MTB, lo spagnolo Edgar Carballo Gonzalez sospeso per un anno per molestie sessuali nei confronti della biker Ares Masip

La Commissione Etica dell’Unione Ciclistica Internazionale ha deciso di sospendere per un anno Edgar Carballo Gonzalez. Il 36enne spagnolo, attivo in mountain bike nelle specialità enduro e downhill, è stato infatti ritenuto colpevole di molestie sessuali avvenute in occasione di una manche di Coppa del Mondo di MTB svoltasi nel giugno 2023 a Leogang, in Austria. A segnalare l’episodio, sia tramite la piattaforma di segnalazione riservata dell’UCI, UCI SpeakUp, sia sul proprio profilo Instagram, era stata la connazionale e collega Ares Masip, che lo scorso dicembre aveva denunciato l’aggressione subita, avvenuta nel proprio furgone parcheggiato nell’area di gara.

Era quindi stato aperto un procedimento a carico di Carballo Gonzalez e, dopo aver raccolto tutti gli elementi, la Commissione ha concluso che le azioni sessuali e non consensuali poste in atto (avances sessuali, contatti fisici inappropriati e uso della parola “stupro”, dopo che la denunciante gli aveva detto che non avrebbero avuto alcun rapporto sessuale perché lei aveva un fidanzato) hanno violato la dignità della vittima e hanno costituito molestie sessuali. Di conseguenza, il 36enne è stato ritenuto responsabile di violazione dell’articolo 6.4 del Codice Etico dell’UCI (Protezione dell’integrità fisica e mentale) e dell’articolo 2.3 (Molestie sessuali) dell’Appendice 1 del Codice, ed è stato quindi sospeso per un anno da tutte le attività legate al ciclismo.

Dopo la pubblicazione della sentenza, Masip ha commentato la decisione con un video sul proprio profilo Instagram: “Nove mesi dopo aver rotto il silenzio sull’abuso sessuale che ho subito durante una prova di Coppa del Mondo di MTB, l’UCI ha preso provvedimenti e la sanzione è stata resa pubblica. Dopo aver completato tutte le fasi incluse nel protocollo UCI, con interviste a entrambe le parti, presentazione delle prove, dichiarazioni di testimoni e altre vittime, hanno deciso di sospendere la sua licenza per 12 mesi”.

Sfortunatamente, non è il primo caso di abuso nel ciclismo, ma è la prima volta che l’UCI sanziona un corridore professionistico per questa ragione. È stato un processo difficile, pieno di paure e dubbi. Ma è una piccola vittoria che mi dà la forza di andare avanti. Un piccolo passo che spero possa aiutare a creare uno spazio più sicuro e dignitoso. Non finisce qui. Il processo legale è lento, ma continua ad andare avanti. C’è ancora molto da fare, ma ora che ho rotto il silenzio, non farò nessun passo indietro“.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Ares Masip (@ares_masip)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĆ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio