Uno-X Mobility, Simon Dalby è tornato in sella dopo 57 giorni da un doppio coagulo di sangue al cervello: “Sono stato fortunato, sarebbe potuta andare molto peggio”

A meno di due mesi da un grave problema medico, Simon Dalby è potuto tornare a pedalare. A metà ottobre, da poco conclusa la sua prima stagione tra i professionisti con la maglia della Uno-X Mobility, il 22enne aveva sviluppato due piccoli coaguli di sangue nel cervello mentre si trovava a casa dei genitori, cosa che, fortunatamente, gli ha consentito di ricevere subito aiuto e, dopo il trasporto in ospedale, delle cure mediche tempestive grazie alle quali ha riportato solo sintomi lievi e di breve durata. Dopo alcuni esami e un piccolo intervento, il corridore danese ha affrontato un breve periodo di riabilitazione e ha ora ricevuto il via libera per riprendere gradualmente gli allenamenti in vista del 2026.

Dalby ha raccontato il periodo trascorso a partire da quando ha subito questo doppio coagulo: “Da un momento all’altro, ho sentito che qualcosa non andava. Ho avuto un forte capogiro e una parziale paralisi del lato destro del corpo, e ho capito immediatamente che c’era qualcosa che non andava“.

Gli esami ai quali è stato sottoposto in seguito al ricovero hanno evidenziato un’anomalia cardiaca nota come forame ovale pervio, una piccola apertura congenita che collega l’atrio destro e l’atrio sinistro del cuore: “Si tratta di una condizione molto comune – ha spiegato Rory Nolan, medico della Uno-X Mobility – Ne soffre tra il 20 e il 25% delle persone e nella stragrande maggioranza dei casi non causa alcun problema“.

In rari casi, tuttavia, l’apertura può consentire a un piccolo coagulo di sangue di passare attraverso il cuore e raggiungere il cervello: “Nel caso di Simon, crediamo che sia proprio quello che è successo“, ha aggiunto il medico. Il 22enne è stato quindi sottoposto con successo a una procedura medica di routine per chiudere l’apertura, che era così piccola da poter essere rilevata solo attraverso un test altamente specializzato: “Ora tutto sembra esattamente come dovrebbe – ha proseguito Nolan – Si è trattato di un caso sfortunato per un giovane atleta altrimenti in ottima salute. Il punto fondamentale è che abbiamo individuato la spiegazione più plausibile e siamo stati in grado di risolverla“.

“Sono ben consapevole di quanto sono stato fortunato durante tutto il decorso – ha riconosciuto Dalby – Sarebbe potuta andare molto peggio, e il fatto che sia successo a casa, con i miei genitori lì, ha fatto una grande differenza. In questo momento l’obiettivo è solo quello di recuperare passo dopo passo e godersi il ritorno in sella. Sono motivato ad andare avanti”.

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