Giro d’Italia 2026, Jai Hindley sul rapporto con Giulio Pellizzari: “Siamo entrambi qui come leader. Avere un altro compagno davanti è un grande aiuto”
Jai Hindley è fiducioso di poter ottenere un buon risultato al Giro d’Italia 2026. Il 30enne australiano proverà a tornare protagonista nella corsa in cui ha ottenuto la più grande vittoria della sua carriera, con la conquista della Maglia Rosa nel 2022, preceduta dal secondo posto nel 2020. L’inizio di stagione non ha portato grandi piazzamenti, ma Hindley partirà comunque con i gradi di co-capitano della Red Bull-Bora-hansgrohe insieme a Giulio Pellizzari, reduce invece da un ottima primavera, culminata con la vittoria del Tour of the Alps.
“Penso di aver fatto un buon avvicinamento – sottolinea Hindley ai nostri microfoni – Ho svolto un buon ritiro a Tenerife e poi sono andato nelle Ardenne. Sono stato un po’ male dopo, ma niente di troppo grave, e ora sono qui pronto a partire”.
L’australiano analizza poi il percorso: “Credo che ci saranno tappe difficili. Se guardi come si corre oggi, le gare sono sempre molto dure. Anche quelle che sulla carta sembrano giornate più facili finiscono comunque per essere stressanti o impegnative per qualche motivo. Però penso che il primo vero test sarà la tappa di Blockhaus. Credo che sia una tappa davvero epica: molto lunga e con una salita finale molto dura. Penso che quello sarà il primo vero banco di prova e poi magari la corsa si stabilizzerà un po’ da lì in avanti, almeno per quanto riguarda la classifica generale, assumendo una struttura più definita”.
L’obiettivo sarà quindi quello di lottare per il miglior risultato in classifica, cercando di collaborare con Pellizzari per massimizzare le possibilità: “Siamo entrambi qui come leader e entrambi punteremo al massimo. Abbiamo una squadra davvero molto forte. Sono molto fiducioso nei ragazzi che abbiamo e cercheremo di correre in modo da avere due uomini ben piazzati in classifica generale il più a lungo possibile. Poi vedremo come andrà”.
In questo inizio di stagione la Red Bull-Bora-hansgrohe si è sempre presentata al via delle corse con più punte, una tattica precisa per cercare di mettere in difficoltà gli avversari: “Penso che la squadra sia stata piuttosto costante quest’anno. Se guardi le corse a tappe, più o meno c’è sempre stato qualcuno sul podio e ci siamo presentati a ogni gara con più uomini competitivi. Credo che abbia funzionato abbastanza bene. Poi si tratta di gestire tutto questo e di gestire le tattiche di corsa. Ma sinceramente penso che sia sempre bello avere più uomini nel gruppo dei migliori nel finale di una corsa a tappe. È molto meglio che essere da soli. Avere un altro compagno lì davanti, un’altra maglia, è un grande aiuto. Quindi credo che avere i numeri sia un vantaggio enorme per la squadra”.
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