Visma|Lease a Bike, Jonas Vingegaard sull’improvviso ritiro di Simon Yates: “Lo capisco, anche io sono andato vicino all’esaurimento – Ma non è colpa della squadra”
Jonas Vingegaard è pronto per una nuova stagione di gare. Il campione danese, vincitore in carriera di due Tour de France e di una Vuelta a España, ha diramato, insieme alla sua squadra, il suo programma, che lo porterà al via del Giro d’Italia 2026 e anche del Tour de France 2026, sempre con l’obiettivo di risultare il migliore alla fine delle due lunghissime gare. In questi mesi di allenamenti e di competizioni in maglia Visma|Lease a Bike Vingegaard non avrà accanto, come avvenuto nel 2025, Simon Yates, che qualche settimana fa ha comunicato, in maniera molto improvvisa, la chiusura della sua carriera, appena qualche mese dopo la vittoria del Giro d’Italia 2025.
Il tema del ritiro di Yates non poteva non essere toccato durante la giornata di presentazione stagionale della squadra neerlandese. Vingegaard, dal canto suo, non si è sottratto alle domande: “Per noi è un peccato perderlo adesso – le parole del danese raccolte da Feltet – Avrebbe avuto un ruolo importante al Tour de France. Ma rispetto la sua decisione. Non è una cosa che arriva dal nulla. Ha perso le motivazioni e questo uno sport molto esigente per tutti. Anche per me“.
Vingegaard sembra sapere di cosa si parla: “Anche io sono andato molto vicino all’esaurimento – rivela il campione danese – È uno sport logorante, con tutti i periodi di allenamento che devi fare. E, parlando di Yates, conosco il programma che aveva dovuto affrontare l’anno scorso. Quindi, capisco quanto possa essere stata dura per lui. Ho grande rispetto per il fatto che abbia deciso di fermarsi quando ha capito di essere arrivato al limite“.
In passato, peraltro, qualche rimostranza sulla gestione dei corridori da parte della Visma|Lease a Bike era arrivata dalla moglie di Jonas Vingegaard, Trine Marie Hansen, che aveva parlato di un metodo di lavoro che stava “spingendo troppo oltre il limite” il marito. In precedenza, inoltre, c’era stato il ritiro, altrettanto improvviso di Tom Dumoulin e anche altri corridori, come Dylan van Baarle, hanno sottolineato di non essersi trovati granché bene nell’ambiente giallonero sotto alcuni aspetti.
“Io non do colpe alla squadra – il pensiero di Vingegaard – Sta anche ai corridori far presente alla squadra quando si arriva a fare troppo, che non si riesce più a gestire la cosa e che è meglio cambiare qualcosa. Certo, loro ci chiedono molto ed è difficile dire alla tua squadra che non puoi fare quello che ti chiedono. Io stesso non sono stato sempre in grado di esprimere quello che pensavo ed è probabilmente il motivo per cui ho fatto fatica in alcuni momenti in passato”.
Vingegaard rivela di aver smussato gli angoli del suo rapporto di lavoro con la Visma|Lease a Bike: “Io sono arrivato a capire che, se non avessi parlato, mi sarei esaurito anche io – le parole del campione danese – Quindi, sono riuscito a dire ‘dobbiamo fare le cose in maniera diversa’. Ne ho parlato con la squadra e ci siamo trovati d’accordo”.
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