5, con il secondo posto di Caruso nel 2021, il quarto di Nibali nel 2022 e quello di Caruso nel 2023, il quinto di Antonio Tiberi nel 2024 e nuovamente Caruso quinto lo scorso anno. Si prolunga invece ulteriormente il digiuno dal successo finale, con l’ultimo italiano ad alzare il Trofeo Senza Fine che è stato Nibali nel 2016.

Un risultato finale che è ben distante da quanto si auspicava alla vigilia di questo Giro d’Italia 2026, dove molti speravano che Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) potesse riportare dopo tanti anni l’Italia a lottare per il successo. Il marchigiano invece, dopo un avvio brillante, ha pagato i problemi fisici ed è andato in crisi a Carì, uscendo definitivamente di classifica. A limitare i danni ci ha pensato un Piganzoli che ha fatto il possibile dopo il grande lavoro da ultimo uomo per Vingegaard, ma che non è riuscito a prendersi la Maglia Bianca e un eterno Caruso, che però ha anche lui lavorato in supporto ad Afonso Eulalio, onorando al meglio il suo ultimo Giro. Un record negativo che deve quindi far riflettere sullo stato del nostro movimento, che continua il proprio periodo difficile.

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