I Volti Nuovi del Gruppo, Tommaso Bessega: “Mio fratello è il mio primo alleato e primo rivale”
Si avvicina il momento del debutto tra i professionisti per Tommaso Bessega. Il classe 2004 ha firmato con il Team Polti VisitMalta, squadra che lo ha visto crescere nella formazione Development nel 2023 e 2024, prima di un anno di esperienza nella Biesse – Carrera – Premac, in entrambi i casi insieme al gemello Gabriele. Tra gli Under23, il 21enne (compirà 22 anni il prossimo 18 febbraio) ha già ottenuto qualche risultato di spessore, come la vittoria nel prologo del Giro della Campania e in diverse corse spagnole di categoria. In occasione del salto dei professionisti, la redazione di SpazioCiclismo ha intervistato Tommaso Bessega in esclusiva per la rubrica I Volti Nuovi del Gruppo.
Descriviti ai nostri lettori. Che tipo di corridore sei?
Sono un corridore prevalentemente veloce. Non mi ritengo un velocista puro ma uno sprinter un po’ leggero. Rispetto ai velocisti puri, tengo di più sulle salite. Mi trovo meglio in un gruppetto un po’ più ristretto.
Negli ultimi anni è cambiato il modo di disegnare le tappe con le volate, quindi forse essere un velocista meno puro può essere un vantaggio, no?
Sì, concordo. Da Under23 sono sempre riuscito a trovare il mio spazio nelle gare in Spagna, quando correvo con la Development della Polti. Qui in Italia invece ho fatto un po’ più di fatica l’anno scorso, per diversi motivi. Un po’ per sfortuna, un po’ per alcuni problemi che ho avuto. Di sicuro però le gare ora sono un po’ più dure, quindi sono contento di avere queste caratteristiche.
Come tuo fratello, hai fatto due anni nella Development della Polti VisitMalta, poi un anno nella Biesse Carrera e ora torni in Italia. Come mai questo percorso?
Per due motivi principali. Prima di tutto ci mancava un pochino lo stimolo di correre in Italia, eravamo curiosi di vedere le corse Under italiane. E poi secondo lo staff della Polti ci mancava un pelo di maturità, sia a livello fisico sia come gestione di tutto ciò che riguarda l’ambito sportivo. In questo anno alla Biesse abbiamo potuto crescere in maniera più tranquilla, capire gli errori e migliorare. Infatti a fine anno la Polti ci ha contattato di nuovo per passare professionisti, essendo migliorati in diversi aspetti.
Su quali in particolare avete lavorato?
Io penso di essere migliorato molto nella gestione dei momenti complicati e stressanti, cercando di mantenere la calma e di lavorare meglio. Poi in generale ho lavorato nella gestione dell’istinto: a volte ero irascibile in corsa e perdevo la concentrazione, ora riesco a mantenerla di più.
Nel 2025 hai fatto tante corse sia Under sia con i professionisti. Che differenza c’è tra i due livelli? Pensi che per certi aspetti potresti adattarti meglio al modo di correre nel professionismo?
Ho trovato una differenza grande tra le corse nazionali Under e quelle professionistiche, mentre nelle corse internazionali Under il livello era già alto e si avvicinava a quello dei professionisti. Ovviamente il ritmo era più basso ma il modo di correre era più simile. Da una parte il modo di correre dei pro’ mi può favorire nelle gare non troppe dure. Nelle gare medio-difficili il loro modo di correre rende molto difficile emergere, devi avere ottimi valori.
Com’è avere la possibilità di correre con tuo fratello in squadra?
È difficile da dire perché avendo sempre corso con lui non so come sarebbe senza. Posso dire che è sempre uno stimolo, sia nel correre sia nell’allenarsi. Spesso facciamo gli stessi allenamenti, questo aiuta molto. Alla fine è sia il mio primo rivale sia il mio primo alleato. Sicuramente correre con lui è un vantaggio, ci aiuta a migliorarci a vicenda. Così capiamo sempre cosa è sbagliato e cosa no.
Sai già il tuo calendario di questa stagione?
Inizio con GP La Marseillaise, Etoile de Bessèges e Tour de la Provence. Dopo non saprei, comunque preferisco mantenere la concentrazione sulle corse più vicine.
Cosa ti aspetti dalla tua prima stagione da professionista?
Mi aspetto di continuare a crescere da un punto di vista fisico. So che c’è un grande step da fare, ma so di potermi togliere delle soddisfazioni. Poi voglio aiutare i miei compagni, sarà il mio ruolo sicuramente a inizio stagione e penso anche più avanti. Comunque non voglio mettermi pressione, voglio imparare dai corridori più grandi, che vanno più forte.
Come ti trovi con il gruppo della Polti?
Mi trovo molto bene, sono veramente contento. Siamo molto uniti. Dato che parlavo già un po’ di spagnolo, sono riuscito a integrarmi anche con i compagni di squadra spagnoli.
Manda un messaggio ai giovani che sognano di diventare professionisti.
Sicuramente di fare le cose con calma. Sempre con la massima passione che si ha, perché le cose belle sono quelle che si fanno quando si è più piccoli. Poi dopo un po’ per alcuni potrebbe diventare uno sforzo maggiore. Però direi di godersi il momento senza troppe aspettative.

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