Criterium post Tour de France, le difficoltà degli organizzatori e le cifre da capogiro per avere le stelle, da Tadej Pogačar a Remco Evenepoel

C’era un tempo in cui i corridori che terminavano il Tour de France, giravano per l’Europa per disputare i cosiddetti Criterium. Eventi molto sentiti a livello locale, che davano la possibilità agli appassionati della zona di abbracciare i loro beniamini in contesti più leggeri. Si disputava la corsa, ma era una kermesse con la serenità di un contesto non agonistico. Queste manifestazioni nel corso del tempo hanno perso spinta: se ne sono disputate sempre meno e quelle che sono riuscite a proseguire l’attività hanno dovuto fare i conti con il cachet dei corridori che è andato crescendo anno dopo anno.

Un tema che ha fatto discutere. Nella giornata di ieri si è disputato un Criterium ad Aalst, città natale di Remco Evenepoel. Il belga, secondo all’ultimo Tour de France, ha partecipato all’evento riuscendo a vincere la prova. Un momento di festa, che lo stesso alfiere della Red Bull – BORA hansgrohe ha vissuto con particolare trasporto emotivo: “Non mi sentivo al top dopo un Tour così duro, ma è sempre bello vincere – ha raccontato a Het Nieuwsblad – Mi ha fatto davvero piacere vedere tutta questa folla. Questa è la mia città ed era dal 2019 che non correvo qui. È stata una bella serata. Vengo poco da queste parti, ma ho ancora tanti tifosi e ricevo incoraggiamenti spontanei”. Tuttavia alla kermesse hanno partecipato solamente 30 corridori e pochi professionisti, Valentin Paret-Peintre (Soudal – QuickStep), Rune Herregodts (UAE Team Emirates – XRG) e Oliver Naesen (Decathlon CMA CGM Team).

Gli organizzatori hanno provato anche a sentire Tadej Pogačar. Lo sloveno parteciperà in settimana al Criterium di Komenda, la sua città natale, ma non lo vedremo in azione altrove, complici le cifre molto elevate richieste. Secondo quanto riporta HLN, il compenso per la partecipazione del fuoriclasse della UAE Team Emirates – XRG) si aggirerebbe attorno ai 100mila euro. Non c’è stata una conferma ufficiale, ma tendenzialmente questo è l’intero budget che gli organizzatori dei Criterium hanno per invitare i professionisti. Evenepoel avrebbe incassato circa la metà, 50mila euro, per correre ad Aalst.

Risulta evidente che quando si raggiungono certe cifre, diventa tutto più complesso. Tra l’altro molti di questi eventi, come avviene per il ciclismo tradizionale, sono a fruizione gratuita con il pubblico che può posizionarsi a bordo strada a proprio piacimento. Naturalmente più è alto il livello, più è semplice reperire sponsor che vogliono investire, ma il sistema non è sempre facilmente sostenibile. In Belgio sono rimasti solamente tre eventi di questo genere post Tour de France, ma è sempre più difficile garantirne la sopravvivenza. Tra l’altro i programmi sempre più serrati, rendono difficile trovare nei calendari degli atleti uno spazio disponibile. Lo stesso Evenepoel dopo aver gareggiato ad Aalst è volato a casa per godersi qualche momento di tranquillità, ma già sabato sarà al via della Clasica di San Sebastian.

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