Dal calcio al ciclismo: Ameth Fall, il centravanti del Lecco pronto a creare una nuova formazione continental

Sentiamo spesso parlare di progetti di nuove formazioni ciclistiche. Alcuni si concretizzano con successo, altri restano solo sulla carta, ma la sfida in cui si sta impegnando Ameth Fall, centravanti del Lecco, sta procedendo in silenzio ma con grande concretezza. “È molto più facile dribblare gli avversari e far gol che far fronte alle difficoltà economiche causate dal coronavirus – esordisce il ventinovenne senegalese – ma ho notato che a fronte di una grande passione del ciclismo nel lecchese, manca una realtà intermedia tra il mondo juniores e quello professionistico, così i migliori talenti devono spostarsi verso squadre distanti, fuori regione e talvolta all’estero, e questa mancanza di opportunità porta anche all’abbandono dell’attività di tanti ragazzi di talento che non hanno la possibilità e il tempo di crescere. Questa è la premessa che mi ha portato a elaborare il mio nuovo progetto”.
Ameth, prima di entrare nel merito del tuo progetto di cui ci hai già accennato, toglici una curiosità: sei un ottimo centravanti, dove nasce la tua passione per il ciclismo?
Sono senegalese di Dakar, un paese senza alcuna tradizione ciclistica. Mi sono trasferito in Italia a Rimini nel 2008, avevo solo 16 anni ed ero destinato come tanti miei connazionali a fare il ‘vu cumprà’ sulle spiagge. Ma sono testardo e nel mio paese ero considerato un ottimo talento nel calcio, quindi dopo aver avuto un’opportunità nel Rimini del presidente Renzi ho iniziato la mia carriera da calciatore passando dal Cesena, Bellaria, Catania, Rimini, Barletta, Ischia, Andria, Como, Sanremese e Lecco, mentre tra pochi giorni prenderò una decisione sulla mia prossima squadra. In Romagna la passione per il ciclismo è davvero forte, non solo professionisti, ma tantissimi cicloamatori, e il richiamo di Pantani mi ha fatto avvicinare a questo sport. Compatibilmente con gli impegni calcistici, quando posso salgo in sella e macino chilometri. Aveva ragione Marco Pantani a dire che la fatica in montagna è poesia! Andare in bici è fatica e sacrificio, cose che ho imparato sin da bambino nella mia terra natale, ma questo mi aiuta anche nella vita per affrontare le ‘salite quotidiane’ che incontro anche nel calcio.
Illustraci in breve il tuo progetto
Tra mille difficoltà stiamo lavorando a pieno regime per dare luce a questo progetto già nel 2021. Ovviamente la crisi del virus ha portato alla disdetta di alcuni sponsor e stiamo cercando nuovi appoggi. Abbiamo predisposto un business plan di 5 anni: nei primi 3 siamo concentrati alla creazione di un team under23/élite, dal quarto abbiamo pianificato il passaggio alla categoria Continental. Nel lecchese serve una formazione di questo tipo, come ho già spiegato in precedenza. Sono ancora giovane, la mia carriera da calciatore è nel pieno, mi sto togliendo delle belle soddisfazioni, ma il vostro paese mi ha dato una grande opportunità ed è ora di ricambiare dando la stessa opportunità a giovani ciclisti. Colgo anzi al volo questa vetrina per lanciare un appello a chi abbia voglia e possibilità di supportarci, non solo economicamente, di contattarci a questo indirizzo email : listetreerre86@libero.it Sono convinto che l’unione fa la forza, siamo gente seria, con le idee chiare e tanta umiltà, ma siamo persone umili con grandi ambizioni e non ci arrenderemo.
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