Giro d’Italia 2026, Giulio Pellizzari non si nasconde: “Voglio capire dove posso arrivare”
Giulio Pellizzari è motivatissimo per il Giro d’Italia 2026. La vittoria al Tour of the Alps, giunta a coronamento di un inizio di stagione di alto livello, ha fatto salire le quotazioni del corridore della Red Bull – Bora hansgrohe, come prima alternativa a Jonas Vingegaard sulle strade della Corsa Rosa. Una bella responsabilità per il giovane marchigiano, ma anche uno stimolo che può dare entusiasmo a un classe 2003 che sta facendo una carriera di crescita regolare, e che dopo la doppia 10 nei GT della passata stagione si prepara ad alzare ulteriormente l’asticella.
“Voglio capire dove posso arrivare davvero. L’anno scorso ero una spalla, oggi no. Se la squadra lavora per me, io devo rispondere”, spiega alla Gazzetta dello Sport lo scalatore marchigiano, che ha ammesso di non esser stato al top della condizione al Tour of the Alps, malgrado un percorso di tutto rispetto con due vittorie di tappa e la generale. E a tutti è saltato all’occhio un curioso dato statistico: l’ultimo italiano a vincere la corsa trentina è stato Vincenzo Nibali che è stato anche l’ultimo, dieci anni fa, a salire sul gradino più alto del podio della Corsa Rosa. Da allora un digiuno, mitigato solo dai due podi dello Squalo dello Stretto nel 2017 e nel 2019 e da quello di Damiano Caruso nel 2021.
“Sono cresciuto davanti alla televisione, guardando Vincenzo staccare tutti in maglia rosa sotto la neve, nel 2013, sulle Tre Cime di Lavaredo”, ammette Pellizzari. Ed è inevitabile che gli appassionati italiani inizino a sognare con lui. Sarà interessante capire quale sarà il gap da Jonas Vingegaard, il grande favorito alla vigilia. Ma Giulio Pellizzari ha la possibilità di dimostrare al mondo di avere il potenziale per poter diventare grande.
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