Giro d’Italia 2025, Derek Gee alla partenza della tappa decisiva: “Con il Colle delle Finestre entriamo in uno spazio ignoto, può succedere qualsiasi cosa”
Derek Gee è ancora lì. Rime a parte, il canadese si presenta al via della penultima, e decisiva, tappa del Giro d’Italia 2025 occupando il quarto posto della classifica generale, con il podio sicuramente alla portata e la Maglia Rosa neanche troppo lontana. Il corridore della Israel-Premier Tech ha mostrato una condizione in crescendo, rispetto ai primi giorni della Corsa Rosa, ed è pronto per l’ultima sfida, dopo una giornata, quella di Champoluc, in cui ha chiuso insieme a tutti gli altri uomini di classifica, fatta però eccezione per Isaac del Toro e Richard Carapaz, avvantaggiatisi negli ultimi chilometri.
“È andata come qualche giorno fa, con loro due che accelerano e io che non ho avuto modo di rispondere subito – le parole di Gee prima della partenza della tappa numero 20 – Poi, in una situazione simile è difficile che ci sia cooperazione nell’inseguimento. È chiaro che ognuno di noi sta correndo per il suo proprio interesse e tutte le decisioni che vengono prese hanno comunque un loro senso”.
Negli ultimissimi metri della tappa di Champoluc il canadese ha rischiato anche di finire a terra: “L’ultima curva probabilmente non era fatta per l’arrivo di un gruppo – il commento di Gee – Ero a ruota di Giulio Pellizzari, lui è caduto e quasi andavo in terra anche io. È stato un po’ frustrante, ma probabilmente lo è stato di più per lui. Comunque, ci hanno dato lo stesso tempo degli altri all’arrivo e penso che sia stata una giusta decisione”.
Ora, però, è tempo di pensare alla tappa numero 20 e al suo “gigante”, il Colle delle Finestre. Alla vigilia della frazione, peraltro, Gee ha ricevuto i consigli di un illustre compagno di squadra, Chris Froome, che sette anni fa, proprio su questa salita, ha firmato un’impresa memorabile: “Adatta a me? Ve lo dico dopo la corsa… – sorride il canadese – Entriamo in una sorta di spazio ignoto, non si fanno salite così dure molto spesso. Il fatto che sia uno sforzo di un’ora potrebbe essere buono per me, ma la pendenza media al 9 per cento potrebbe non esserlo. Non so come potrà andare, può succedere qualsiasi cosa. L’altitudine? Non so se sarà un fattore, di solito in un Grande Giro ci si va più spesso. Stavolta, non ci sono indicazioni specifiche e non posso averne neanche su di me”.
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