#SpazioTalk, Roberto Reverberi (Bardiani-CSF-Faizané): “Stiamo cambiando molto in modo da dare un’impronta alla squadra un po’ più forte rispetto agli ultimi due anni”

La novità della settimana sono i cambiamenti che stanno avvenendo in casa Bardiani-CSF-Faizané. Gli annunciati ingaggi, in vista della prossimo anno, prima di Kevin Rivera dall’Androni-Sidermec, poi di Johnatan Cañaveral dalla Giotti Victoria, hanno evidenziato un cambio di rotta nella formazione dei Reverberi che, dopo undici stagioni di organici totalmente italiani, torna ad ingaggiare dei corridori stranieri, pur mantenendo il focus sui giovani atleti. Di questa svolta ha parlato in esclusiva ai microfoni di SpazioCiclismo proprio Roberto Reverberi, direttore sportivo e team manager della squadra Professional italiana, durante l’appuntamento settimanale con SpazioTalk.

“È stata fatta questa scelta – ha dichiarato Reverberi – in considerazione del fatto che, soprattutto negli ultimi anni, non riusciamo a reclutare corridori di primo piano italiani perché c’è la caccia ai ragazzi giovani, ai Bagioli e ai corridori under-23 italiani che si distinguono, e che sono più ricercati da parte delle formazioni WorldTour. Tante volte non riusciamo ad arrivarci prima, tante volte li prendono anche quando sono ancora juniores. Per cui abbiamo fatto questa scelta per cercare di dare anche un po’ più di qualità alla squadra, visto che i risultati ultimamente non sono stati ottimi, e cercare di dare un po’ più di soddisfazione ai nostri sponsor, perché con corridori di questo calibro credo che qualcosina in più si riuscirà a fare sicuramente“.

Riguardo all’ingaggio di Rivera, il team manager ha ammesso che il costaricense aveva richieste da diversi team, anche di primo piano: “Aveva offerte da squadre WorldTour, ha preferito fare questa scelta perché è un ragazzo molto giovane e ha bisogno di maturare ancora un po’, io penso che due anni fatti con una squadra come la nostra possano sicuramente portarlo a maturare e a fare poi quel percorso importante che lo possa far arrivare ad una squadra WorldTour, e magari disputare i Grandi Giri ad altissimo livello. Ha bisogno di maturare perché ha qualche pecca in pianura, ha bisogno un pochino di imparare a correre, poi credo che sarà pronto nel giro di due anni per fare il grande salto“.

Corridori stranieri, quindi, ma sempre giovani, mentre ingaggiare corridori più esperti, come successo talvolta negli ultimi anni, non sempre ha portato a buoni risultati: “Non abbiamo avuto delle buone esperienze in questo senso, alla fine non abbiamo avuto grandi soddisfazioni. A un certo punto ci siamo detti di puntare piuttosto anche sugli stranieri, ma di rimanere su ragazzi giovani, cercando di lanciarli e insegnandogli il mestiere. Poi qualcuno ci sarà sicuramente, qualcuno con un po’ di esperienza che, inserito nel gruppo, possa insegnare ai giovani. Un capitano, un corridore più anziano in corsa non guasta, perché in certe situazioni aver la freddezza di un corridore con un pochino di esperienza ti dà anche più sicurezza in corsa“.

“Comunque – conclude Reverberi – adesso ci stiamo lavorando, vedremo, stiamo cambiando molto in modo da dare un’impronta alla squadra un po’ più forte rispetto agli ultimi due anni che sono stati buoni, ma un po’ deludenti come risultati, per cui qualcosa bisognerà cambiare”.

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